La sicurezza energetica, il ruolo del nucleare e le prospettive della transizione sono stati al centro dell’evento “Il Santo Graal dell’Energia”, promosso da Il Giornale e Moneta.
L’iniziativa ha rappresentato un momento di confronto tra istituzioni, imprese e mondo accademico sui principali nodi del sistema energetico, con l’obiettivo di superare contrapposizioni ideologiche e delineare una strategia concreta per il futuro.
Nel corso della mattinata sono stati affrontati i temi chiave della crisi energetica, con focus sulle implicazioni economiche e industriali, sulle dinamiche geopolitiche legate all’approvvigionamento delle materie prime e sulle tensioni internazionali che influenzano i mercati. Il dibattito ha inoltre evidenziato la necessità di un equilibrio tra fonti tradizionali e rinnovabili, capace di garantire sicurezza degli approvvigionamenti, sostenibilità ambientale e competitività per il sistema produttivo, superando approcci ideologici e puntando su una visione pragmatica e integrata della transizione energetica.
Per il Ministro dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica, Gilberto Pichetto Fratin: “In questo momento l’Italia non ha difficoltà di approvvigionamento: la crisi del Golfo Persico colpisce una quota delle forniture e il Paese ne risente, perché il gas rappresenta la principale fonte di produzione dell’energia elettrica. Il problema riguarda soprattutto le quotazioni a livello internazionale, pertanto, occorre capire quale sarà il nuovo equilibrio. Ci auguriamo che lo Stretto di Hormuz venga riaperto ma è difficile prevedere cosa succederà. Ad ogni modo la posizione dell’Italia resta allineata alla valutazione dell’UE, che ad oggi esclude l’utilizzo del gas russo. Sulle rinnovabili siamo al passo con la programmazione: stiamo mantenendo il ritmo, ma è un percorso che dobbiamo continuare. Sul nucleare dobbiamo dare un quadro giuridico per accompagnare le sperimentazioni in atto, a partire dai piccoli reattori. Auspico l’approvazione di una legge entro l’estate sul nucleare e, successivamente, l’adozione dei relativi decreti attuativi. Sulla possibilità di valutare un eventuale referendum in materia, confido nei giovani, che sono molto meno ideologici di quanto si possa pensare”.
Raffaele De Marco, amministratore delegato di Areti (ACEA), ha sottolineato che: “Il tema dell’energia è oggi più che mai centrale, alla luce delle attuali dinamiche geopolitiche. La distribuzione e il trasporto dell’energia verso il cittadino finale rappresentano una sfida sempre più complessa, che richiede investimenti significativi nelle reti per sostenere la transizione energetica e una crescente capacità di gestire la generazione distribuita proveniente dai produttori locali. In questo contesto si inserisce RomeFlex, un progetto innovativo attivo da quattro anni, che contribuisce concretamente a questa evoluzione. I temi affrontati oggi sono stati numerosi e analizzati da prospettive diverse: un momento di confronto particolarmente utile per l’intera comunità”.
Lorenzo Giussani, direttore Strategy & Growth di A2A, ha osservato che: “Per affrontare questo momento caratterizzato da grandi tensioni a livello geopolitico che impattano in maniera importante sul settore dell’energia, come aziende e come Paese siamo chiamati a continuare a investire sia per lo sviluppo delle rinnovabili sia per la flessibilità del sistema. Questi fattori, uniti anche ai contratti di fornitura di lungo periodo (PPA) che contribuiscono a ridurre la volatilità dei mercati, possono consentire di mitigare gli effetti degli shock esterni e di avviare un percorso che ci consenta di abbassare il prezzo dell’energia, garantendo al contempo un maggiore livello di autonomia e una crescente decarbonizzazione”.
Riccardo Toto, direttore generale di Renexia, ha rilevato che: “Le energie rinnovabili non devono essere considerate un’incognita, poiché la loro disponibilità è prevedibile in base alle condizioni meteo, come il sole e il vento. Al contempo, resta fondamentale costruire un corretto mix energetico che, nel breve termine, parta dal gas e che in futuro possa arrivare fino alla fusione nucleare. In questo contesto, l’Italia dovrebbe puntare con decisione sulla fusione, che rappresenta la nuova frontiera dell’energia. Come Renexia siamo coinvolti nel progetto General Fusion, convinti che questa tecnologia potrà garantire al Paese energia a costi contenuti e soprattutto pulita”.
Luca Mastrantonio, amministratore delegato di Nuclitalia, ha affermato che: “Il nucleare di nuova generazione rappresenta una scelta strategica per accompagnare la transizione energetica, integrandosi alle rinnovabili, garantire stabilità e rafforzare l’indipendenza energetica. Il contesto internazionale e la costante crescita della domanda di energia rendono questo percorso ancora più indispensabile e Nuclitalia sta studiando le soluzioni migliori dal punto di vista tecnologico attualmente disponibili sul mercato affinché, con il consenso di tutte le parti coinvolte, in Italia si possano cogliere le opportunità legate al nucleare di nuova generazione”.
All’evento, tra gli altri, hanno preso parte: Gianclaudio Torlizzi, esperto di materie prime, fondatore di T-Commodity;Piero Martin, professore ordinario di Fisica Sperimentale all’Università di Padova, e Francesca Ferrazza, Head of Magnetic Fusion Initiatives di Eni.
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