Il presidente di ASPESI Unione Immobiliare Federico Filippo Oriana interviene dopo le parole del sindaco Giuseppe Sala all’Assemblea di Assimpredil: «Per affrontare il problema dell’abitare servono investimenti privati, regole chiare e tempi certi». Al centro del dibattito il provvedimento in materia urbanistica ed edilizia fermo al Senato.
Il tema della casa torna al centro del confronto tra istituzioni, imprese e operatori immobiliari milanesi. A riaccendere il dibattito sono le dichiarazioni del presidente di ASPESI Unione Immobiliare, Federico Filippo Oriana, intervenuto a margine dell’Assemblea di Assimpredil dopo le parole pronunciate dal sindaco di Milano Giuseppe Sala sul ruolo dei capitali privati nelle politiche per l’abitare.
«Se è vero, come è vero, quanto affermato oggi da Sala all’Assemblea di Assimpredil che non si può pensare di risolvere il problema della casa senza l’investimento immobiliare privato, allora chiediamo che i diversi schieramenti politici si accordino per varare subito il DDL S.1309, l’ex-Salva Milano pendente al Senato», ha dichiarato Oriana.
Secondo il presidente di ASPESI, l’approvazione del provvedimento consentirebbe di creare le condizioni per la ripartenza dei progetti oggi bloccati e contribuirebbe a ricostruire la fiducia degli investitori italiani e internazionali nel mercato immobiliare.
Sala: «La casa è un diritto, ma il pubblico da solo non ha le risorse»
L’intervento di ASPESI prende le mosse dalla posizione espressa dal sindaco Sala durante l’Assemblea di Assimpredil. Il primo cittadino ha sottolineato, secondo quanto riportato da ASPESI, che «la casa è un diritto, ma il pubblico da solo non ha le risorse».
Una considerazione che riporta in primo piano uno dei nodi centrali del futuro urbanistico di Milano: individuare un equilibrio tra intervento pubblico, iniziativa privata, sostenibilità economica delle operazioni e accessibilità dell’offerta abitativa.
Per ASPESI, il riconoscimento del ruolo degli investimenti privati deve essere accompagnato da un quadro normativo in grado di garantire certezza agli operatori.
«Il tema dell’abitare – prosegue Oriana – richiede oggi soprattutto condizioni che consentano al mercato di tornare ad investire. Se si riconosce il ruolo imprescindibile dell’iniziativa privata nell’affrontare la questione abitativa, occorre conseguentemente creare un quadro normativo chiaro, stabile e capace di sbloccare gli interventi fermi».
DDL S.1309, il provvedimento al centro del confronto
Il DDL S.1309, formalmente denominato “Disposizioni di interpretazione autentica in materia urbanistica ed edilizia”, è stato approvato dalla Camera dei deputati il 21 novembre 2024 e trasmesso al Senato il giorno successivo. Secondo la scheda ufficiale del Senato, il provvedimento risulta in esame presso l’8ª Commissione permanente.
Il testo interviene su questioni relative alla disciplina urbanistica ed edilizia ed è classificato dal Senato, tra l’altro, nelle materie delle ricostruzioni e ristrutturazioni edilizie, del risanamento urbano e dell’edilizia convenzionata.
Il provvedimento è diventato particolarmente rilevante nel dibattito milanese sull’urbanistica e ha registrato nel corso dell’iter parlamentare posizioni differenti e osservazioni da parte di soggetti istituzionali, organizzazioni e operatori del settore. Tra i documenti acquisiti dalla Commissione del Senato figurano anche memorie di ASPESI, ANCE, Confindustria Assoimmobiliare, organizzazioni sindacali ed esperti di diritto urbanistico.
ASPESI: «Serve anche una nuova legge urbanistica nazionale»
Per Oriana il DDL S.1309 rappresenterebbe una risposta immediata a una situazione che, nella valutazione dell’associazione, necessita di un intervento urgente, pur non esaurendo la necessità di una revisione più ampia della normativa urbanistica italiana.
«Per il futuro occorrerà sicuramente il varo di una nuova legge urbanistica nazionale, quella in vigore è del 1942, ma il DDL S.1309 rappresenta un passaggio imprescindibile per l’urgenza di dover sbloccare subito una situazione ormai insostenibile per famiglie e imprese immobiliari sospese».
Da qui l’appello rivolto alle forze politiche affinché trovino un’intesa parlamentare sul provvedimento.
«Chiediamo alla politica di assumersi la responsabilità di procedere rapidamente, superando contrapposizioni che bloccano la realizzazione degli interventi già programmati», afferma il presidente di ASPESI.
Milano, casa e investimenti: la sfida della certezza delle regole
Il confronto va oltre i singoli cantieri e riguarda direttamente la capacità di Milano di continuare ad attrarre investimenti immobiliari mantenendo, allo stesso tempo, al centro dell’agenda il tema dell’accessibilità abitativa.
Il nodo è particolarmente rilevante per una città nella quale sviluppo immobiliare, rigenerazione urbana e politiche per la casa sono sempre più strettamente collegati.
Per ASPESI, la certezza normativa rappresenta una delle condizioni necessarie per riportare capitali sul mercato e consentire agli operatori di programmare gli interventi.
«Milano e tutta l’Italia – conclude Oriana – hanno assoluto bisogno di tornare ad attrarre capitali e di poter contare sulla fiducia degli investitori. Per affrontare concretamente il problema della casa servono tempi certi, regole chiare e la possibilità di portare subito a compimento i progetti già iniziati. È il momento di passare dalle dichiarazioni alle decisioni».
Il dibattito resta quindi aperto: da una parte la necessità di aumentare l’offerta abitativa e individuare strumenti capaci di rispondere alla domanda di case accessibili; dall’altra l’esigenza, sottolineata dagli operatori immobiliari, di avere un quadro urbanistico e autorizzativo sufficientemente stabile e prevedibile per sostenere nuovi investimenti.
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