Dietrofront del governo su Malpensa: il trasporto areo inquina meno della logistica su gomma, via libera alla distruzione della brughiera

In un comunicato stampa appena diffuso Legambiente nazionale punta i suoi riflettori sulla conversione in legge del DL 121/2023, recante Misure urgenti in materia di pianificazione della qualità dell’aria e limitazioni della circolazione stradale.

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Molte le criticità di un provvedimento che, se sarà approvato dalle Camere, avrà conseguenze lontane dalla soluzione dei problemi sui quali sarebbe dovuto intervenire. Uno dei punti più discutibili è la centratura padana, con molte delle aree interessate dalle infrazioni europee completamente ignorate.

 

Il comunicato nazionale riporta in particolare il dietrofront del governo su Malpensa, dopo che la VIA del Ministro dell’Ambiente aveva prescritto il limite del sedime aeroportuale di Malpensa come invalicabile dalle nuove infrastrutture logistiche, proteggendo così la brughiera minacciata di distruzione, oltre alla salute dei cittadini e dei territori.

 

“Gravida di pericolose conseguenze la scelta forzata di definire “strategico” l’ampliamento dell’aeroporto di Malpensa, con l’obiettivo di ridurre il traffico su gomma spostandolo utilizzando quello aereo,” spiega Barbara Meggetto, presidente di Legambiente Lombardia. “Si tratta di una chiara elusione della normativa in materia di Valutazione di Impatto Ambientale, dal momento che sul progetto pesa un decreto definitivo a firma del Ministro dell’Ambiente, che recepisce gli stroncamenti effettuati dalla Commissione VIA dopo lunga e approfondita istruttoria. La norma autocertifica invece la violazione del diritto comunitario sulla procedura VIA, e da ciò non potrà che discendere un deferimento dell’Italia alla Corte di Giustizia Europea”.

 

Le emissioni da traffico passeggeri e merci aumentano e non diminuiscono a causa della presenza di grandi hub aeroportuali come Malpensa: sia a causa delle elevate emissioni, soprattutto in fase di decollo e atterraggio degli aerei sia a causa della forte attrazione di traffico autoveicolare, merci e passeggeri, in prossimità degli aeroporti. Una misura insensata: la Francia, per esempio, vieta i voli aerei lungo le rotte verso città servite da linee ferroviarie veloci.