Autogestioni, presidio davanti Palazzo Marino: i progetti ci sono, il Comune è fermo.

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20061205 - MILANO. Palazzo marino, sede del Comune di Milano. DANIEL DAL ZENNARO/ANSA
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Le realtà autogestite di Milano organizzano per sabato prossimo un presidio / conferenza stampa, alle ore 11, davanti a Palazzo Marino “per denunciare la mancanza di politiche partecipative nella gestione dello spazio urbano da parte della giunta Sala”. L’obiettivo – spiegano in un comunicato – è “sollecitare un incontro aperto e pubblico tra l’amministrazione e queste realtà, così da trovare soluzioni condivise a partire da Cascina Torchiera senz’acqua, Ri-make Bene Comune e Macao. Spazi che l’estate scorsa erano entrati nell’elenco dei 25 beni pubblici definiti “in disuso” sui quali il Comune aveva aperto un bando per manifestazione di pubblico interesse. Spazi dentro i quali si è costruito valore non economico, si è diffuso benessere, si è praticato mutualismo e solidarietà, come è stato reso evidente dalla pandemia”.
“Con la delibera del 30 dicembre 2020, resa pubblica il 13 gennaio 2021, l’amministrazione ha comunicato i risultati dell’indagine effettuata rispetto a Torchiera e Ri-Make, in cui si conferma l’intenzione del Comune di non voler vendere a privati questi due beni di proprietà comunale, ma in cui si afferma anche di non aver accolto nessuna delle manifestazioni di interesse presentate da chi in questi anni li ha abitati, anche garantendo servizi che il Comune non è stato in grado di offrire – si legge nel comunicato -.
“I progetti del Comune su queste aree sarebbero, secondo alcune ipotesi circolate informalmente, un percorso di “riqualificazione” della Cascina Torchiera da parte dell’amministrazione in concerto con altri enti-soggetti pubblici (senza specificare quali) e di una valutazione in corso per l’assegnazione dell’ex liceo Omero oggi Ri-Make Bene Comune alla Prefettura per non meglio precisate “esigenze di ordine pubblico” (dopo anni di reati in calo e un presente fatto di autoreclusioni forzate)”.
“Vediamo parecchie ombre e scelte non accettabili, a partire dalla decisione di non tenere nella minima considerazione le manifestazioni d’interesse prodotte da quelle stesse realtà che hanno recuperato e ridato vita a questi spazi altrimenti in “disuso” – spiegano le realtà promotrici e i promotori dell’iniziativa. – Da una parte quella della Cascina Torchiera Senz’acqua, che ripercorreva quasi 30 anni di attività autogestite accessibili anche alle persone con varie disabilità motorie. Dall’altra la proposta di Ri-Make, costruita con un’ampia partecipazione di realtà associative e informali con l’intenzione di avviare un processo di riconoscimento dell’ex liceo Omero come Bene Comune urbano, ovvero come spazio non esclusivo, aperto e basato sulla partecipazione diretta, sul mutualismo e sull’autogoverno degli abitanti del territorio e della città. L’Amministrazione in sostanza ha negato la possibilità di una discussione pubblica trasparente in cui le decisioni siano prese attraverso la partecipazione diretta delle cittadine e dai cittadini che vivono nei quartieri”. (MiaNews)

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