Inter, poker alla Spal e secondo posto ripreso. Ma Conte frena: 6 punti sono tanti.

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Inter's Antonio Candreva jubilates with his teammate Roberto Gagliardini after scoring the goal during the Italian Serie A soccer match S.P.A.L vs FC Inter at Paolo Mazza stadium in Ferrara, Italy, 16 July 2020. ANSA / ELISABETTA BARACCHI
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L’Inter passeggia sul terreno dello stadio Paolo Mazza di Ferrara, travolgendo la Spal per 4-0. Di Candreva, dopo 37′ di gioco, Biraghi al 10′ della ripresa, Alexis Sanchez al 15′ del secondo tempo e infine Gagliardini al 29′ le reti del successo per i nerazzurri di Antonio Conte, ora a -6 dalla Juventus. (ANSA).

E’ un Antonio Conte soddisfatto al termine della vittoria di Ferrara con la Spal che riporta l’Inter al secondo posto in classifica a 6 punti dalla Juventus: “Per noi era importante dare un segnale di continuità, voglia, convinzione, determinazione – spiega l’allenatore dell’Inter – E’ una vittoria che ci serviva per chiudere la qualificazione alla Champions. La Juve? Sei punti di vantaggio sono tanti, abbiamo commesso errori in passato che paghiamo. Oggi non era facile perché partite come queste puoi darle per scontate e invece la Spal è rimasta in partita per molto tempo”.
Eriksen è stato riproposto dall’inizio e ha giocato una discreta partita: “Il nostro campionato ha caratteristiche particolari – spiega ancora – Gli chiediamo di essere più aggressivo, lui è un bravissimo ragazzo, deve scrollarsi di dosso questa timidezza che ha, deve sbloccarsi. Ma oggi come i suoi compagni ha fatto una buona partita, sta lavorando per entrare in certi meccanismi”.

Il gol di Candreva è stato l’emblema del gioco di Conte, azione iniziata da un lato e finalizzata dalla parte opposta: “Dà grande soddisfazione perché li si vede che il lavoro paga – dice – Abbiamo modificato un po’ il nostro atteggiamento, ora rischiamo qualcosa in più ma riusciamo a creare qualche occasioni in più rispetto a prima del lockdown. Poi siamo anche riusciti a mandare in gol 18 giocatori diversi e questo è un bel segnale”.
In questi ultimi giorni si è parlato molto del futuro di Sanchez: “Veniva da due stagioni non buone, ma sapevo chi andavamo a prendere – conclude – peccato per l’infortunio alla caviglia che gli è costato l’operazione. Il suo futuro? Giusto parlarne con la società, ma è un calciatore ritrovato, con la giusta fame. Ha sofferto tanto, ora sta bene, è un’arma in più per noi”.

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