Nonostante una grande prestazione l’Olimpia esce sconfitta da Madrid.

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Peccato! L’Olimpia come aveva promesso lascia tutto quello che ha sul parquet di Madrid, gioca un primo tempo mostruoso e per 15 minuti decisamente al di sopra delle sue possibilità, scavando tre volte 18 punti di vantaggio, purtroppo troppo presto. Il secondo tempo diventa così una battaglia in cui più che la brillantezza si vede il carattere della squadra che risponde a tutto, rimonta ogni allungo del Real Madrid e si costruisce tre opportunità per pareggiare senza convertire con qualche rammarico, per i falli che hanno condizionato la partita di Kaleb Tarczewski ma ancora di più quella di Nemanja Nedovic che nel primo tempo era stato strepitoso e nel finale anche. Milano ha attaccato la taglia del Real come meglio non poteva fare, ha tenuto a rimbalzo, ha eseguito bene, è arrivata solo ad un passo dalla vittoria. Non ci sono successi morali a questo punto della stagione, con una classifica che indica un pienone a quota 14 vittorie con tre partite da giocare, ma l’Olimpia avrebbe meritato di più da questa trasferta, non foss’altro per dare un senso compiuto ai 35 punti, record carriera, di un monumentale Mike James (anche otto rimbalzi e 35 di valutazione, tutti top di sempre per l’MVP indiscutibile di questa EuroLeague).

IL PRIMO TEMPO – I primi cinque minuti dell’Olimpia sono un clinic offensivo in termini di esecuzione, tra soluzioni scelte attaccando l’area presidiata da Walter Tavares, i suggerimenti di Mike James per il gioco interno (alley-oop per Tarczewski) o perimetrale (bomba di Nunnally dall’angolo). Anche se Anthony Randolph è una spina nel fianco della difesa, Milano schizza via 20-13. Dopo il time-out, Sergio Llull centra il bersaglio dall’arco, a Tarczewski fischiano un secondo fallo piuttosto veniale su Tavares, ma lo show di Mike James obbliga Coach Pablo Laso a rimescolare le carte difensive puntando sullo specialista Jefferey Taylor. La risposta sono tre tiri liberi prendendo fallo proprio da Taylor, poi James mette anche un sottomano da cinque metri a parabola altissima e una tripla dall’angolo. Improvvisamente, Milano scappa. Nunnally centra l’ultimo tiro del periodo e alla fine del primo quarto, con Brooks carico di due falli anche lui, l’Olimpia è avanti 33-19. Il vantaggio raggiunge i 18 punti su due entrate consecutive, prima di James poi di Nunnally, poi di nuovo su una tripla di Nedovic. Il Real Madrid si affida alla vecchia guardia, Rudy Fernandez e la velocità interna di Gustavo Ayon (nove nel primo tempo). Un passaggio a vuoto in attacco, il primo, alimenta la rimonta del Real con una tripla di Thompkins. Sul 40-29, Coach Pianigiani ferma la partita. Rudy Fernandez interrompe una sfuriata di Nemanja Nedovic centrando la tripla del meno 10. L’Olimpia risponde ancora, prima con Nedovic poi con due tiri liberi prodotti dalla velocità di Kuzminskas contro Thompkins. Dove non arriva la difesa del Real, arrivano i falli: a Nedovic fischiano il secondo in attacco poi un tecnico per la reazione. Il Real fa 8-0 e Pianigiani spende un altro time-out. I tiri liberi aiutano il Real ad avvicinarsi a meno cinque con Campazzo. Milano risponde colpo su colpo, con Kuzminskas ad attaccare dal palleggio i lunghi avversari (7/8 dalla linea). Alla fine del primo tempo, l’Olimpia è avanti 56-50.

IL SECONDO TEMPO – La pressione difensiva del Real Madrid si alza, la guardia montata da Causeur su James è spietata, gli toglie la visione del canestro e sulle linee di passaggio arrivano le lunghe braccia madridiste. L’Olimpia tiene per qualche minuti, con due liberi di Tarczewski, un jumper di Micov. Ma gradualmente prima si avvicina, poi con una tripla dall’angolo di Taylor, dopo quella di Randolph, supera sul 62-60. Milano sorpassa subito con un gioco da tre punti di Tarczewski, che schiaccia in testa a Tavares prima di commettere il terzo fallo. Dura un attimo, poi Randolph dalla linea e Llull da tre rimettono avanti il Real. Sergio Llull domina il terzo quarto: sono due triple incredibili, una dopo l’altra, a spingere a meno otto l’Olimpia. Nel momento in cui potrebbe affondare, Milano risponde dimostrando tutto il suo carattere e orgoglio, con due liberi di James, poi una sua tripla in transizione, poi ancora due liberi. L’ultimo possesso diventa un rimbalzo d’attacco strappato da Brooks con assist per Nunnally. Da meno otto, con un parziale di 10-1, l’Olimpia chiudeil terzo periodo avanti 75-74. Il Real usa la taglia di Thompkins per tornare avanti, mentre Nedovic con due prodezze tiene Milano incollata alla gara. Un contropiede condotto da Fernandez e Carroll genera il nuovo allungo del Real a metà del quarto periodo, sull’86-80. E ancora l’Olimpia trova la forza di reagire, difendendo con due uomini carichi di quattro falli, Tarczewski e Nedovic. La tripla frontale di James ricuce ancora a meno due, obbligando Coach Laso al time-out. Al rientro, il Real aggredisce la partita una volta di più, scava otto punti di vantaggio, l’Olimpia sembra alle corde. Invece Nunnally segna da tre, James attacca il ferro salendo più in alto di Tavares: il 5-0 obbliga Laso a ricorrere a un ulteriore time-out. Sul 92-89 la partita si ferma, l’Olimpia non trova il pareggio con Brooks e Nunnally, poi a 10 secondi dalla fine riesce a costruirsi un’altra opportunità. Campazzo cerca il fallo su Nedovic, ma non ci sono fischi e così di fatto la gara finisce.

Così Coach Simone Pianigiani ha commentato la partita di Madrid: “Abbiamo attaccato la partita bene, messo i tiri buoni che abbiamo costruito. Il vantaggio è stato importante ma nel secondo quarto abbiamo pagato i falli di Tarczewski e Nedovic e questo è il motivo per cui il Real ha ridotto il gap troppo velocemente segnando 31 punti in un quarto. Il secondo tempo è stato come lo aspettavamo, ancora una volta abbiamo giocato alla pari anche su questo campo e l’abbiamo fatto dappertutto e contro tutti. Alla fine ci sono mancati un paio di possessi offensivi. Continueremo a lottare perché questa società, questa squadra meritano di giocarsi un posto nei playoff fino alla fine e probabilmente meritano di giocarli. James ovviamente ha giocato una partita straordinaria non solo per i punti che segna ma per come aiuta la squadra. Noi in attacco per essere efficaci abbiamo bisogno di spaziarci bene e non fermare la palla. Quando facciamo bene le nostre cose siamo eccellenti. Devo dire però che riuscire a giocare così, alla pari, fino in fondo è un buon segnale per il futuro di questa squadra, ma ora pensiamo al Panathinaikos”.

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