Gli stadi più capienti d’Italia: i numeri.

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Quali sono gli stadi più grandi presenti in Italia, considerando gli impianti in cui giocano sia le squadre di Serie A sia quelle di Serie B? Forse in pochi lo direbbero, ma la storia ha voluto che la capienza delle strutture non andasse necessariamente di pari passo con il valore delle formazioni che ospitano di solito. Basti pensare che, ad esempio, l’Allianz Stadium è al sesto posto fra gli stadi italiani per numero di posti disponibili. Quello della Juventus è comunque uno dei quattro impianti classificati con 4 stelle dalla UEFA insieme all’Olimpico di Roma, al Giuseppe Meazza di Milano e all’Olimpico Grande Torino di Torino, che sono quindi considerati idonei ad ospitare una finale di una competizione europea come Champions ed Europa League e le partite di un’edizione di un Europeo.

Volendo considerare i 10 stadi più grandi presenti sul territorio nazionale, nella classifica generale rientrerebbe anche il Renato dall’Ara, con una capienza di più di 36.000 spettatori. Intitolato alla memoria del presidente del Bologna, deceduto nel 1964, fu inaugurato nel 1927 ed è stato interessato da diverse ristrutturazioni: la più importante è stata quella per i Mondiali del 1990, ma recentemente è stato rivisto in altre due occasioni. Il Luigi Ferraris di Genova, invece, è uno degli stadi più antichi d’Italia tra quelli ancora in uso e può contare su una capienza di 36.599 posti, anche se in passato ospitava fino a 60.000 spettatori. Al tempo della costruzione, si trattava del primo stadio di proprietà di una società calcistica.

Al Sud spiccano da tempo impianti come l’Arechi, stadio di Salerno inaugurato nel 1990, può contare poco più di 37.000 spettatori ed ha subito più lavori di ristrutturazione, nel 2014, nel 2015 con la promozione dei campani in Serie B e infine nel 2019 in vista delle Universiadi. Lo stadio San Filippo-Franco Scoglio di Messina è invece il più grande della Sicilia, ha una capienza di più di 38.000 spettatori e prende il nome sia dalla contrada in cui è situato sia dall’allenatore Franco Scoglio.

Il succitato Allianz Stadium, nato al posto del vecchio Delle Alpi, è oggi la casa della Juventus e viene ricordato spesso anche per aver aperto il dibattito sugli stadi di proprietà. Il primo a segnare un goal nel nuovo stadio bianconero fu Luca Toni nel 2011, in un’amichevole con il Notts County. Con la cessione dei diritti di naming, lo Juventus Stadium ha preso ben presto il nome dello sponsor. Ospita poco più di 41.500 spettatori. Più grande lo stadio Artemio Franchi, inaugurato nel 1931, considerato un esempio della corrente del Razionalismo italiano: 43.147 i posti a sedere. Lo stadio San Paolo, recentemente ammodernato per le Universiadi, vanta invece una capienza di oltre 54.726 spettatori ed è tra i primi 50 stadi in Europa per capienza complessiva, ma non è il più grande del Sud.

Tale nomea spetta infatti al San Nicola di Bari, progettato da Renzo Piano per i Mondiali di Italia ’90 e soprannominato “Astronave” per la sua architettura ricercata. Lo stadio ha una capienza di oltre 58.000 spettatori e ha ospitato anche una finale di Coppa dei Campioni, nel 1991. Lo stadio Olimpico, celeberrimo impianto della Capitale, fu inaugurato nel 1953 e oggi è il secondo impianto più capiente d’Italia. Il Giuseppe Meazza, soprannominato “la Scala del Calcio”, inaugurato nel 1926 e ristrutturato più volte, è lo stadio con la capienza maggiore: può ospitare poco più di 75.923 spettatori. Considerando dunque quanti tifosi possono assistere dal vivo anche solo a una singola partita, i dati sul peso dell’assenza di pubblico negli stadi parlano da soli. Gli incassi provenienti dalla vendita dei biglietti e degli abbonamenti costituiscono buona parte della linfa vitale delle casse societarie.

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