Incendio di Corteolona, arrivano le prime condanne.

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Questa mattina il Giudice per le Indagini Preliminari di Milano ha emesso una sentenza di patteggiamento e una con rito abbreviato per il traffico di rifiuti e il conseguente incendio nel capannone di Corteolona (PV) nel gennaio del 2018.
Da parte di tre degli imputati sono state patteggiate pene che vanno da 2 anni e 2 mesi a 4 anni di reclusione. Gli altri due imputati che avevano scelto il rito abbreviato, sono stati condannati alla pena di 2 anni per le attività finalizzate al traffico illecito di rifiuti e 3 anni e 6 mesi di reclusione per l’incendio e il traffico illecito di rifiuti. Per il sesto degli imputati si dovrebbe aprire nei prossimi mesi il dibattimento con rito ordinario.

Legambiente Lombardia, costituitasi parte civile nel processo, ribadisce la necessità di un maggiore sforzo comune per contrastare e prevenire il fenomeno dell’illegalità nel ciclo dei rifiuti.

«La gestione dei rifiuti come hanno confermato le ultime inchieste regionali sulla corruzione, continua ad essere sempre più un settore ad alto rischio di infiltrazioni illegali, in cui sia la  criminalità economica sia quella contigua alle mafie, ottengono elevati guadagni illeciti correndo rischi relativamente bassi, a danno delle imprese oneste – dichiara Barbara Meggetto, Presidente di Legambiente Lombardia –. Serve, ancora una volta, un cambio di passo, mettendo in campo da subito provvedimenti volti a rendere più trasparente, sostenibile ed efficiente il settore della gestione dei rifiuti: dai decreti attuativi sull’end of weste al rafforzamento del c.d. “indice di gestione” regionale, dalle politiche sulle riduzione dei rifiuti all’aumento degli standard ambientali previsti per gli impianti di trattamento. Il tutto inserito in una cornice di visione che metta al centro l’economia circolare ed eviti l’eccessivo spostamento di rifiuti da un capo all’altro dell’Italia. Dal nostro osservatorio, continueremo a vigilare sul territorio segnalando con spirito collaborativo le situazioni anomale o patologiche alle istituzioni».

 

Al meritorio impegno della magistratura e delle forze dell’ordine si deve affiancare anche l’azione degli enti di controllo e degli enti locali, possibilmente con una regia regionale di coordinamento per individuare tratti comuni e differenze tra i singoli episodi.

«Ci auguriamo che questa vicenda e le conseguenti condanne, chiudano una fase negativa per la provincia di Pavia relativa ai rifiuti e si apra, invece, una prospettiva di sviluppo realmente sostenibile, legato a realtà, possibilità e caratteristiche del territorio. Come Legambiente continueremo il nostro impegno perché favorire questo processo virtuoso» dichiara Renato Bertoglio, rappresentante di Legambiente in provincia di Pavia.

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