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Forestami è il primo progetto italiano riconosciuto dalle Nazioni Unite per il ripristino degli ecosistemi

Riportare la natura nelle città, aumentare la presenza degli alberi e restituire spazio agli ecosistemi in un territorio densamente urbanizzato. È l’obiettivo di Forestami, il progetto di forestazione urbana della Città metropolitana di Milano, nato da una ricerca del Politecnico di Milano e ora riconosciuto dalle Nazioni Unite come World Restoration Flagship.

L’annuncio è arrivato a Yerevan, in Armenia, durante la Conferenza delle Nazioni Unite sulla biodiversità, la CBD COP17. Forestami è stata selezionata insieme ad altre iniziative attive in Cina, Colombia, Etiopia e Stati Uniti per il contributo al ripristino degli ecosistemi. È il primo progetto italiano a ricevere questo riconoscimento e l’unico europeo tra quelli premiati nel 2026.

Tre milioni di alberi per Milano entro il 2030

Nell’area metropolitana milanese, la forte urbanizzazione si intreccia con le criticità ambientali della Pianura Padana. Forestami si propone di contribuire, entro il 2030, a un aumento del 5% della copertura arborea attraverso la messa a dimora di tre milioni di alberi, circa uno per ogni abitante del territorio. Il progetto punta inoltre alla riqualificazione di 255 ettari di aree urbane.

Gli interventi possono interessare luoghi diversi: dalle aree dismesse agli spazi urbani da restituire alla natura. L’obiettivo è trasformare aree oggi considerate “grigie” in luoghi con maggiore valore ecologico e nuove possibilità di fruizione.

Più alberi e vegetazione in città possono contribuire a mitigare le temperature, contrastare l’effetto isola di calore, migliorare la qualità dell’aria e favorire la biodiversità. Gli ecosistemi urbani possono inoltre aiutare le metropoli ad affrontare gli effetti del cambiamento climatico e degli eventi meteorologici sempre più intensi. Il loro ripristino diventa così un investimento sulla vivibilità degli spazi pubblici e sul benessere delle comunità.

Boeri: «La natura deve diventare parte delle infrastrutture urbane»

«Forestami nasce dall’idea di riportare la natura in città», ha dichiarato Stefano Boeri, architetto, ideatore e fondatore del progetto. Per realizzare questa trasformazione, ha spiegato, alberi e vegetazione devono entrare nella pianificazione delle infrastrutture urbane e contribuire a ridisegnare strade, spazi pubblici e quartieri.

Il riconoscimento, ha aggiunto Boeri, testimonia un impegno collettivo: Forestami mette in rete istituzioni, Comuni, comunità locali, imprese e gruppi multidisciplinari attorno a un obiettivo comune. Una collaborazione necessaria per ripensare il rapporto tra città e natura e integrare il ripristino degli ecosistemi nella trasformazione del territorio metropolitano.

A ritirare il riconoscimento alla COP17 sono state Maria Chiara Pastore, direttrice scientifica di Forestami e docente del Politecnico di Milano, e l’Ambasciatore italiano in Armenia, Alessandro Ferranti, in rappresentanza del governo italiano.

Pastore ha sottolineato che il ripristino degli ecosistemi richiede una visione d’insieme, capace di valorizzare le caratteristiche ecologiche dei territori, tutelare la biodiversità e rafforzare i collegamenti tra gli ambienti naturali. Forestami lavora anche per diffondere una nuova cultura della natura in città, riconoscendola come componente essenziale della progettazione e della trasformazione delle metropoli.

L’Ambasciatore Ferranti ha ringraziato UNEP e FAO e si è congratulato con il Politecnico di Milano, il Comune di Milano, la Città metropolitana, la Regione Lombardia e con gli enti, le imprese, le associazioni e i cittadini che hanno contribuito al progetto.

Il riconoscimento delle Nazioni Unite

I World Restoration Flagship fanno parte del Decennio delle Nazioni Unite per il ripristino degli ecosistemi 2021-2030, guidato dal Programma delle Nazioni Unite per l’ambiente (UNEP) e dall’Organizzazione delle Nazioni Unite per l’alimentazione e l’agricoltura (FAO). Il riconoscimento valorizza iniziative di ripristino su larga scala e di lungo periodo, che contribuiscono al recupero degli ecosistemi degradati.

Secondo i dati diffusi dalle Nazioni Unite, i 35 progetti riconosciuti finora mirano complessivamente a ripristinare oltre 74 milioni di ettari; più di 19 milioni sono già interessati da interventi.

Accanto alle azioni sul territorio, Forestami promuove attività di sensibilizzazione ed educazione rivolte agli adulti e alle scuole. L’obiettivo è far conoscere il valore degli ecosistemi urbani e incoraggiare la cura della natura come parte della vita quotidiana.

«La natura può rigenerarsi se le diamo la possibilità di farlo», ha dichiarato Inger Andersen, direttrice esecutiva dell’UNEP, richiamando anche la necessità di accelerare e ampliare gli interventi per raggiungere gli obiettivi fissati al 2030.