Coronavirus, locali pubblici chiusi dalle 18, partita la corsa ai generi alimentari ai supermarket.

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2002
Coronavirus: Esselunga
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“Abbiamo disposto la chiusura dalle ore 18 dei luoghi commerciali di intrattenimento o svago, non i ristoranti, quindi pub e discoteche, luoghi dove si trovano molte persone”. Lo ha detto l’assessore lombardo al Welfare Giulio Gallera.

Scaffali della carne e della frutta e verdura vuoti, lunghe file alle casse: a Milano è assalto ai supermercati dopo l’ordinanza della Regione che dispone la chiusura delle scuole e dei luoghi di assembramento.

All’Esselunga di Porta Nuova c’è gente che gira anche con 2 O 3 carrelli e la mascherina. “Faccio scorte, non si sa mai, a casa siamo in 4”, dice un padre di famiglia. “Io sarei venuta oggi lo stesso ma sicuramente farò una spesa più abbondante” gli fa eco un’altra cliente.
“La domenica c’è sempre gente ma oggi ce n’è molto più del doppio” commenta un addetto alle vendite. Situazione simile già da questa mattina anche in altri punti vendita della catena come il grande super in zona piazzale Lodi, dove già nel primo pomeriggio – racconta un cliente – i banconi del fresco iniziavano a svuotarsi.

“Tutto ciò che dicono non è vero, non c’è niente sotto controllo” dice un infermiere dell’ospedale di Codogno, raggiunto telefonicamente dall’ANSA. “E’ il panico assoluto, l’ospedale è chiuso al pubblico e i parenti dei degenti continuano a chiamare preoccupatissimi per i loro familiari ricoverati, che oggi sono stati sottoposti al tampone”. “La mia impressione è che prima hanno lasciato scappare i buoi e poi – riflette l’operatore sanitario – hanno chiuso la stalla”. (ANSA)

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