Green pass in ospedale, la protesta degli infermieri: vogliono trasformarci in controllori.

1267
Ricapitoliamo brevemente le istruzioni operative diramate al personale dalla ASST e IRCCS del milanese: “chiunque acceda alle strutture sanitarie deve esser munito di greenpass e carta d’identità, nonché rispettare le norme igienico-sanitarie sancite dal protocollo antiCovid.” Letterale: “I suddetti documenti verranno conservati a cura del personale infermieristico in cartella clinica. Il questionario relativo all’indagine clinico-anamnestica per Covid 19 dovrà essere controfirmato dall’operatore sanitario”
“per l’accesso dei visitatori ai reparti il personale sanitario dovrà rilevare temperatura, verificare greenpass o indirizzare il visitatore alla Direzione medica di presidio per l’organizzazione di un test molecolare.
Non vorremmo esser fraintesi, noi di Fials Milano area metropolitana, non ne stiamo facendo una questione di mero ruolo e mansione. Abbiamo messo in piedi terapie intensive ovunque e in una manciata di ore, sappiamo che la pandemia richiede misure e sforzi straordinari. Aspettiamo ancora questi sforzi vengano riconosciuti e retribuiti per tutti gli operatori sanitari, specie a Milano. Ma questa è un altro capitolo.
Poniamo una domanda semplice: visto l’enorme carenza di personale, viste le ferie in corso e spesso in arretrato da due anni, viste anche le numerosissime sospensioni del personale sanitario non vaccinato e l’attuale difficoltà di tutti i reparti nel compensare queste assenze, precisamente quando gli infermieri, i medici o gli oss dovrebbero trovare il tempo di fare anche i controllori? Perché i conti sono semplici: prendiamo un reparto medio, con circa una quarantina di pazienti. Una visita a paziente. L’organico che è quello che è. Chi assiste i pazienti? Nessuno, ovviamente.
E’ assolutamente importante che un parente possa fare visita a un proprio caro malato, ma alla verifica  dei documenti occorre destinare del personale non sanitario e bisogna altresì nel clima teso di queste settimane, proteggere il personale da possibili aggressioni verbale e/o fisiche.
In generale teniamo a ricordare alle direzioni che siamo qui per aiutare, per il bene dei lavoratori, dei pazienti e delle aziende. E lo avessero chiesto, avremmo collaborato alla ricerca di una soluzione in questo caso anche piuttosto banale.
Il segretario Fials Milano area metropolitana Mimma Sternativo