Nuovo Regolamento sulla qualità dell’aria di Milano: i sì e i no di Legambiente Lombardia.

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Lo sky line dei grattacieli di Porta Nuova a Milano ripresi dalla terrazza del Duomo il giorno dopo il blocco del traffico deciso per contrastare l'eccesso d'inquinamento nell'aria. Milano 3 Febbraio 2020. ANSA / MATTEO BAZZI

Al voto in Consiglio comunale il nuovo Regolamento sulla qualità dell’aria di Milano. Un regolamento che sta facendo discutere soprattutto per le nuove limitazioni sul fumo all’aperto, ma che da un punto di vista ambientale contiene misure altrettanto importanti per quanto riguarda la messa fuori legge delle caldaie a gasolio e la chiusura delle porte dei negozi, ma la cui realizzazione rischia di spostarsi ancora nel tempo.

 Legambiente Lombardia dice “sì” al divieto di fumo da gennaio 2021 nei parchi, nel raggio di dieci metri dalle fermate dei mezzi pubblici, nelle zone attrezzate al gioco dei bambini, nelle aree cani, nei cimiteri, sugli spalti degli stadi: un passo che richiederà profondi cambiamenti di abitudine e comportamentali da parte dei cittadini fumatori ma che sotto il profilo della salute non è discutibile.

No invece al rinvio della chiusura delle porte dei negozi a gennaio 2022. Come noto la chiusura delle porte dei negozi permette di non sprecare energia, fosse anche minima, con la dispersione di calore in inverno e di aria fresca in estate, e l’introduzione di questa misura non può essere ulteriormente rinviata. Siamo tutti a conoscenza della fase critica vissuta dal commercio in questi mesi, ma proprio per questo è necessario usare questo periodo di trasformazione per ripensare il nostro modo di vivere i negozi, trovando nuove soluzioni per salvaguardare nello stesso tempo la fruizione degli spazi, la salute delle persone e l’ambiente. Legambiente è convinta che non siano le porte chiuse dei negozi a mettere una barriera agli acquirenti, soprattutto in questo periodo storico, con la pandemia in corso. È altrettanto convinta che ognuno debba fare la propria parte per rallentare il cambiamento climatico ed eliminare gli sprechi energetici, e anche chiudere le porte va in questa direzione.

Rispetto alle caldaie a gasolio, è oggi necessario osare di più. Il termine del 2023 non aiuta l’ambiente. Per questo crediamo che il Consiglio Comunale debba votare l’annunciato anticipo di un anno – ottobre 2022 – per introdurre l’obbligo di sostituzione delle caldaie alimentate con il gasolio. Il Comune stesso ha messo in cantiere in questi anni finanziamenti con appositi bandi per riqualificare energeticamente gli edifici privati, dando contributi anche a fondo perduto per il cambio dei generatori di calore con sistemi meno inquinanti. Fondi ancora disponibili con il bando 2020 che ha risorse per 24 milioni di euro. Perché dunque non agire più in fretta?

«Il nuovo Regolamento sull’aria di Milano contiene misure che vanno nella giusta direzione di un abbassamento delle emissioni di inquinanti e di CO2» dichiara Franco Beccari, presidente del circolo Legambiente Reteambiente. «Chiediamo però di accelerare i tempi: nel contrasto all’emergenza climatica ogni anno perso o guadagnato fa la differenza, e dopo le troppe deroghe e rinvii degli ultimi anni è oggi indispensabile accelerare il più possibile la transizione verso una Milano a emissioni zero.»

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