Esonda il Seveso, Legambiente: occorre investire sul ripristino della funzionalità idraulica della metropoli.

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Oggi esonda il Seveso, tra pochi giorni sarà la canicola a fare notizia, stando alle previsioni. Sicuramente l’alterazione del regime climatico legata all’effetto serra sta facendo la sua parte nell’esacerbazione dei fenomeni meteorologici, ma è il territorio ad essere divenuto troppo fragile rispetto ad eventi che comunque si sono sempre verificati. Certo non è normale che un temporale violento (si parla comunque di circa 80 mm di pioggia caduta, la pioggia che mediamente cade in un mese), ma circoscritto in un’area di una decina di chilometri quadrati a nord di Milano, causi non una ma due esondazioni in rapida successione del Seveso in città. Ad essere estremo non è stato il fenomeno meteorologico, ma il livello di fragilità del territorio intensamente urbanizzato, con l’aggravante di un corso d’acqua, il Seveso appunto, a cui non è concesso di scorrere in superficie come a tutti i normali torrenti, ma che è costretto in un cunicolo nel sottosuolo della città.
“Di fronte a episodi come questo continuiamo a non imparare la lezione: per una città che si dica resiliente, occorre programmare, e soprattutto realizzare, investimenti che puntino a ripristinare la funzionalità idraulica del territorio. Che non significa inseguire solo soluzioni salvifiche di grandi opere, siano essi canali di gronda o vasche, che sono necessarie ma non sufficienti, ma ripristinare la permeabilità dei suoli e il reticolo idrico, a partire dalle principali aste torrentizie, che devono essere risanate e riportate alla superficie della città per limitare l’effetto-imbuto che è all’origine di esondazioni come quelle di oggi, oltre che per permettere a questi ambienti idrici di tornare a svolgere una funzione anche nella mitigazione degli eccessi climatici della città” dichiara Barbara Meggetto, presidente di Legambiente Lombardia.

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