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NEXT to ME, la sanità territoriale cambia modello: più continuità tra ospedale, territorio e domicilio

All’ASST Fatebenefratelli Sacco di Milano una giornata dedicata all’evoluzione della sanità territoriale. Case di Comunità, telemedicina, assistenza domiciliare e nuovi modelli organizzativi al centro del confronto tra professionisti, istituzioni, università e Terzo Settore.

 Costruire una sanità capace di accompagnare il cittadino dall’ospedale al territorio fino al proprio domicilio, superando la frammentazione tra i diversi livelli di assistenza. È questo uno dei principali obiettivi emersi da “NEXT to ME – Organizzazione e innovazione per la sanità territoriale”, l’evento promosso dall’ASST Fatebenefratelli Sacco e ospitato nell’Aula Magna dell’Ospedale Luigi Sacco.

L’iniziativa ha riunito professionisti sanitari, rappresentanti delle istituzioni, ricercatori e realtà del Terzo Settore per discutere delle trasformazioni in corso nella sanità territoriale a Milano e in Lombardia, partendo dalle esperienze già operative e dai nuovi modelli di continuità assistenziale.

La giornata ha registrato una forte partecipazione e ha segnato anche il ritorno dell’Aula Magna del Sacco, recentemente restaurata, come spazio di confronto e approfondimento.

Sanità territoriale: dalla struttura al percorso di cura

Ad aprire i lavori sono stati Maria Grazia Colombo, Direttore Generale dell’ASST Fatebenefratelli Sacco, Guido Bertolaso, Assessore al Welfare di Regione Lombardia, e Silvano Casazza, Direttore Generale di ATS Milano.

Al centro del confronto un principio preciso: il cambiamento della sanità territoriale non può limitarsi al trasferimento di prestazioni dall’ospedale alle strutture territoriali, ma richiede la costruzione di percorsi integrati capaci di seguire il paziente nelle diverse fasi della cura.

«La trasformazione della sanità territoriale non significa semplicemente spostare alcune attività dall’ospedale al territorio – ha sottolineato Maria Grazia Colombo – ma costruire percorsi realmente connessi, nei quali professionisti, servizi e tecnologie lavorino insieme intorno ai bisogni della persona».

L’obiettivo, ha spiegato il Direttore Generale, è accompagnare il cittadino dalla prevenzione alla gestione delle cronicità fino all’assistenza domiciliare, attraverso organizzazione, competenze, innovazione e capacità di lavorare in rete.

Telemedicina e nuovi modelli per i pazienti cronici

Numerose le esperienze presentate durante NEXT to ME.

Tra queste il progetto RESPIRA, dedicato alla presa in carico territoriale dei pazienti con BPCO, e i nuovi percorsi di telemedicina, teleconsulto e telemonitoraggio rivolti alle persone con scompenso cardiaco.

Spazio anche ai modelli territoriali per i pazienti oncologici e alla telemedicina applicata alla Foniatria e alla Logopedia.

Progetti differenti, accomunati dall’obiettivo di rendere più semplice e continuo il passaggio tra ospedale, servizi territoriali e domicilio, utilizzando innovazione organizzativa e strumenti digitali per portare l’assistenza più vicino alla persona.

Particolare attenzione è stata riservata anche alla gestione territoriale delle patologie croniche in ambito pneumologico, cardiologico e diabetologico.

Case di Comunità al centro della nuova assistenza territoriale

Un ruolo centrale nel nuovo modello è attribuito alle Case di Comunità, pensate come luoghi nei quali integrare competenze sanitarie, sociali e servizi presenti sul territorio.

L’evoluzione coinvolge direttamente anche le Cure Primarie, rafforzando la collaborazione tra professionisti e introducendo nuove modalità di assistenza.

Tra le esperienze discusse durante l’evento figurano la visita domiciliare ostetrica e la Psicologia delle Cure Primarie, insieme alle attività realizzate nelle Case di Comunità in collaborazione con il Terzo Settore.

