Dopo 73 anni un pilota italiano torna a conquistare il Mondiale. Il presidente di Automobile Club Milano: «Kimi raccoglie idealmente il testimone da Alberto Ascari».
Andrea Kimi Antonelli è campione del mondo di Formula 1. Il pilota italiano della Mercedes ha conquistato il titolo al Gran Premio del Messico, chiudendo la gara al terzo posto e mettendo fine a un’attesa lunga 73 anni: l’ultimo italiano a vincere il Mondiale era stato Alberto Ascari, nel 1953. La notizia è stata celebrata anche da Automobile Club Milano, che ha rivolto al giovane pilota le proprie congratulazioni.
«Oggi l’Italia dei motori ha scritto una pagina di storia memorabile. Vedere Kimi Antonelli conquistare il titolo mondiale di Formula 1 è stata un’emozione straordinaria», afferma Pietro Meda, presidente di Automobile Club Milano. «Un campione del mondo italiano mancava in Formula 1 dalla doppietta di Alberto Ascari: un’attesa durata 73 anni che finalmente è terminata».
Il successo di Antonelli e la cultura del lavoro
Nel messaggio di Meda, il risultato di Antonelli è il frutto di un percorso costruito con determinazione, talento e impegno. «Il successo di Kimi non è frutto del caso, ma della determinazione, della classe cristallina e della cultura del lavoro che ha saputo esprimere fin dai primi passi sui kart».
Il presidente di Automobile Club Milano sottolinea anche il valore simbolico della vittoria per i giovani che sognano una carriera nel motorsport. «Automobile Club Milano ha da sempre nel proprio DNA la tutela e la promozione della cultura motoristica; vedere un giovane italiano salire sul tetto del mondo rappresenta il messaggio più bello per tutti i ragazzi che sognano di intraprendere questa strada».
Antonelli raccoglie così idealmente il testimone da Alberto Ascari, che correva con licenza dell’Automobile Club di Milano. Per Meda, il titolo conferma il valore della scuola motoristica italiana e il ruolo di Milano nella storia dell’automobilismo.
Il tributo di Automobile Club Milano
«Con questo titolo Kimi Antonelli raccoglie idealmente il testimone da Alberto Ascari, dimostrando che l’eccellenza, la passione e la scuola motoristica italiana sono un punto di riferimento», conclude Meda. «A Kimi vanno i complimenti più sinceri e l’abbraccio affettuoso di tutto l’Automobile Club Milano».
Il trionfo del pilota italiano segna una nuova pagina per lo sport nazionale e riporta l’Italia al vertice della Formula 1, rinnovando una tradizione che lega i campioni di oggi alla storia dei motori.



















































