Milano, 13 set. (askanews) - Sono sul piede di guerra i pendolari che viaggiano sulla Tangenziale Esterna a bordo dei pullman Crema-San Donato-Rogoredo gestiti da Autoguidovie. Al rientro dalle vacanze infatti Autoguidovie ha deciso di cancellare l'Autostrada azzera-code dal tragitto-sprint della Linea K521. I mezzi non entrano più, dunque, sulla Melegnano-Agrate al Casello di Paullo con l'obiettivo, dichiarato dall'azienda locale nel 2017, di risparmiare ai passeggeri 10-15 minuti, ma percorrono l'Ex Statale 415 sino a terminare la corsa davanti alle fermate della Metropolitana Gialla e alla Stazione dell'Alta Velocità. "La soluzione adottata dalla compagnia penalizza la qualità dei nostri spostamenti quotidiani - protestano i coordinatori del comitato che boccia la scelta di stralciare A58-TEEM dall'itinerario -. La società ci ha dirottato, infatti, su Arterie tanto congestionate da non garantire affatto orari sicuri nell'interscambio tra gomma e ferro". Altra cosa che i coordinatori del comitato contestano ad Autoguidovie è di aver effettuato la sperimentazione del percorso alternativo sulla Paullese tra luglio e agosto, quando il traffico era più fluido perché molti pendolari erano in ferie. "Abbiamo promosso una raccolta di firme allo scopo di sensibilizzare i vertici dell'operatore circa l'esigenza di ripristinare il passaggio di K521 lungo A58-TEEM e A1", concludono i rappresentanti dei pendolari in rivolta. Da parte sua Autoguidovie ha risposto che lo spostamento della Linea K521 lungo l'Ex Statale 415 comporta una lievitazione dei tempi di viaggio contenuta a fronte di un taglio chilometrico sostanzioso. "Resta il fatto che - concludono i rappresentanti dei pendolari -, al momento di inglobare, sia pure in via non definitiva, l'Autostrada taglia-file (33 chilometri da Melegnano ad Agrate raccordati con A1, A35-BreBemi e A4) e la Milano-Napoli nella tratta coperta dai bus Crema-San Donato-Rogoredo, la medesima società ipotizzava la riduzione del trasbordo da 55 a 45 minuti".
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Gennaio 2020 è stato un mese all’insegna dell’aria tossica in gran parte della Lombardia. In tutti i capoluoghi di provincia si sono registrati superamenti di polveri sottili e in 8 città su 12 per oltre metà del mese l’inquinamento atmosferico è stato ben oltre i limiti consentiti dalla legge, tanto che Milano (27 giorni di superamento), Pavia (25), Cremona (25), Brescia (21), Monza (21) nel solo primo mese dell’anno si avvicinano drammaticamente alla soglia dei 35 giorni annui di sforamento dei livelli di Pm10 concessi dalla normativa (vd. Tab1).

«Continueremo a ribadire che la situazione è emergenziale fino a che non vedremo adottate misure davvero strutturali per migliorare la qualità dell’aria e della vita nella nostra regione– dichiara Barbara Meggetto, presidente di Legambiente Lombardia–. È necessario prevenire condizioni tali per cui in un solo mese la maggioranza dei cittadini lombardi respira tanta aria malsana quanta ne sarebbe consentita in un intero anno, a partire dalla promozione di una mobilità più sostenibile, soprattutto, ma non solo, nelle aree a più alta densità di traffico veicolare».

La Lombardia è infatti una regione ad altissima densità di popolazione, ma soprattutto ad altissima densità di traffico privato: in nessun’altra regione europea con caratteristiche simili è riscontrabile un così alto indice di motorizzazione privata. All’estero, normalmente, quanto più aumenta la densità dell’utenza, tanto più aumenta il ricorso al trasporto pubblico come modalità preferita per gran parte degli spostamenti, rispetto all’uso dell’auto privata. Questo discorso non vale in Lombardia, dove l’uso dei servizi del TPL, non solo dei treni pendolari ma anche dei servizi di trasporto pubblico su gomma, non viene considerato come un’alternativa accessibile.

«Il paradosso è che gran parte dei servizi di linea operati da autobus in tutta la Lombardia, pur pesando moltissimo sul bilancio regionale, viaggiano stracolmi negli orari di punti ma poco attraenti o, in alcuni casi, vuoti nel resto della giornata. Riteniamo non sia più accettabile che una regione con un bacino di dieci milioni di abitanti sia incapace di valorizzare il sistema del TPL che pure finanzia! Un’incongruenza a cui chiediamo di mettere fine: lo smog si combatte anche rendendo migliore il servizio, stanziando fondi oggi destinati ad infrastrutture inutili come le nuove autostrade, rendendo possibile una vera intermodalità tra mezzi di trasporto. Chiediamo a Regione Lombardia se si vuole davvero continuare così?» prosegue Meggetto.

Se a bordo degli autobus del TPL extraurbano le cose vanno malissimo, va sicuramente meglio quando si parla di treni, per lo meno negli orari dei movimenti pendolari. Questa mattina è stato presentato il rapporto nazionale Pendolaria 2019, il dossier di Legambiente che ogni anno fotografa il servizio ferroviario in Italiasui dati dell’annualità precedente. Dal rapporto si evince che ai lombardi il trasporto pubblico piace e lo utilizzano sempre di più: dal 2011 al 2018, infatti, si è registrata una crescita del 43,4% rispetto al 2009 nel numero di viaggiatori arrivando a quota 802.000 utenti delle ferrovie locali e regionali. A Milano le linee di metropolitana segnano un continuo aumento, con 12,5 milioni di passeggeri in più nei primi 9 mesi del 2019 (+4,7% rispetto al 2018) e, rispetto al 2013, + 21,1%. A fronte di questi dati, risulta che la Lombardia si attesta come seconda regione italiana (dopo l’Alto Adige) per investimenti nel trasporto pubblico ferroviario, con l’1,09% del bilancio regionale, per i suoi 1773km di rete ferroviaria e 295 tra stazioni e fermate della metropolitana. Regione e Trenord tra il 2001 e il 2018 hanno acquisito 196 treni, di cui 191 sono già in servizio, mentre i restanti 5 entreranno in funzione nel 2020. Il valore totale per il nuovo piano di acquisto della Regione è di 1,6 miliardi di euro nell’arco del prossimo quindicennio, per un programma complessivo di rinnovo della flotta tramite 100 elettromotrici ad alta capacità, 31 elettromotrici monopiano e 30 automotrici diesel. I nuovi convogli entreranno in servizio tra il 2020 e il 2025.

«Vogliamo davvero competere con le regioni europee in sostenibilità ambientale? Cominciamo dai trasporti!»conclude Barbara Meggetto.

 

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