Il sociologo e presidente di Expo Training richiama l’attenzione sulla “turbo-adultizzazione” dei ragazzi e chiede interventi coordinati. Il tema sarà al centro dell’evento del 18 e 19 novembre a Fiera Milano City – Allianz MiCo.
Gli scontri e i saccheggi avvenuti nel centro di Milano il 17 e 18 ottobre riaccendono il dibattito sulla violenza giovanile e sulle cause educative e sociali che possono contribuire a generarla. Accertare le responsabilità è indispensabile, ma, secondo Carlo Barberis, sociologo e presidente di Expo Training, è necessario anche interrogarsi sui modelli di riconoscimento e visibilità che influenzano i comportamenti dei più giovani.
«Occorre chiedersi perché un ragazzo di tredici anni possa arrivare a considerare la violenza uno strumento per ottenere visibilità, riconoscimento e consenso tra i coetanei», afferma Barberis. Quando danneggiare una vetrina diventa un gesto di cui vantarsi, osserva, il problema riguarda anche i criteri attraverso cui si cerca approvazione.
Il presidente di Expo Training parla di una «crisi del radicamento», in cui si indebolisce il legame tra la persona, la comunità e il significato delle regole. «Se insegniamo il rispetto ma, nei fatti, premiamo la prepotenza, o chiediamo impegno valorizzando soltanto il successo immediato, trasmettiamo messaggi educativi contraddittori», dichiara.
Che cos’è la “turbo-adultizzazione”
Tra gli aspetti da approfondire, Barberis indica la turbo-adultizzazione, descritta come l’esposizione precoce e accelerata dei ragazzi a linguaggi, immagini, relazioni e modelli del mondo adulto. Di fronte a questa trasformazione, sostiene, la presenza educativa degli adulti deve essere più forte e consapevole.
«Ai ragazzi dobbiamo chiedere responsabilità, offrendo al tempo stesso percorsi credibili per esercitarla. Il rispetto non si insegna soltanto attraverso le parole, ma attraverso relazioni, regole e opportunità che lo rendano concreto», aggiunge.
Il ruolo di famiglie, scuola e servizi territoriali
Per Barberis le famiglie non devono essere lasciate sole nell’affrontare queste sfide. Tra le proposte indica percorsi accessibili di formazione alla genitorialità e servizi di sostegno sul territorio. Alla scuola spetta invece integrare l’educazione digitale con quella affettiva e civica.
La risposta, secondo il sociologo, dovrebbe combinare un impianto legislativo efficace, politiche educative coordinate e una riflessione sull’uso dei social network e sui modelli di visibilità che possono orientare i comportamenti dei più giovani. Barberis propone inoltre un coordinamento stabile tra scuole, famiglie e servizi territoriali, per condividere responsabilità, strumenti e obiettivi.
«La sfida è costruire un nuovo patto educativo fondato sulla coerenza, sulla responsabilità e sulla capacità di offrire ai giovani alternative credibili alla ricerca di riconoscimento attraverso la violenza», conclude.
Expo Training, confronto a Milano il 18 e 19 novembre
I temi della crisi educativa e delle possibili risposte saranno al centro del confronto in programma a Expo Training il 18 e 19 novembre 2026, a Fiera Milano City – Allianz










































