Oriana (ASPESI): “Non si può ridurre la rigenerazione urbana a una mera questione di incassi”

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Abbiamo letto con vera sorpresa – ha dichiarato Federico Oriana, Presidente di ASPESI, l’associazione milanese e nazionale delle società immobiliari di investimento e sviluppo – le dichiarazioni alla stampa dell’Assessore all’Urbanistica del Comune di Milano Pierfrancesco Maran contro la legge della Regione Lombardia sulla rigenerazione urbana. Prima di tutto non capiamo come si possa imputare alla legge regionale n. 18 un mancato incasso del Comune per oneri di urbanizzazione (85,3 milioni nei primi 8 mesi contro i 115 attesi), visto che questa legge non è ancora operativa! Siamo solo nelle fasi preliminari, con il primo termine per l’elenco dei progetti ammessi al 30 settembre prossimo. In realtà sarebbe stato più corretto attribuire tale erosione alle mancate entrate causa lockdown.”

Inoltre – ha proseguito Oriana a nome degli investitori immobiliari a Milano grandi e piccoli, nazionali ed internazionali – non mi pare si possa ridurre l’incentivazione della rigenerazione urbana ad una mera questione di incassi immediati del Comune. Lo scopo della legge – e anche quella del PGT sia pure con strumenti molto più limitati – è quello di recuperare intere parti del territorio lombardo e milanese ora abbandonate e quindi senza valore socio-civile ed economico, lasciate al degrado e quindi spesso alla criminalità, grande e piccola. Stavamo dialogando con la Regione Lombardia perché gli incentivi della legge fossero migliorati e ora dobbiamo leggere una posizione del Comune di Milano (unico tra i 1.507 comuni lombardi) che chiama addirittura all’insurrezione contro la legge per azzerare gli incentivi! Il fatto è che senza le premialità sugli oneri, questi interventi – molto più costosi di quelli tradizionali per problemi di bonifiche e demolizioni – non si faranno e quindi il Comune – oltre a non vedere il contributo dell’edilizia al rilancio economico della città – non incasserà un solo euro di oneri. E non si capisce poi come potrà il Comune, rifiutando gli incentivi regionali, recuperare realmente le 173 aree degradate del suo territorio messe sul suo sito, sperando che qualche investitore le consideri.”

Va anche detto -ha concluso Oriana – che se il Comune potesse anche avere in futuro un minore introito immediato per la riduzione dei coefficienti degli oneri di urbanizzazione, la realizzazione di importanti recuperi immobiliari-edilizi, a usi abitativi o produttivi determinerà maggiori entrate fiscali non solo per lo Stato, ma anche per il Comune stesso: pensiamo solo alle addizionali comunali IRPEF che pagheranno i nuovi abitanti dei quartieri recuperati. In un territorio comunale grande un nono di quello di Roma come si può pensare di aumentare la popolazione, obiettivo di questa  Amministrazione, senza recuperare i tanti “buchi neri” esistenti?”.

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