Al ristorante Pentola d’Oro si sono ritrovati aiellesi residenti al Nord e compaesani arrivati da Aiello Calabro. Presenti il sindaco Luca Lepore e il consigliere regionale lombardo Luca Marrelli.
Si rafforza il legame tra la Calabria e la Lombardia grazie al 6° Raduno Aiellese, che ha riunito a Sesto San Giovanni tanti cittadini originari di Aiello Calabro, centro della provincia di Cosenza. Al ristorante Pentola d’Oro si sono ritrovati aiellesi che oggi vivono al Nord e compaesani arrivati dal Sud per condividere ricordi, amicizie e tradizioni.
Tra i partecipanti anche il sindaco di Aiello Calabro, Luca Lepore, e il consigliere regionale della Lombardia Luca Marrelli. Lepore ha sottolineato il valore dell’iniziativa, che ogni anno offre l’occasione di mantenere vivo il rapporto con chi ha lasciato il paese, senza dimenticare le proprie origini.
«Questa bella tradizione annuale consente di mantenere vivo il legame con quanti hanno lasciato Aiello, ma continuano a portarlo ogni giorno nel cuore, contribuendo, con il proprio percorso professionale e umano, a tenere alto il nome del nostro borgo e a far conoscere le nostre radici, proprio come hanno fatto e continuano a fare tanti illustri concittadini», ha dichiarato il sindaco.
Ad accogliere gli ospiti, tra piatti della tradizione calabrese e vini autoctoni, i proprietari del ristorante, Stefania Colosimo e Gennaro Lepore, anch’egli originario di Aiello Calabro. Per loro, il raduno è ormai un appuntamento speciale e un punto di riferimento per la comunità aiellese che vive in Lombardia.
«È un evento che ogni anno ospitiamo con grande felicità e che raduna sempre più aiellesi e amanti delle tradizioni. Un’occasione per rivedere vecchi amici e diventare un punto di riferimento per tutte quelle persone che non si vedono da tempo, rinverdendo lo spirito di appartenenza alla nostra terra. Il tutto degustando ottimi piatti della cucina aiellese», hanno raccontato.
Il Raduno Aiellese a Sesto San Giovanni si conferma così un momento di incontro e condivisione: una festa che avvicina chi è partito e chi è rimasto, facendo della cucina e della memoria un ponte tra Aiello Calabro e la Lombardia.



















































