Nel secondo trimestre 2026 l’industria milanese registra una crescita degli ordini, soprattutto dall’estero, mentre il commercio al dettaglio raggiunge il livello più alto della serie considerata. Positivo anche il saldo delle imprese nell’area di Milano, Monza Brianza e Lodi.
Il sistema produttivo milanese mantiene una buona capacità di tenuta in uno scenario internazionale complesso. Industria, servizi e commercio mostrano andamenti diversi, ma i principali indicatori restituiscono un quadro di vitalità: crescono fatturato e ordini, il commercio al dettaglio avanza e il credito alle imprese torna a espandersi.
Industria milanese, ordini esteri in aumento
Nel secondo trimestre del 2026 la produzione industriale della città metropolitana di Milano è aumentata dello 0,1% rispetto al trimestre precedente e del 2,3% su base annua. La crescita congiunturale è contenuta, ma si accompagna a livelli di produzione che restano storicamente elevati.
Più dinamici gli indicatori di fatturato e ordini. Il giro d’affari dell’industria milanese è cresciuto dell’1,1% nel trimestre, mentre gli ordini interni hanno segnato un aumento dello 0,5%. La componente estera ha registrato la crescita più marcata: +4% rispetto ai primi tre mesi dell’anno e +7,9% nel confronto con il secondo trimestre del 2025.
Il dato conferma il peso dei mercati internazionali per le imprese dell’area milanese. Accanto alla manifattura, contribuiscono alla diversificazione economica i servizi professionali, tecnologici e finanziari, la consulenza e le attività digitali.
Commercio al dettaglio ai massimi della serie
Anche il commercio offre segnali positivi. Nel secondo trimestre il fatturato del retail milanese è aumentato dell’1,7% rispetto al trimestre precedente e del 3,6% su base annua. L’indice destagionalizzato ha raggiunto quota 116,5, il livello più alto della serie considerata.
I dati indicano una domanda che continua a sostenere le attività commerciali, pur in un contesto in cui i consumatori restano attenti ai prezzi e alle proprie scelte di acquisto.
Oltre 396 mila imprese attive nell’area
A fine giugno, nell’area di Milano, Monza Brianza e Lodi risultavano attive oltre 396 mila imprese, di cui quasi 319 mila nella città metropolitana di Milano. Nel secondo trimestre il saldo tra iscrizioni e cessazioni è rimasto positivo per 2.770 attività nell’intera area. Milano ha contribuito con 2.243 imprese.
Prosegue intanto la crescita dei servizi, che nell’area considerata registrano un aumento del 2,3% delle imprese attive rispetto a un anno prima. A Milano le società di capitali sono cresciute del 4,3%, un dato che segnala una maggiore strutturazione del tessuto imprenditoriale.
Credito alle imprese, torna la crescita
In questo scenario il rapporto tra banche e imprese assume un ruolo centrale. Oltre alla disponibilità di finanziamenti, contano la capacità di accompagnare gli investimenti, gestire la liquidità e sostenere percorsi di innovazione e internazionalizzazione.
Nel 2025 il credito bancario alle imprese lombarde è aumentato di 4,2 miliardi di euro, pari al 2,1%, invertendo la contrazione dell’anno precedente. La crescita è proseguita nei primi mesi del 2026: a marzo i finanziamenti risultavano in aumento del 2% su base annua. Nel 2025 l’incremento è stato del 4,5% nei servizi e dell’1,8% nelle costruzioni.
Il ritorno alla crescita del credito può offrire alle aziende una leva aggiuntiva per sostenere progetti di sviluppo, insieme alle risorse generate dalla propria attività. Le condizioni finanziarie e la solidità dei singoli progetti restano elementi determinanti per trasformare questa disponibilità in investimenti concreti.
La sfida è trasformare la tenuta in nuovi investimenti
Milano può contare su un sistema economico articolato, in cui convivono grandi gruppi, piccole e medie imprese, multinazionali, operatori finanziari e aziende innovative. Gli ordini esteri dell’industria, la crescita del fatturato e la vitalità dei servizi sono segnali favorevoli; la prossima sfida sarà tradurli in investimenti e nuova crescita.
L’integrazione tra imprese, banche, innovazione e mercati resta uno degli elementi su cui la città metropolitana può fare leva per consolidare il proprio ruolo di principale piattaforma economica e finanziaria italiana
a cura di Francesco Megna




















































