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Scontri a Milano, Argo: «Monitoraggio digitale per prevenire le escalation»

Matteo Adjimi, CEO di Argo, richiama il ruolo dell’Open Source Intelligence e propone di affiancare agli analisti competenze linguistiche e conoscenza dello slang giovanile.

Gli scontri avvenuti a Milano il 17 e 18 ottobre riaccendono il dibattito sul ruolo delle piattaforme digitali nella prevenzione delle mobilitazioni violente. Secondo Matteo Adjimi, CEO di Argo spa, un monitoraggio continuativo dei contenuti pubblici online può aiutare a individuare segnali e dinamiche in evoluzione, a condizione che le informazioni vengano interpretate nel loro contesto.

«Il monitoraggio digitale continuativo e mirato, capace di seguire l’evoluzione delle conversazioni sulle diverse piattaforme digitali, può aiutare a prevenire il caos come quello causato dai maranza a Milano nelle ultime 48 ore», dichiara Adjimi. Gli episodi nel capoluogo lombardo, aggiunge, offrono l’occasione per riflettere sull’Open Source Intelligence (OSINT) e sull’analisi delle conversazioni online.

Secondo quanto riportato dall’azienda, la mobilitazione giovanile e l’assalto in piazza Duomo sarebbero stati preannunciati su alcuni profili TikTok e Instagram già dal 4 ottobre. Un elemento che, secondo Adjimi, rende necessario valutare come raccogliere e analizzare le informazioni disponibili sulle piattaforme.

OSINT, dalla mappatura delle comunità all’analisi dei linguaggi

Per impostare un’attività di analisi, spiega il CEO di Argo, occorre innanzitutto mappare il contesto: individuare le figure pubbliche, le pagine e le comunità più attive e osservare le relazioni visibili tra i diversi canali di comunicazione.

A questa ricognizione dovrebbe affiancarsi lo studio dei linguaggi utilizzati, degli hashtag, delle parole chiave e dei riferimenti culturali ricorrenti. Limitare l’analisi ai soli contenuti in italiano, osserva Adjimi, può offrire una lettura parziale delle conversazioni. Per questo l’indagine dovrebbe considerare più lingue e le varianti di significato che una stessa espressione può assumere nei diversi contesti.

Un passaggio delicato riguarda l’interpretazione di slang, meme e codici visivi, che cambiano rapidamente soprattutto tra i più giovani. «L’analisi multilingue deve essere svolta da un analista che conosca i linguaggi digitali dei ragazzi di oggi», afferma Adjimi, indicando la necessità di competenze linguistiche e di una conoscenza aggiornata delle culture online.

«Raccogliere informazioni non basta: serve interpretarle»

Solo dopo questa fase preliminare, secondo Argo, si può impostare un monitoraggio continuativo e mirato. L’azienda riferisce di aver scelto di rafforzare la propria Unità di Intelligence con analisti giovani, nativi digitali e dotati di competenze linguistiche diversificate.

Adjimi precisa che quanto accaduto a Milano non permette di affermare che l’escalation fosse prevedibile né di attribuire responsabilità specifiche. La vicenda, sostiene, evidenzia però l’importanza di comprendere le conversazioni nello spazio digitale e il linguaggio con cui vengono espresse.

«Raccogliere informazioni non significa ancora produrre intelligence: è la capacità di attribuire loro un significato che fa la differenza», conclude il CEO di Argo.