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Osteoporosi, 10 cose da sapere per proteggere la salute delle ossa

La prevenzione comincia dall’infanzia e la malattia può restare a lungo senza sintomi. In occasione della Giornata mondiale dell’osteoporosi del 20 ottobre, il dottor Massimo Varenna dell’ASST Gaetano Pini-CTO di Milano chiarisce dieci convinzioni diffuse sulla fragilità ossea.

 L’osteoporosi riduce la resistenza delle ossa e le rende più esposte alle fratture. Può svilupparsi senza sintomi evidenti e manifestarsi anche dopo un trauma lieve. Per proteggere la salute dello scheletro è importante conoscere i fattori di rischio, prestare attenzione ai possibili segnali e rivolgersi al medico quando è opportuno.

In occasione della Giornata mondiale dell’osteoporosi, che si celebra il 20 ottobre, il dottor Massimo Varenna, direttore dell’UOC Osteoporosi e Malattie Metaboliche dell’Osso dell’ASST Gaetano Pini-CTO di Milano, aiuta a distinguere informazioni corrette e falsi miti.

Osteoporosi: i 10 punti da conoscere

1. La prevenzione comincia da piccoli: vero

La salute delle ossa si costruisce fin dall’infanzia e dall’adolescenza. Un’alimentazione adeguata, con un apporto sufficiente di calcio, e uno stile di vita attivo contribuiscono al benessere dello scheletro. La prevenzione riguarda quindi tutte le età e passa da abitudini salutari da mantenere nel tempo.

2. Se non sento dolore, non ho l’osteoporosi: falso

L’osteoporosi può rimanere silenziosa a lungo. In alcuni casi viene riconosciuta soltanto quando si verifica una frattura, anche in seguito a un trauma lieve. L’assenza di dolore non basta quindi a escludere una fragilità ossea: in presenza di fattori di rischio, è il medico a valutare se siano necessari approfondimenti.

3. Dopo una frattura da fragilità aumenta il rischio di un altro evento: vero

Una frattura da fragilità può essere un importante campanello d’allarme. Dopo un primo evento, il rischio di subirne un altro può aumentare fino a cinque volte nei successivi 12-24 mesi. Per questo è importante valutare anche la salute delle ossa e, se necessario, avviare un percorso per ridurre il rischio di nuove fratture.

4. L’osteoporosi riguarda soltanto le donne: falso

La malattia è più frequente nelle donne, in particolare dopo la menopausa, ma può colpire anche gli uomini. Età, familiarità, condizioni cliniche e assunzione di alcuni farmaci possono influire sul rischio. La salute delle ossa va considerata sulla base della situazione individuale.

5. Per proteggere le ossa basta assumere vitamina D: falso

La vitamina D è importante per lo scheletro, ma da sola non è sufficiente a prevenire le fratture in ogni situazione. Anche il calcio è essenziale. L’eventuale necessità di integratori o terapie specifiche va valutata con il medico, sulla base dei fattori di rischio e delle condizioni della persona.

6. Mi sono fratturato perché sono caduto, non perché ho l’osteoporosi: falso

La caduta può essere l’evento che provoca la frattura, ma quando le ossa sono fragili anche un trauma lieve può avere conseguenze. Dopo una frattura, soprattutto se avvenuta in seguito a una caduta lieve, è opportuno chiedere al medico se sia necessario approfondire la salute dello scheletro.

7. I farmaci per l’osteoporosi fanno male ai denti: falso

Alcuni farmaci possono comportare, raramente, complicanze a carico dell’osso della mandibola. Una corretta igiene orale, i controlli odontoiatrici e le precauzioni indicate dai professionisti sanitari aiutano a contenere il rischio. Eventuali interventi dentali devono essere valutati considerando la terapia in corso. Non bisogna sospendere o modificare i farmaci senza consultare il medico.

8. La “gobba” negli anziani può essere un segnale di osteoporosi: vero

L’incurvamento del dorso non è sempre una conseguenza inevitabile dell’invecchiamento. Può essere associato a deformità delle vertebre dorsali dovute all’osteoporosi, anche in seguito a fratture vertebrali da fragilità. Una modificazione della postura o una riduzione della statura meritano attenzione e possono essere valutate dal medico.

9. Latte e formaggi aumentano il peso e il colesterolo: falso

Latte e formaggi apportano calcio e possono far parte di un’alimentazione equilibrata. Chi vuole contenere l’apporto di grassi e calorie può orientarsi su prodotti con un contenuto lipidico più basso. Anche alcune acque minerali sono ricche di calcio. Se l’alimentazione non soddisfa il fabbisogno individuale, il medico può valutare l’opportunità di integratori.

10. Esistono terapie efficaci contro l’osteoporosi: vero

Sono disponibili terapie che possono ridurre in modo significativo il rischio di fratture. La scelta dipende dal rischio individuale e deve essere valutata con lo specialista, considerando la storia clinica, le eventuali fratture e le condizioni generali della persona.

Una diagnosi di osteoporosi non significa dover accettare inevitabilmente nuove fratture. Riconoscere la malattia e seguire il trattamento indicato permette di intervenire sulla fragilità ossea e di lavorare per ridurre il rischio di complicanze.