La piattaforma della Fondazione Olivetti Tecnologia e Ricerca raccoglie oltre 18 mila strutture in 153 Paesi. Le impronte di elettricità, CO₂ e acqua sono stime modellizzate, non misurazioni dirette.
Dove si trovano i data center e quante risorse richiedono? A queste domande prova a rispondere Connecto, l’atlante digitale presentato il 31 ottobre dalla Fondazione Olivetti Tecnologia e Ricerca. La piattaforma, consultabile all’indirizzo connecto.fondazioneolitec.it, riunisce informazioni sulle infrastrutture digitali e mostra stime annuali dei consumi elettrici, delle emissioni di CO₂ e dell’impiego d’acqua.
Al momento della consultazione, il catalogo comprendeva 18.110 voci distribuite in 153 Paesi. Per l’Italia risultavano 254 strutture. Gli utenti possono cercare per nome dell’impianto, operatore, città, Paese e indirizzo, oltre a usare filtri sulla precisione geografica e strumenti per calcolare distanze, consultare statistiche ed esportare i dati in formato CSV.
Connecto e le risorse delle infrastrutture digitali
La piattaforma si propone come punto di partenza per istituzioni, imprese e ricercatori interessati a conoscere la distribuzione dei data center e a confrontare le informazioni disponibili. L’integrazione con dati verificati sulle reti elettriche, sulle risorse idriche e sulle caratteristiche dei territori potrebbe contribuire, in prospettiva, a valutazioni più approfondite sugli insediamenti e sulle opportunità di sviluppo.
Le impronte ambientali visualizzate, precisa la documentazione di Connecto, sono stime elaborate con modelli e non letture dei contatori. La Fondazione indica inoltre che i dati vengono ricaricati dalla fonte quando si apre la pagina e che il consumo elettrico complessivo è calibrato sui 415 TWh stimati dall’Agenzia internazionale dell’energia (IEA) per il 2024. I totali possono variare in base alle strutture selezionate.
Anche il catalogo richiede cautela: il dataset, attribuito a Ringmast4r – Global-Data-Center-Map, presenta livelli diversi di precisione geografica ed è dichiarato incompleto e non verificato sul campo. I valori sono quindi indicativi e non certificano le prestazioni dei singoli impianti.
Il collegamento con la Scala NIC e il Teorema di Assisi
La Fondazione collega Connecto al percorso del Teorema di Assisi e della Scala NIC, associati a Massimiliano Nicolini. La Scala NIC propone di valutare l’efficienza su quindici livelli considerando energia, emissioni e costo per bit. Nelle schede pubbliche della piattaforma, tuttavia, non è riportato un punteggio NIC per ciascun data center: il riferimento riguarda il quadro metodologico del progetto e non costituisce una certificazione delle strutture censite.
Il tema si inserisce nel dibattito sulla crescita del cloud e dell’intelligenza artificiale, servizi che dipendono da infrastrutture energivore e legate ai territori che le ospitano. Nel rapporto Key Questions on Energy and AI, pubblicato nell’aprile 2026, l’IEA stima che i data center abbiano consumato 485 TWh di elettricità nel 2025 e indica una possibile crescita fino a circa 950 TWh nel 2030 nello scenario centrale.
Con Connecto, la Fondazione porta così all’attenzione pubblica la geografia materiale del digitale. La piattaforma rende consultabili dati e stime sulle infrastrutture, mentre la qualità delle informazioni e la loro verifica restano elementi essenziali per trasformare la mappa in uno strumento utile a orientare decisioni e investimenti.










































