Smart cities, città incubatrici di innovazione, il convegno de Il Foglio con Banco BPM

Le città come incubatrici di innovazione, dalla digitalizzazione ai trasporti sostenibili, fino alla creazione di hub per la ricerca scientifica.

Questo è il tema del dibattito sulle Smart city italiane, organizzato dal Foglio nella sede del Banco Bpm a Milano, con presenti, oltre a professionisti ed esperti di diversi settori, il sindaco Giuseppe Sala e in videocollegamento il primo cittadino di Venezia Luigi Brugnaro.

“Molto è stato fatto ma molto bisogna fare. – ha detto Sala dal suo intervento dal palco – Il fascicolo del cittadino che è un sistema per accedere alla relazione con l’amministrazione ha 1 milione e 400mila clienti. Per il resto ci accedono persone che non sono residenti a Milano ma hanno un’attività commerciale a Milano o vi abitano. Quello su cui oggi stiamo lavorando è lo sviluppo del gemello digitale, significa virtualizzare ciò che è fisico”. Sala ha anche sottolineato l’importanza della raccolta e dell’integrazione dei dati per continuare sulla strada della digitalizzazione dello spazio cittadino: “Le città possono essere pioniere di questa rivoluzione. Su chi solleva il pericolo della digitalizzazione per le persone anziane, è un tema limitante. Molti hanno una conoscenza digitale e hanno figli e nipoti che possono aiutarli”.

Infine, il sindaco ha concluso affermando che la digitalizzazione può aiutare a gestire la sicurezza in città.

“A Milano le telecamere ci sono ma restituiscono quello che è stato. Non esistono esempi virtuosi in Italia di gestione e controllo in tempo reale di quello che succede in città. Un esempio che ho visto con i miei occhi è Tel Aviv, lì c’è una gestione in tempo reale. Ci vuole una montagna di soldi ed è il momento di trovarli”. Il primo cittadino di Venezia nel suo intervento ha a sua volta sottolineato quanto fatto nella sua città in tema di innovazione e digitalizzazione. “Venezia è un luogo di innovazione – ha esordito in videocollegamento – perché nasce su un elemento complesso come l’acqua. È una città di mare e di terra. Abbiamo costruito il primo distributore di idrogeno fisso in Italia. Le macchine a idrogeno sono già sul mercato, ad esempio in Germania, e si può arrivare con queste macchine fino a Venezia e ricaricarle. Abbiamo anche acquistato 90 autobus a idrogeno, siamo l’unica città italiana che ha fatto un acquisto di queste dimensioni. Abbiamo avviato lo sviluppo del distributore per la ricarica di questi autobus. L’idrogeno consente di ricaricare un’auto in 3-4 minuti. Metteremo una stazione di ricarica grande, per ricaricare 90 autobus di notte. L’idrogeno sarà il futuro”.

Alla domanda sull’utilizzo della tecnologia per contingentare il flusso di turisti, il sindaco di Venezia ha spiegato che le telecamere stanno aiutando a gestire gli accessi: “Abbiamo un centro di controllo elettronico che collega tutte le telecamere della città a un unico centro. Le telecamere contano le persone, sia entrano in un senso che nell’altro, e il tempo di permanenza. Abbiamo fatto accordi con grandi società telefoniche per poter capire con le celle telefoniche in maniera anonima quante persone arrivano. Per trovare soluzioni a questi problemi dei turisti, si parte da numeri e analisi che aiutano poi a prendere decisioni politiche”. L’innovazione nelle città internazionali come Milano passa anche attraverso la creazione di hub di ricerca e sperimentazione scientifica, come ha spiegato Gianmario Verona con lo Human Technopole. “Con il Milano Innovation District si sta rigenerando una parte di Milano – ha spiegato a margine dell’evento – Human Technopole è una fondazione che fa ricerca di base nel campo della medicina preventiva personalizzata. È nata 4 anni fa e si sta sviluppando in modo coerente con le best practices internazionali perché è riuscita ad aggregare un pool di ricercatori internazionali. Da questo giugno è diventato anche un hub aperto con bandi che permettono ai dipartimenti dei campi biomedicali italiani di venire a usare i nostri strumenti per la ricerca scientifica. Credo che sia molto importante aggregare le risorse per l’innovazione e farlo in città che hanno il potenziale internazionale di Milano è ancora più coerente. Bisogna investire in ricerca, innovazione e rigenerare il nostro tessuto urbano” ha concluso. Accanto allo Human Technopole e ai suoi 4mila metri quadrati di laboratori e 20mila di Campus con 300 ricercatori, stanno sorgendo importanti realtà di ricerca come il dipartimento di materie Stem dell’Università degli Studi di Milano.