Il 24 ottobre al Policlinico di Milano l’incontro promosso dalla Commissione d’Albo e da AITO. Al centro i bisogni riabilitativi, la partecipazione e il ruolo dei terapisti occupazionali nei percorsi di cura.
Come può la riabilitazione aiutare le persone a partecipare più pienamente alla vita quotidiana? È il tema del convegno “Dalla mappa dei bisogni al territorio della vita quotidiana”, in programma domani, 24 ottobre, nell’Aula Zonda del Policlinico di Milano, in vista della Giornata Mondiale della Terapia Occupazionale.
L’iniziativa è promossa dalla Commissione d’Albo dei Terapisti Occupazionali dell’Ordine TSRM e PSTRP di Milano, Como, Lecco, Lodi, Monza Brianza e Sondrio, in collaborazione con AITO – Associazione Italiana di Terapia Occupazionale. Il convegno si inserisce nel tema internazionale “Participation Matters”, scelto dalla Federazione Mondiale dei Terapisti Occupazionali (WFOT) per la ricorrenza.
Terapia occupazionale e autonomia della persona
L’incontro sarà un’occasione di confronto sui bisogni riabilitativi dei cittadini e sulle risposte che professionisti e sistema sanitario possono offrire. Tra gli obiettivi, promuovere percorsi di cura personalizzati e accessibili, orientati all’autonomia e alla qualità della vita.
La presidente della Commissione d’Albo, Michela Bentivegna, sottolinea il contributo che la professione può offrire in diverse fasi della vita: dalla gestione della fragilità a domicilio al reinserimento lavorativo, fino alla pratica sportiva come opportunità di inclusione. «Vogliamo valorizzare tutte le potenzialità della nostra professione», afferma, in una fase segnata dalla riorganizzazione dei servizi e dalla scarsità di risorse.
Il valore della partecipazione nei percorsi di cura
Per Diego Catania, presidente dell’Ordine e della Federazione nazionale degli Ordini TSRM e PSTRP, le competenze del terapista occupazionale sono sempre più rilevanti in una società caratterizzata dall’invecchiamento della popolazione e dalla cronicità. Il richiamo internazionale alla partecipazione, spiega, evidenzia il diritto di ogni persona a trovare la propria indipendenza nei diversi contesti di vita.
Anche Gabriella Casu, presidente di AITO, richiama l’importanza della collaborazione tra istituzioni ordinistiche e associazioni scientifiche. Un dialogo costante, afferma, consente di condividere conoscenze e promuovere interventi appropriati. Inserire le competenze del terapista occupazionale nei percorsi di cura può contribuire a risposte riabilitative efficaci e sostenibili, con benefici per i cittadini e per il sistema sanitario.
Dai bisogni al territorio della vita quotidiana
Al centro del convegno ci saranno la presa in carico centrata sulla persona e lo sviluppo di risposte riabilitative adeguate ai bisogni emergenti. La terapia occupazionale mira a sostenere le persone nelle attività quotidiane, nel lavoro e nel tempo libero, tenendo conto delle loro possibilità, aspirazioni e condizioni di vita.
Passare “dalla mappa dei bisogni al territorio della vita quotidiana” significa quindi costruire interventi che accompagnino la persona nei contesti in cui vive e favoriscano la sua partecipazione alla comunità. Un approccio che, nel messaggio “Participation Matters”, riconosce quanto la partecipazione possa fare la differenza nella vita di ciascuno.









































