Ingresso della sede di ARIA, Azienda Regionale Innovazione Acquisti, Milano, 23 marzo 2021. Ansa/Paolo Salmoirago

In una nota la società Aria precisa “che i risultati conseguiti dalla Centrale Acquisti regionale sono assolutamente allineati al dato nazionale”. “L’Amministrazione regionale lombarda – prosegue la nota – aveva comunque già deciso di rafforzare l’ambito programmatorio e di studiare le modalità di rafforzamento della committenza, attraverso la DGR 4385/2021, del 3 marzo 2021 ‘Determinazioni in ordine agli indirizzi di programmazione per gli investimenti in sanità per il periodo 2021’, che consente di inquadrare i fondi nazionali ex art.20 L.67/1988 divenuti disponibili a partire dalla legge di stabilità 2021 (circa 1,35 miliardi); le quote presumibili derivanti dal Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR) e le quote ipotizzabili a valere delle risorse autonome regionali (mediamente 200 milioni/anno)”.

“Inoltre – si legge nella nota – è stata avviata tra Regione Lombardia e ARIA, una specifica ricognizione puntuale del patrimonio sanitario strumentale per indirizzare gli investimenti con maggiore accuratezza. Infine, con la DGR XI/4508 del 1° aprile 2021 ‘Determinazioni in ordine agli indirizzi di programmazione per l’anno 2021’, la Giunta Regionale ha già adottato le linee di indirizzo che guideranno le attività per il 2021. In materia di Acquisti ha già individuato come priorità l’implementazione in maniera incrementale delle forme di aggregazione fornendo cogenti indicazioni verso la centralizzazione degli acquisti e lasciando, in via residuale, le possibilità di acquisto in autonomia stabilendo il tetto di spesa di € 200.000,00”.

“Riguardo la committenza – conclude la nota – si conviene con la Corte dei Conti che dovrà essere incrementato il numero di procedure centralizzate svolte dalla società Aria sia per le tecnologie sanitarie che nella definizione di accordi Quadro per i servizi di ingegneria e per lavori, nella consapevolezza che tali operazioni potranno aumentare l’efficacia delle procedure e ridurre i tempi di progettazione ed individuazione degli appaltatori”.

La società ARIA rileva che “il ruolo svolto in maniera autonoma da ARCA nel primo semestre del 2019, prima della fusione in ARIA, e il notevole intervento di ARIA negli acquisti connessi alla pandemia nel primo semestre 2020, non consentono, a inizio 2021, di effettuare ponderati giudizi sulla partecipazione di ARIA alla programmazione degli acquisti del Servizio Sanitario Regionale”. “ARIA – prosegue la nota – svolge oggi un ruolo molto rilevante, quale elemento di coordinamento e di indirizzo nella programmazione degli acquisti e quale tecnostruttura di cerniera tra le direttive della Regione e la complessa architettura delle aziende sanitarie (ATS, ASST, IRCCS), incluse le articolazioni consortili”. “La fusione delle competenze di Lombardia Informatica – si legge ancora nella nota – che ‘aveva il compito di supportare l’innovazione e la trasformazione digitale della PA lombarda, nonché il miglioramento delle politiche regionali attraverso l’attività di analisi dei dati’ e di ARCA, società in house per il public procurement, ha prodotto, con ARIA, una estensione della ‘mission istituzionale’, quella di innovazione del governo integrato della spesa regionale attraverso le attività di governance by data, intese come il supporto alle politiche regionali, anche in relazione alla spesa, secondo un approccio guidato dall’analisi dei dati”. “Oggi – conclude la nota – la realtà dei processi di acquisto si presenta ancora frammentata ma è evidente che, a meno di dieci mesi dalla costituzione di ARIA, occorra ancora aspettare per avere un profilo programmatorio completo”. (MiaNews)