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Intelligenza artificiale in azienda, a Milano Confedra: regole e casi concreti

Alla Fondazione ATM una sala piena per il convegno “Chi non governa l’IA, la subisce”. Dal divario nell’adozione alle regole, fino alle esperienze d’impresa: per innovare servono consapevolezza dei rischi e conoscenza dei processi.

 Niente effetti speciali e nessuna promessa di rivoluzioni immediate. Il convegno Confedra del 27 ottobre alla Fondazione ATM ha scelto un approccio concreto all’intelligenza artificiale, con una sala piena di imprenditori interessati a capire come adottare queste tecnologie con metodo. Il titolo dell’incontro indicava la direzione: chi non governa l’IA, la subisce.

A fare da sfondo al confronto sono stati i dati Istat: nel 2025 il 16,4% delle imprese italiane con almeno 10 addetti ha utilizzato almeno una tecnologia di intelligenza artificiale. La quota sale al 53,1% tra le grandi aziende, mentre si ferma al 15,7% tra le PMI. Un divario che pone una domanda centrale per il sistema produttivo: come portare l’AI nelle imprese in modo consapevole e utile?

L’apertura dei lavori al convegno Confedra, alla Fondazione ATM di Milano.

Dalle regole ai casi concreti

Aprendo i lavori, il presidente nazionale di Confedra, Mario Cesaroni, ha sintetizzato il percorso in tre passaggi: che cosa dobbiamo fare, quali opportunità e rischi possiamo affrontare, che cosa si sta già facendo nelle aziende. L’obiettivo è arrivare a idee applicabili, anche «da lunedì mattina».

A moderare l’incontro è stato Agostino Marotta, direttore della Gazzetta di Milano.

AI Act, dati e cybersecurity: la governance al centro

L’avvocato Luciano Quarta, esperto di normativa sull’intelligenza artificiale, blockchain e cybersecurity, ha ricondotto regole, dati e reti a un unico tema: la governance. La conformità, ha spiegato, non è un adempimento separato dall’attività aziendale, ma una condizione per introdurre nuove tecnologie con responsabilità.

Tra gli obblighi di trasparenza previsti dalla normativa europea, gli utenti devono essere informati quando interagiscono con un sistema di intelligenza artificiale, salvo che ciò risulti evidente dal contesto. Per i sistemi ad alto rischio, l’applicazione degli obblighi è prevista dal dicembre 2027, con una diversa scadenza per quelli integrati in prodotti regolamentati.

Quarta ha richiamato anche il decreto legislativo 160 del 2026, che interviene sulla normativa nazionale in materia di intelligenza artificiale e responsabilità civile e penale. Un quadro che, in specifiche ipotesi, può coinvolgere anche le imprese: da qui la necessità di valutare con attenzione come i sistemi vengono scelti, configurati e utilizzati.

Il pubblico segue l’intervento dedicato alle regole.

Un esempio pratico riguarda la protezione delle informazioni: caricare un contratto riservato in un chatbot gratuito per ottenere un riassunto può esporre dati e condizioni aziendali. Oltre alle sanzioni previste dal GDPR, è in gioco la fiducia di clienti e partner.

Sul fronte della cybersecurity, l’incontro ha ricordato la scadenza del 31 ottobre per l’adozione delle misure di sicurezza di base NIS2 da parte dei soggetti interessati secondo i termini applicabili. La responsabilità delle misure resta in capo ai vertici, anche quando l’attuazione operativa viene affidata ad altri.

Le indicazioni operative proposte da Quarta sono quattro: censire gli strumenti di AI utilizzati e le responsabilità, definire regole semplici, formare il personale e documentare le scelte. Una governance chiara può diventare anche un elemento utile nei rapporti con banche, committenti e bandi.

La sala durante la presentazione delle quattro mosse per governare l’intelligenza artificiale.

Opportunità e rischi per le imprese

Il professor Franco Colombo, docente di intelligenza artificiale in ambito universitario e segretario generale di Confedra, ha affrontato il rapporto tra benefici e rischi: che cosa può offrire l’AI alle aziende e quali criticità emergono quando viene adottata senza un progetto e senza una valutazione dei suoi effetti.

Tre esperienze d’impresa: dalla conoscenza al servizio clienti

Massimiliano Consiglio, CEO di Kynetic, ha presentato tre casi aziendali, mantenendo riservate le identità delle imprese coinvolte.

Nel primo caso, un’azienda di robotica ha applicato l’automazione alla propria conoscenza interna prima che ai processi produttivi: un assistente AI, collegato a documenti tecnici e commesse, aiuta a trovare più rapidamente le informazioni.

Nel settore della logistica portuale, un sistema estrae e classifica email e PDF, lasciando all’operatore la verifica dei risultati e migliorando la tracciabilità. In un contact center, invece, trascrizioni e riepiloghi validati alimentano il CRM e vengono trasformati in informazioni utili sui clienti.

Il metodo descritto parte dall’ascolto del problema e dalla mappatura dei punti in cui si perdono tempo e informazioni. Solo dopo si passa all’integrazione degli strumenti, alla protezione dei dati e alla misurazione dei risultati. «La differenza non la fa il tool, la fa il progetto che lo collega ai processi aziendali», ha osservato Consiglio.

Il messaggio per le imprese è chiaro: prima di acquistare un nuovo software, occorre conoscere i propri processi e capire quale problema si vuole risolvere.

Il tavolo dei relatori alla Fondazione ATM.

Il prossimo appuntamento Confedra il 25 novembre

Il ciclo di incontri proseguirà il 25 novembre con temi legati alla crescita internazionale, alla geopolitica, alla finanza straordinaria e alle operazioni di M&A. Tra i relatori annunciati figurano il generale Giorgio Battisti, Fabio Selli, vicepresidente internazionale di Confedra, e Franco Ponsome, consigliere nazionale ed esperto di M&A. Altri nomi saranno comunicati nei prossimi giorni.

Il 15 dicembre è previsto un aperitivo di auguri. Da gennaio il programma riprenderà con appuntamenti dedicati a sicurezza sul lavoro, formazione e credito. Per informazioni e iscrizioni è possibile scrivere a eventi@confedra.org.