Camere, verso l’accordo M5S-centrodestra, Berlusconi cede su Romani, ipotesi Fico alla Camera e Casellati al Senato.

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Camere: il centrodestra ritrova l’accordo dopo il vertice a Palazzo Grazioli e propone Casellati al Senato, e boccia Fraccaro alla Camera.

“I leader del centrodestra confermano le intese intercorse in questa fase non sono prodromiche alla formazione del governo e che non avranno nessuna influenza sul percorso istituzionale successivo per il quale l’indicazione spetterà al presidente della Repubblica. Confermano che in ogni caso vi è l’impegno di tutte le forze politiche del centrodestra a non ricercare accordi individuali per la formazione del governo”. E’ quanto si legge in una nota.
“E’ stato Silvio Berlusconi a fare il nome di Casellati: non è una vittoria della Lega ma di tutto il centrodestra che ne esce rafforzato”.

“Tutti i parlamentari della Lega voteranno in blocco la Casellati e Fico: si tratta di una prova di compattezza della Lega. Un atto di responsabilità che si chiude con un nostro passo indietro sulle candidature della lega in nome della compattezza del centrodestra”. Lo affermano fonti della Lega.

Di Maio rilancia con Fico alla Camera. “Abbiamo proposto Riccardo Fraccaro. Loro hanno posto un veto su Fraccaro e lui ha deciso di fare un passo indietro per il bene del movimento. Con lui abbiamo tutti un debito”. Lo afferma Luigi Di Maio all’assemblea del M5S.
“Ho sentito Salvini, e ha detto che la Camera andrà al M5S”. Afferma Di Maio aprendo l’assemblea dei gruppi congiunti del M5S. Parole accolte con la standing ovation dei deputati e senatori.

“In questo Movimento dobbiamo essere tutti a disposizione del progetto. Arrivare oggi qui è un’avventura meravigliosa. Faremo la votazione, avverrà ciò che avverrà e ci manca poi il tassello del governo con Luigi Di Maio che dovrà essere il nostro premier e dovrà applicare il3 programma del M5S”. Lo afferma Roberto Fico.

Al via nell’Aula della Camera la quarta votazione per eleggere il presidente. Da questo scrutinio il quorum per fare scattare l’elezione scende alla maggioranza assoluta dei voti, contando anche le schede bianche.

Potrebbe ritardare la chiama dei senatori che oggi devono eleggere il presidente del Senato, ma, a norma del regolamento di Palazzo Madama, la seduta dovrebbe cominciare regolarmente all’ora prevista, cioè le 10,30. Al momento, secondo quanto si apprende da ambienti del centrodestra, non c’è l’accordo per posticipare l’appuntamento, ma se ne sta parlando. L’unica cosa certa è che entro oggi dovrà essere eletto il presidente del Senato visto che subito dopo la terza votazione ci dovrà essere per forza il ballottaggio sui due nomi che hanno riportato più voti. (ANSA)

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