Scuola, il preside del Volta: vorrei riaprire ma da lunedì torneremo zona rossa.

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Un momento del primo giorno degli esami di maturità alla scuola superiore ITIS Castelli di Brescia, Brescia, 17 giugno 2020. ANSA/SIMONE VENEZIA
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“E’ una tristezza. La scuola non meritava questo, non meritava di essere trattata cosi'”. Sono parole dure quelle del preside del liceo scientifico ‘Volta’ di Milano, Domenico Squillace. Come gli altri dirigenti scolastici sta aspettando di capire cosa bisognera’ fare adesso, dopo la sentenza del Tar Lombardia che ha annullato l’ordinanza regionale e reintrodotto la presenza al 50% per gli studenti delle superiori.

“Domani io dovrei riaprire il mio istituto, secondo quando stabilito dal Tribunale amministrativo. Ma so gia’ che a breve dovrebbero arrivare delle indicazioni ufficiali da parte dell’Ufficio scolastico regionale, che di comune accordo con la Prefettura e la Regione, ha deciso di farci riaprire lunedi’”.

Ma lunedi’ la Lombardia probabilmente sara’ in zona rossa e a quel punto varra’ il provvedimento nazionale, in cui viene stabilita la Dad al 100% per le scuole superiori nelle zone in cui il rischio di contagio e’ elevato.

“E’ un escamotage per non farci riaprire”, ribadisce Squillace. In questo modo, secondo quanto riferito dal preside del Volta, la Regione fa si’ che sia il Governo a doversi assumere l’onere di richiudere in casa i ragazzi.

“La sentenza del Tar non e’ solo simbolica- continua Squillace- perche’ dimostra le criticita’ dell’ordinanza regionale”. L’Ufficio scolastico della Lombardia, sentito dalla ‘Dire’, per ora non commenta. Almeno “fino a quando non usciranno note ufficiali della Regione o della Prefettura”.

Risposte che aspetta anche un altro dirigente scolastico, Franco Tornaghi, preside dell’Istituto Maxwell di Milano: “Non voglio riaprire per un paio di giorni con il pericolo di richiudere subito, ma se non lo faccio rischio un’accusa per non aver fatto il mio dovere. Per questo serve una comunicazione ufficiale dalla Regione o dall’Ufficio scolastico lombardo”. Anche perche’, come sottolinea Tornaghi, “e’ impossibile applicare una sentenza, come quella di ieri del Tar, dall’oggi al domani”. (Dire)

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