Braccianti chiamati animali dagli sfruttatori.

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La Guardia di Finanza di Gorgonzola sequestra beni per 7,5 milioni di euro ad una azienda agricola per caporalato e sfruttamento di manodopera a Cassina de Pecchi. 28 Agosto 2020. Ansa/Andrea Canali
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“Mi ha detto che siamo dei poveracci africani che non hanno niente, poi mi ha spintonato violentemente provando a buttarmi fuori dall’ufficio e mentre mi spingeva continuava a venirmi sulla faccia e continuava ad urlare e sputacchiarmi in faccia”.

E’ il racconto del trattamento ricevuto da uno dei ‘capi’ di Mohamed, uno dei circa 100 braccianti extracomunitari secondo la procura di Milano sfruttati e pagati 4,5 euro all’ora.

 

Il verbale è agli atti dell’inchiesta che un paio di settimane fa ha portato al sequestro di StraBerry, l’azienda modello nel milanese con serre fotovoltaiche per coltivare fragole, mirtilli, lamponi e more e a indagare 7 persone tra cui il fondatore Guglielmo Stagno d’Alcontres.

Lo straniero, riferendosi in particolare a due dei capi, ha spiegato che “erano molto offensivi, sempre, usavano parole come coglione, negro di merda, animali”. (ANSA)

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