Brivio&Viganò: dopo il blocco del 24 gennaio Si Cobas chiede di riaprire le trattative.

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Il Gruppo Brivio & Viganò e il suo fornitore di servizi logistici LGD – Società Cooperativa hanno indetto una conferenza stampa presso la sede di Pozzuolo Martesana per chiarire le proprie posizioni in merito alla vertenza tra il sindacato di Si – Cobas e LGD.

A partire dal 19 agosto, infatti, la società LGD – subappaltatrice per Brivio & Viganò Logistics della

gestione di magazzino nei depositi UNES di Truccazzano e Vimodrone – si è trovata ad affrontare

una serie di violenze e blocchi illegittimi da parte di alcuni lavoratori iscritti al sindacato Si Cobas.

Nel video a supporto è ricostruita la vicenda e si entra nel merito delle rivendicazioni sindacali.

Nella prima parte della conferenza stampa Daniele Romano, che in LGD si occupa delle Relazioni Industriali, riassume la vicenda che dal 19 agosto coinvolge le piattaforme UNES di Vimodrone e Truccazzano. La società cooperativa smentisce categoricamente tutte le infamanti accuse che riguardano irregolarità contributive, turni di lavoro definiti massacranti e soprattutto ribadisce il rapporto di causa/effetto fra i blocchi illegittimi e i licenziamenti.

“I quarantacinque lavoratori tanto citati da Si Cobas sono stati licenziati a ottobre, dopo una serie di blocchi e soprattutto dopo le violenze occorse presso la piattaforma di Pozzuolo Martesana” ribadisce Romano “Il diritto di sciopero è un diritto sacrosanto. Sebbene Si Cobas sostenga che questi blocchi siano accettati dal mondo della logistica come metodo di protesta, per noi sono inaccettabili.” Romano prosegue parlando dei tentativi di trattativa con il sindacato e delle richieste ricevute: “Il sindacato Si Cobas ci ha chiesto complessivi 3,5 milioni di euro per chiudere la faccenda per transazioni con i 45 licenziati. Come risposta al nostro rifiuto è arrivata la minaccia di continuare a oltranza i blocchi alle piattaforme. Questa non è trattativa, è un ricatto.”

La preoccupazione della cooperativa LGD è quella di far comprendere ai lavoratori licenziati la gravità delle azioni che stanno portando avanti e che questi atti di violenza privata e i blocchi illegali stanno ostacolando la conclusione della vicenda. “Il sindacato Si Cobas sta minimizzando con i lavoratori la gravità delle violenze e dei reati commessi, ma le autorità hanno già aperto diversi fascicoli in capo ai manifestanti e l’ammontare dei danni aumenta dopo ogni blocco.” dichiara preoccupato Romano.

Simona Ubbiali, Direttore del Personale del Gruppo Brivio e Viganò, afferma invece il sostegno incondizionato dell’Azienda al proprio fornitore, con il quale condivide da sempre i principi di legalità e rispetto delle regole.

“Brivio & Viganò ha scelto LGD come partner perché condividono gli stessi valori e la stessa visione del sistema logistico. Per entrambe le società è inconcepibile che lavoratori appartenenti a LGD, a Brivio & Viganò ma anche a soggetti esterni (come altre aziende di trasporto) siano sequestrati per decine di ore all’interno delle piattaforme e gli venga impedito di portare a termine il proprio lavoro”. Il riferimento è agli autisti provenienti da tutta Italia che vengono coinvolti loro malgrado nei blocchi di mezzi, merci e persone alle piattaforme di Truccazzano e Vimodrone: per ore i mezzi sono tenuti in ostaggio fuori dai cancelli dai partecipanti alle proteste e gli autisti subiscono impotenti la situazione. A ciò si aggiunge lo spreco delle merci alimentari trasportate, che “Dopo decine di ore ferme sui camion, siamo costretti a buttare in modo insensato. Per tutti questi motivi Brivio & Viganò si schiera al fianco di LGD in questa lotta per le regole e la legalità” conclude Ubbiali.

In occasione del blocco del 24 gennaio a Vimodrone e tramite le forze dell’ordine intervenute massicciamente in tenuta antisommossa, il sindacato Si cobas ha chiesto proprio a Simona Ubbiali, un incontro con Brivio & Viganò e con il suo fornitore LGD, soggetto della vertenza.

“Lunedì ci siederemo al tavolo delle trattative chiesto da Si Cobas, ma non ci faremo ricattare. LGD tutela il diritto di sciopero, ma quando Si Cobas chiede 3,5 milioni di euro (transando per i 45 licenziati) per non bloccare i magazzini, non è più sciopero ma un ricatto. Se il sindacato se tiene davvero ai padri di famiglia che sono stati licenziati, dovrebbe spiegare loro che ciò che stanno facendo è illegale e sta danneggiando la trattativa.” dichiara ancora Romano “Io ringrazio tutti gli altri lavoratori di LGD che in questi mesi ci hanno dato una mano. LGD è con loro e proseguirà il cammino al loro fianco.”