Il Protocollo d’Intesa firmato a Cannes consolida la collaborazione tra Camera Nazionale della Moda Italiana e Fédération de la Haute Couture et de la Mode. Al centro sostenibilità, proprietà intellettuale, giovani designer, formazione e dialogo tra Milano e Parigi
Italia e Francia rafforzano la loro alleanza strategica nel settore della moda. Camera Nazionale della Moda Italiana (CNMI) e Fédération de la Haute Couture et de la Mode (FHCM) rilanciano la collaborazione tra i due Paesi con l’obiettivo di sostenere competitività, creatività e sviluppo dell’industria europea della moda, in una fase caratterizzata da profonde trasformazioni economiche, tecnologiche e ambientali.
Il percorso comune è stato ribadito in occasione del Tavolo della Moda convocato dal ministro delle Imprese e del Made in Italy, Adolfo Urso, al quale ha partecipato anche il ministro delegato francese all’Industria, Sébastien Martin.
Un confronto che porta Milano e Parigi, due delle principali capitali mondiali della moda, verso una cooperazione ancora più strutturata sui grandi dossier che determineranno il futuro del comparto.
CNMI e FHCM: asse Milano-Parigi per la moda europea
La Camera Nazionale della Moda Italiana e la Fédération de la Haute Couture et de la Mode hanno sottolineato l’importanza di una collaborazione sempre più stretta tra Italia e Francia.
Le due associazioni accolgono positivamente l’attenzione dedicata al comparto dai rispettivi Governi e chiedono contemporaneamente di rafforzare il confronto con le istituzioni europee.
L’obiettivo è fare in modo che le future politiche industriali dell’Unione Europea tengano adeguatamente conto delle caratteristiche di una filiera che rappresenta un patrimonio economico, occupazionale, manifatturiero e creativo fondamentale per il continente.
La moda, secondo questa impostazione, deve essere considerata non soltanto un’espressione culturale e creativa, ma una vera e propria industria strategica europea.
Il Protocollo d’Intesa firmato a Cannes
Al centro del Tavolo è stato presentato il Protocollo d’Intesa sottoscritto il 25 giugno 2026 a Cannes, nell’ambito del Summit Francia-Italia e alla presenza dei ministri Adolfo Urso e Sébastien Martin.
L’accordo apre una nuova fase nei rapporti tra CNMI e FHCM e punta a inserire stabilmente la moda nell’agenda della collaborazione industriale tra Italia e Francia.
Il Memorandum individua una serie di priorità sulle quali sviluppare un percorso condiviso.
Tra queste emerge innanzitutto la volontà di preservare l’alta qualità delle produzioni, elemento distintivo tanto della moda italiana quanto di quella francese e uno dei principali fattori competitivi rispetto ai mercati internazionali.
Milano e Parigi, dialogo tra le Fashion Week
Un capitolo particolarmente significativo riguarda il rapporto tra le settimane della moda di Milano e Parigi.
CNMI e FHCM intendono proseguire il dialogo tra i due grandi appuntamenti internazionali, valorizzandone identità e specificità e rafforzando contemporaneamente la posizione dell’Europa all’interno del sistema globale della moda.
Milano e Parigi rappresentano infatti due ecosistemi differenti ma fortemente complementari. Da una parte la capacità produttiva, manifatturiera e industriale italiana; dall’altra una tradizione legata all’alta moda e al lusso che contribuisce alla leadership internazionale francese.
Una collaborazione più strutturata può quindi rafforzare complessivamente il peso della moda europea sui mercati mondiali.
Spazio ai designer emergenti e alle nuove generazioni
Un altro obiettivo strategico dell’accordo riguarda il sostegno ai designer emergenti.
Il ricambio generazionale rappresenta una delle questioni decisive per il futuro del comparto. Favorire nuovi talenti significa non soltanto alimentare la creatività, ma assicurare continuità a un ecosistema composto da maison, imprese manifatturiere, artigiani, professionisti e competenze altamente specializzate.
Da qui anche l’impegno comune sulla formazione e sull’attrattività delle professioni della moda.
Italia e Francia condividono infatti la necessità di preservare e trasmettere il proprio savoir-faire, evitando che competenze artigianali e produttive sviluppate nel corso di generazioni vadano progressivamente disperse.
Sostenibilità ed eco-design tra le priorità
Il Protocollo affronta inoltre uno dei temi che maggiormente stanno trasformando l’industria: la sostenibilità della moda.
CNMI e FHCM intendono mantenere una posizione condivisa sulle politiche relative alla transizione ambientale e all’eco-design, anche nel confronto con le istituzioni dell’Unione Europea.
La sfida sarà conciliare gli obiettivi ambientali con la competitività delle aziende, accompagnando le imprese nell’adozione di nuovi modelli produttivi senza compromettere la capacità dell’industria europea di competere sui mercati internazionali.
Un equilibrio particolarmente importante per Italia e Francia, dove la moda comprende filiere produttive complesse, caratterizzate dalla presenza di grandi gruppi internazionali ma anche di numerose piccole e medie imprese specializzate.
Proprietà intellettuale e lotta alla contraffazione
Tra i dossier comuni figura anche la tutela della proprietà intellettuale, elemento fondamentale per un’industria fondata sulla creatività, sul design e sul valore dei marchi.
CNMI e FHCM intendono rafforzare il coordinamento anche nella lotta alla contraffazione, fenomeno che genera danni economici alle aziende e rischia di indebolire il valore delle produzioni europee di qualità.
La protezione del patrimonio creativo assume inoltre una rilevanza crescente nell’era digitale, con nuove tecnologie e nuovi strumenti di produzione e distribuzione dei contenuti che stanno modificando rapidamente i confini della proprietà intellettuale.
La moda come industria strategica dell’Europa
Alla base dell’intesa tra Camera Nazionale della Moda Italiana e Fédération de la Haute Couture et de la Mode c’è la convinzione che le grandi trasformazioni del settore possano essere affrontate più efficacemente attraverso una visione europea comune.
L’obiettivo è valorizzare le eccellenze produttive e creative del continente e rafforzarne la capacità competitiva nei confronti dei grandi mercati internazionali.
Le due associazioni hanno quindi confermato la volontà di continuare il dialogo con i Governi italiano e francese e con le istituzioni comunitarie affinché alla moda venga riconosciuto pienamente il suo ruolo nell’economia, nell’innovazione, nell’occupazione e nella cultura europea.
Italia-Francia, confronto allargato all’industria tessile e manifatturiera
Il confronto del 15 luglio è proseguito coinvolgendo altri importanti rappresentanti della filiera.
Alla discussione sulle sfide comuni hanno preso parte Confindustria Moda, l’Union Française des Industries de la Mode et de l’Habillement, l’Union des Industries Textiles e il Groupement de la Fabrication Française.
Il coinvolgimento delle organizzazioni industriali conferma la volontà di estendere la cooperazione oltre il sistema delle grandi maison, coinvolgendo l’intera catena del valore: dal tessile alla manifattura, dalla formazione alla creatività fino alla distribuzione.
Per Milano, capitale economica italiana e centro nevralgico del fashion system nazionale, l’intesa assume una rilevanza particolare. Il consolidamento dell’asse con Parigi può contribuire a rafforzare ulteriormente il ruolo internazionale della città e dell’intera filiera italiana.
La sfida è trasformare la storica competizione tra due capitali mondiali della moda in una cooperazione strategica capace di aumentare il peso dell’Europa nello scenario globale.
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