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“Milano deve partire. Non ripartire. Sono due cose diverse: partire è necessario, ripartire ha poco senso. La questione è una nuova normalità, tutta da conquistare. Il modo di essere, di pensare, di organizzare non può essere legato al passato”. Così Oscar di Montigny, Chief Innovation, Sustainability and Value Strategy Officer di Banca Mediolanum, in un colloquio con Alessandro Banfi per 10alle5Quotidiana (www.10alle5quotidiano.info). Il nome di di Montigny circola in queste settimane come possibile candidato sindaco del centrodestra: “Mi danno tutti, ma proprio tutti, lo stesso consiglio: lascia perdere”, commenta con una battuta di Montigny.

E alla domanda su quale sarà la sua decisione, commenta: “Oggi è difficile dirlo: che sia una sfida a questo punto rischiosa ma stimolante è evidente. La vera riserva che tuttora devo sciogliere è proprio a questo livello”.

“La prima riforma concreta di cui i milanesi e la città hanno bisogno? La mia vera riposta è: devo studiare – prosegue nel colloquio 10alle5Quotidiana – . Devo mettere le mie conoscenze e i miei talenti, a patto di avere quelli giusti, al servizio della collettività. Studiare i problemi, i casi migliori al mondo sia nei fallimenti che nei successi, le criticità e le possibili soluzioni. E poi scrivere un programma per Milano che abbia senso. E quando dico avere senso penso a due dimensioni da tenere presenti: la soddisfazione dei bisogni e il perseguimento delle aspirazioni”.

Per il possibile candidato sindaco, “l’Expo di Milano è stata la fine di una narrativa, per carità momento eccezionale ma diciamo molto tradizionale. Probabilmente Dubai sarà un’Expo proiettata sul futuro. Milano non deve guardare indietro”.

“Milano per essere di nuovo la città all’avanguardia dello sviluppo del Paese necessita tre cose: innovazione, sostenibilità e affermazione della centralità dell’essere umano, all’interno di qualunque progetto o programma. Innovazione perché dobbiamo entrare nel futuro. Il tempo della sosta ti fa regredire. Lo dice bene Lewis Carroll in Alice nel paese delle meraviglie: per restare nel presente devi correre veloce, altrimenti se stai fermo, vai indietro. Come sulle scale mobili. Sostenibilità non è solo ambiente, anche se ne è l’istanza certo più urgente. Sostenibilità, come dice l’Onu nel fissarne gli obiettivi, significa anche accesso all’acqua, parità di genere, diritto alle cure mediche, educazione, città e quartieri evoluti. Una volta quando pensavamo ad esempio l’accesso al cibo, ci venivamo in mente i bambini dell’Africa. Oggi ci sono anche le file a Pane Quotidiano, qui a Milano. Inutile sottolineare come sia cruciale oggi il tema della salute. Non sono problemi lontani da noi. La mia storia professionale dimostra che mi sono occupato di sostenibilità in tempi non sospetti, da almeno quindici anni”. Conclude infine parlando della fiducia conquistata dell’ex sindaco Gabriele Albertini, che ha definito le sue idee “magnifiche utopie”: “Ci siamo conosciuti a distanza in epoca di lockdown. Albertini è una persona interessante, di grande profondità e intelligenza. Mi verrebbe da dire che per ora è un’amicizia epistolare. Sono quelle occasioni che capitano nella vita, ti vengono incontro. Quando ci siamo conosciuti non immaginavo minimamente il nostro possibile sodalizio per Milano. Ci stiamo dimostrando reciproca stima con Albertini e ne sono contento. Ma per ora ascolto, osservo, aspetto”.(MiaNews)

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