Juventus’s Paulo Dybala (L) scores penalty goal of 1 to 1 during the Italian serie A soccer match between FC Inter and Juventus at Giuseppe Meazza stadium in Milan, 24 October 2021. ANSA / MATTEO BAZZI
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Il veleno è tutto nel finale, come quasi ogni Inter-Juventus che si rispetti.

Anche perché il resto della sfida, stavolta, non è che offra chissà quale spunto, se non mettere in mostra le tante difficoltà dei nerazzurri di Inzaghi e dei bianconeri di Allegri.

Cinque minuti al fischio finale, Inter avanti dal 17′ grazie a Dzeko, c’è un contatto tra Dumfries e Alex Sandro in area: l’arbitro Mariani ad ampi gesti fa segno che non c’è nulla e lascia correre, salvo tornare sui suoi passi poco dopo, quando viene richiamato al Var tra i fischi di tutti i quasi 60mila di San Siro. Anche perché il fischietto concede il rigore, che Dybala trasforma per il definitivo 1-1. Gol che Simone Inzaghi vede dagli spogliatoi, espulso da Mariani per proteste.

Un punto che non solo non aiuta, ma nemmeno risolve i problemi delle due squadre, ora ancora più lontana dalla vetta occupata da Milan e Napoli e soprattutto alle prese con difficoltà in campo.

L’Inter che fatica a chiudere le gare una volta passata in vantaggio, con i cambi che incidono sempre in maniera negativa. La Juventus che invece fatica sul piano del gioco a creare occasioni, salvata questa volta da un rigore che rappresenta, di fatto, l’unica vera opportunità della ripresa dei bianconeri, nonostante l’ingresso di Chiesa e Dybala.

Per una sera, Inzaghi (che perde Vidal per una leggera sindrome influenzale in mattinata) lascia da parte il fioretto e sceglie un’idea di gioco più contiana, con difesa bassa e particolare attenzione a non lasciare pericolose ripartenze ai velocisti bianconeri. Da parte sua, Allegri sorprende con la scelta di Kulusevksi punta insieme a Morata, mossa che serve a poco però perché sia lo svedese che lo spagnolo sono praticamente impalpabili. L’inizio di gara è di marca nerazzurra, spinta da un San Siro praticamente tutto esaurito. E la sfida prende un binario interista quando i bianconeri devono rinunciare a Bernardeschi, ko per un problema alla spalla. ,entre la panchina valuta se l’esterno ex Fiorentina può proseguire, infatti, l’Inter passa in vantaggio: destro da fuori di Calhanoglu che sbatte sul palo, Dzeko è il più lesto, sul filo del fuorigioco, ad andare sulla respinta, insaccando a porta vuota il suo settimo gol in campionato (eguagliati i numeri della scorsa stagione alla Roma). La reazione bianconera è poca cosa, giusto un destro da fuori di Cuadrado. Cambia poco, per la Juventus, anche nella ripresa quando Allegri decide di mischiare le carte in tavola facendo entrare sia Chiesa che Dybala, al rientro dopo l’infortunio. L’argentino si fa vedere con una punizione su cui Handanovic si salva in affanno, ma di fatto è l’unico lampo bianconero, mentre l’Inter avrebbe con Perisic l’occasione per chiudere la sfida, ma il croato calcia alto in contropiede. E proprio sulla sostituzione dell’ex Bayern che gira la gara, perché Inzaghi sceglie Dumfries, che, dopo 20′ di anonimato, diventa protagonista in negativo con il tocco discusso su Alex Sandro. La Juve si salva, l’Inter si mangia le mani, anche perché il Milan ora è già lontano sette punti. E tra due settimane il derby potrebbe già essere decisivo nella corsa scudetto.

Nel post partita Simone Inzaghi ha commentato così l’episodio del rigore assegnato in favore della Juventus, che ha portato al pareggio di Dybala: “Era l’unico modo in cui potevamo prendere gol. C’è dispiacere perchè abbiamo condotto la gara dall’inizio alla fine, non concedendo nulla alla Juventus. Sono due punti buttati via che non mi fanno piacere. L’arbitro era a due metri e ha valutato che era tutto a posto, poi è stato richiamato. Probabilmente dovevamo prestare più attenzione in quella situazione, però vedo anche l’arbitro che a un metro e mezzo fa cenno con le mani che non c’è niente. Poi c’è stato un mio gesto di stizza non bello da vedere, ma avremmo meritato di più. Non siamo mai andati in affanno e abbiamo condotto la partita per tutti i 90 minuti. Abbiamo concesso zero palle gol a una squadra molto forte. Siamo stati bravi a non concedere nulla alle ripartenze della Juventus. Tutta la squadra si è aiutata e l’unica pecca è il risultato che ci penalizza fortemente“.

“Perisic a fine primo tempo era sul lettino dei massaggi perchè aveva un problemino al flessore. Poi ha preso l’ammonizione e c’è stato l’ingresso di Chiesa, ma non abbiamo concesso nulla alla Juve. Penso che dovessimo essere più attenti nella situazione del rigore perchè eravamo in superiorità numerica, però da allenatore all’89’ vedi l’arbitro a due metri che fa segno che era tutto a posto, è normale potersi arrabbiare come ho fatto io”

“Stavo preparando la sostituzione con Vecino e ho lanciato la casacchina in campo. L’espulsione ci sta, ho sbagliato come ha sbagliato l’arbitro a due metri a dire che era tutto a posto”.

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