Lo sfogo di Emilio Fede: trattato come il peggiore dei delinquenti.

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L'arrivo di Emilio Fede all'incontro di preghiera, presso la parrocchia di S.Ildefonso, dedicato alla memoria di Fabiano Antoniani, conosciuto come DJ Fabo, recentemente morto a seguito di un suicidio assistito in una clinica svizzera, Milano, 10 marzo 2017. ANSA/ FLAVIO LO SCALZO
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“E’ stato terrorizzante. Mi sono venuti ad arrestare per evasione perché non ho atteso le disposizioni per i servizi sociali. In un ristorante si sono presentati un capitano dei carabinieri, peraltro gentilissimo, con tre militari, come fossi il peggiore dei delinquenti”, dice all’Ansa, Emilio Fede.

“Sei giorni fa, – fa sapere l’ex direttore del TG4 – il Tribunale di sorveglianza di Milano, precisamente il magistrato La Rocca, mi ha comunicato che mi era stata concessa una liberazione anticipata. Sono proprio cose da pazzi, stavo mangiando una pizza con mia moglie ed ero appena arrivato a Napoli”. “Pensi – sottolinea il giornalista – che mi è stato addirittura negato di aprire la finestra. Voglio ricordare che sono caduto e adesso cammino appoggiandomi su un bastone. Immagini quanto posso essere pericoloso. Sono dispiaciuto per la giustizia e per la vita sociale visto che non posso neppure affacciarmi alla finestra”.

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