La solita pazza Inter, rocambolesco 4-3 alla Fiorentina.

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Inter's Lautaro Martinez (C) jubilates with his teammates after scoring goal of 1 to 1 during the Italian serie A soccer match Fc Inter and Fiorentina at Giuseppe Meazza stadium in Milan 26 September 2020. ANSA / MATTEO BAZZI

Passano gli anni, passano gli allenatori e passano i giocatori, ma l’Inter ancora non riesce a togliersi da dosso il seme della pazzia. E lo dimostra anche contro la Fiorentina, in una serata piena di colpi di scena davanti ai 1000 tifosi di San Siro, in cui la squadra di Conte fa e disfa, rimonta e si fa rimontare, fino a ribaltare di nuovo tutto con due gol di Lukaku e D’Ambrosio negli ultimi minuti che regalano ai nerazzurri il definitivo 4-3 e soprattutto i primi tre punti in campionato. Il risultato finale lascia trasparire che sono ancora i tanti problemi che Handanovic e compagni devono sistemare, a partire da una fase difensiva (la meno battuta nella scorsa Serie A) fatta a pezzi da un Ribery in serata di grazia, che inventa per sé e per i compagni ma a cui non riesce il colpo finale.

Ma la differenza l’hanno fatta la qualità e la lunghezza della panchina nerazzurra, fattore su cui Conte tanto ha insistito nella passata stagione. E probabilmente non è un caso se la rimonta si concretizza nel finale, quando il tecnico interista fa entrare tra gli altri Hakimi, Vidal e Nainggolan mentre Iachini è costretto a sostituire uno stremato Ribery. Resta la prova coraggiosa della Fiorentina, che ha avuto il merito di sbloccare la gara subito, mettendo per qualche minuto l’Inter alle corde: cross di Biraghi, la difesa nerazzurra si addormenta e da due passi Kouamé insacca su assist di Bonaventura.

L’attaccante ex Genoa ha anche la palla per raddoppiare, servito da uno scatenato Ribery, sprecando però a tu per tu con Handanovic. Dall’altra parte, l’occasione per pareggiare subito sembra poter arrivare dopo un contatto Lautaro-Caceres in area per cui Calvarese concede il rigore, ma, richiamato al Var, l’arbitro torna sui suoi passi. L’argentino resta protagonista, perché è su due suoi guizzi che l’Inter ribalta momentaneamente la sfida: nel finale di primo tempo si invola e con un destro a giro dal limite fa 1-1, a inizio ripresa un suo destro da posizione defilata trova la deviazione di Ceccherini per il vantaggio nerazzurro. Dura poco, perché la difesa interista non riesce a contenere Ribery. L’ex Bayern dopo 50 metri di fuga trova l’inserimento di Castrovilli che col mancino trova il 2-2, poi inventa mettendo in porta Chiesa, scavetto su Handanovic e Fiorentina di nuovo avanti. Conte decide così di mettere in campo tutta la qualità che aveva in panchina. Dentro, nell’ordine, Sensi (per uno spentissimo Eriksen), Hakimi, Vidal, Nainggolan e Sanchez, con conseguente passaggio ad un inedito 4-3-1-2. È la Fiorentina, però, ad avere la palla per chiudere la sfida: ancora Ribery trova Vlahovic, che spara a lato a tu per tu con Handanovic. Nell’altra area, Lukaku sembra essere incappato in una delle sue serate storte, sprecando due clamorose occasioni da solo davanti a Dragowski. Alla terza palla gol, però, il belga non sbaglia, insaccando il 3-3 da due passi su assist di Hakimi. E nel giro di tre minuti l’Inter ribalta definitivamente la partita: merito di D’Ambrosio, che sugli sviluppi di un corner di testa regala i tre punti ai nerazzurri. La sfida scudetto con la Juventus per gli uomini di Conte può cominciare, così, con il piede giusto. (ANSA)

“Sicuramente i 3 punti sono importanti, ma è giusto fare le esatte valutazioni. L’aspetto positivo è quello aver fatto quattro gol, ma sulle ripartenze abbiamo avuto problemi. Dobbiamo migliorare, ci serve più equilibrio”. Il tecnico dell’Inter Antonio Conte commenta così, intervistato da Dazn, il successo sulla Fiorentina.
“Vogliamo migliorare sull’aspetto difensivo, ma cercando di spingerci in avanti – dice ancora Conte -. Abbiamo creato tanto, perché abbiamo portato tanti uomini ad attaccare, fin troppi.
Eriksen? Sta giocando nella sua posizione ideale, ha fatto una buona partita e penso abbia aumentato i giri del motore. Mi auguro che scocchi una scintilla che lo possa accendere in maniera definitiva”. (ANSA).

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