“Mi candiderò sindaco a Milano”. Lo ha annunciato Gianluigi Paragone, parlamentare ex M5S (ex direttore di La Padania, vicedirettore di Libero) e conduttore di diversi programmi su Rai e La7, ndr), a Omnibus su La 7 spiegando che farà una propria lista civica e che anche il partito da lui lanciato ‘Italexit’ “avrà una propria centralità”.

“Lo faccio perché da troppo tempo ho assistito e sto assistendo a una mutazione di Milano”, ha spiegato.

“Le città stiamo cambiando pelle. Milano è un po’ considerata la città più forte, con meno problemi ma non è esattamente così, l’aumento delle file alle mense dei poveri sono la fotografia di un degrado, di un abbassamento sociale della situazione dei cittadini. Il famoso ceto medio è scivolato verso le posizioni più basse, vuol dire che qualcosa non sta girando bene a Milano”.

“La riposta che mi sono dato – ha proseguito – è che c’è un sistema parallelo a quello dello Stato che si è innervato nella grande metropoli”.

Ad esempio “i grandi fondi speculativi che di fatto sono i proprietari delle nuove aree urbane, i grattacieli di Milano sono quasi tutti nelle mani dei fondi”.

E ancora, ha aggiunto parlando più in generale “le multinazionali hanno di fatto comprato i centri delle città, le identità delle città si perdono e guadiamo anche come le mafie stanno riciclando il loro denaro negli esercizi commerciali in difficoltà.

Non è un’operazione inquadrabile come centrodestra o centrosinistra, è un’operazione da outsider, farò la mia lista civica affiancato da liste che pensano che il tema del debito e dello Stato debbano essere centrali. E’ chiaro che Italexit avrà una sua centralità ma, in una dimensione profondamente amministrativa cercheremo di prendere e rilanciare le sfide che sono proprio di Italexit”, ha chiarito. “Il tema del debito – ha sostenuto Paragone – qualcuno lo sta compensando attraverso Expo” quindi, ha detto “hai meno Stato ma hai Expo con i prestiti che arrivano da entità sovranazionali, oppure hai le multinazionali, le banche che hanno perso la loro identità territoriale e sono ormai a forte trazione finanziaria”.

“Ecco perché – ha proseguito – si iniziano a chiamare periferie dei pezzi di città. La parola periferie è un modo per dire ‘allontano la soluzione dei problemi’ e che ‘la città che ci piace deve essere tutta luccichini e grattacieli'”. Invece, ha concluso Paragone parlando della sua proposta “la città che deve affrontare le sfide, è la cosiddetta periferia” che “è città tanto quanto il centro”. “Non può pensare la sinistra di vincere Milano perché vince il centro”.(MiaNews)