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“Alla politica chiediamo risposte certe e tempestive. Siamo in un’epoca in cui ogni giorno si scoprono nuovi diritti da tutelare, è intollerabile che solo gli agricoltori non abbiano il diritto di difendersi dagli animali selvatici”. E’ quanto dichiara Alessandro Rota, Presidente della Coldiretti di Milano, Lodi e Monza Brianza, in occasione della manifestazione contro l’invasione dei cinghiali che in piazza Città di Lombardia a Milano ha portato centinaia di coltivatori provenienti da tutta la regione.

“Durante la pandemia – continua Rota – tutti hanno riconosciuto l’importante ruolo sociale dell’agricoltura che ha sempre garantito il cibo, ma adesso la filiera è messa a rischio dall’esplosione incontrollata della fauna selvatica che pregiudica la sicurezza, anche sanitaria, delle persone e causa danni economici incalcolabili alle nostre aziende. La legge 157 del 1992 che regola la materia è ormai vecchia e va cambiata. Non possiamo più aspettare, ci deve essere garantito il diritto di difendere le nostre imprese e le nostre famiglie, le coltivazioni, gli allevamenti, i reticoli idrici, le strade e le abitazioni. Bisogna avere il coraggio di dire le cose come stanno, di affermare con chiarezza che così non si può andare avanti – aggiunge il presidente della Coldiretti di Milano, Lodi e Monza Brianza -, come ha fatto ancora stamattina la Coldiretti con questa grande manifestazione per chiedere la possibilità di contenere cinghiali, nutrie e tutti gli altri animali dannosi. Ringrazio gli agricoltori e le istituzioni che hanno partecipato così numerosi”.

In piazza a Milano con le rappresentanze delle Coldiretti territoriali c’erano il presidente della Regione Attilio Fontana, gli Assessori all’Agricoltura della Regione e del Comune di Milano, Fabio Rolfi e Pierfrancesco Maran, l’Assessore allo Sviluppo economico della Lombardia Guido Guidesi, sindaci, consiglieri regionali e presidenti di provincia.

Gli animali selvatici distruggono produzioni alimentari, sterminano raccolti, assediano campi, causano incidenti stradali con morti e feriti e si spingono fino all’interno dei centri urbani dove razzolano tra i rifiuti con pericoli per la salute e la sicurezza delle persone. Un’emergenza nazionale che ha ormai oltrepassato il limite di guardia. Nella sola Lombardia – precisa la Coldiretti di Milano, Lodi e Monza Brianza – sono almeno novemila in dieci anni gli assalti dei cinghiali che hanno devastato le campagne e provocato incidenti stradali.

La Coldiretti a livello nazionale chiede che le Regioni si coordinino strettamente con lo Stato e operino in modo risoluto per attuare le misure previste per il controllo e il contenimento dei cinghiali, affinché:

• gli agricoltori possano avanzare richiesta di intervento e procedere direttamente in quanto muniti di apposita licenza;

• l’attività di coordinamento delle azioni di contenimento e prelievo spettino alla polizia municipale e provinciale;

• gli agricoltori vengano coadiuvati dalle stesse forze dell’ordine, da guardie venatorie volontarie ma possano delegare le attività a cacciatori abilitati iscritti all’apposito registro regionale;

• il calendario venatorio venga allargato fino a comprendere i mesi che vanno da settembre a gennaio;

• che la regia complessiva di tali azioni di contenimento e prelievo sia affidata al prefetto in quanto “competente per la tutela dell’ordine pubblico e della sicurezza”.

 

Bisogna inoltre semplificare e digitalizzare le procedure relative alle richieste di intervento – conclude la Coldiretti interprovinciale – garantire un monitoraggio costante e un controllo anche in ambito urbano, oltre che assicurare risarcimenti adeguati per i danni causati e per sostenere interventi di prevenzione.

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