Università, istituti di ricerca, fondazioni e organizzazioni del Terzo Settore diventano così parte di una rete chiamata a contribuire alla progettazione e allo sviluppo dei nuovi percorsi assistenziali.

Sanità digitale anche per i grandi anziani

L’innovazione tecnologica rappresenta un altro elemento strategico della trasformazione.

Tra i progetti illustrati figurano SMART Age e Adriano Sicura 2.0, iniziative di sanità digitale rivolte in particolare ai grandi anziani.

«Non parliamo di singoli progetti, ma di tasselli di un modello che dobbiamo progressivamente estendere sul territorio e rendere sempre più accessibile», ha spiegato Enrico Frisone, Direttore Sociosanitario dell’ASST Fatebenefratelli Sacco.

Tecnologia, riorganizzazione dei servizi, competenze professionali e collaborazione tra i soggetti della rete devono quindi convergere verso un obiettivo comune: garantire ai cittadini continuità e percorsi di cura adeguati.

Home Care Summit: il futuro delle cure passa anche dal domicilio

Nel pomeriggio i lavori sono proseguiti con l’Home Care Summit, dedicato al presente e al futuro delle cure domiciliari.

Medicina digitale, telemedicina, ruolo del Medico di Assistenza Primaria, organizzazione dell’assistenza domiciliare, cure palliative e percorsi pediatrici sono stati affrontati all’interno di una visione unitaria: portare la capacità di cura del sistema sanitario sempre più vicino alla persona.

Il domicilio assume quindi un ruolo crescente all’interno della rete assistenziale, soprattutto nella gestione delle cronicità e dei pazienti che necessitano di una presa in carico continuativa.

Bertolaso: 193 Case di Comunità in Lombardia

Durante l’incontro, Guido Bertolaso ha richiamato il percorso di trasformazione della rete sanitaria lombarda e il ruolo delle nuove strutture territoriali.

«Questo importante percorso di rinnovamento riguarda non solo gli ospedali, ma anche il territorio, con le nuove Case di Comunità: 193 in tutta la Regione», ha dichiarato l’Assessore al Welfare.

Bertolaso ha inoltre richiamato il ruolo delle Centrali di Continuità Assistenziale e del numero europeo 116117, inserendoli nel processo di costruzione di un modello di medicina territoriale maggiormente integrato con la rete dei servizi.

La sfida, secondo l’assessore, non riguarda soltanto l’attivazione delle strutture, ma anche la loro capacità di rispondere concretamente ai bisogni dei cittadini e di essere conosciute e utilizzate dalla popolazione.

Dal PNRR alla costruzione di una rete realmente accessibile

Il PNRR ha rappresentato uno dei principali strumenti per avviare la trasformazione strutturale dell’assistenza territoriale. La fase successiva sarà però quella di trasformare investimenti, infrastrutture e nuovi servizi in una rete effettivamente riconoscibile e accessibile.

«Una struttura ha senso solo se i cittadini sanno che cosa possono trovare, quali servizi sono disponibili e a chi possono rivolgersi», ha sottolineato Maria Grazia Colombo.

La capacità di fare rete passa quindi anche attraverso una comunicazione chiara, in grado di permettere alle persone di orientarsi all’interno del sistema sanitario e individuare rapidamente i servizi più adeguati alle proprie necessità.

NEXT to ME ha registrato il tutto esaurito. L’evento, accreditato come corso ECM residenziale per 8 crediti, ha ottenuto un riscontro che ha portato gli organizzatori a prevedere una nuova sessione.

Il confronto avviato all’Ospedale Sacco restituisce così l’immagine di una sanità territoriale in trasformazione, nella quale ospedale, Case di Comunità, cure primarie, domicilio, telemedicina e servizi sociosanitari sono chiamati a diventare componenti di un unico percorso costruito intorno ai bisogni del cittadino.


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