La protesta degli agricoltori di Coldiretti

“Quanto accaduto durante la pandemia deve portare a riscrivere tutti i contratti di somministrazione del latte tenendo conto del radicale cambiamento delle condizioni di partenza. E’ richiesto un atto di responsabilità a tutta la filiera perché con i prezzi attuali dell’energia e delle materie prime per l’alimentazione degli animali, gli allevatori stanno lavorando abbondantemente sotto i costi di produzione”.

E’ quanto dichiara Alessandro Rota, Presidente della Coldiretti di Milano, Lodi e Monza Brianza, nel commentare l’ultima quotazione della farina di soia nazionale che alla Granaria di Milano ha raggiunto i 524 euro a tonnellata quando solo sei mesi fa il prezzo era di 419 euro e a gennaio del 2020, prima del Covid, addirittura a 358 euro alla tonnellata (+46% in due anni).

 

“Secondo le ultime analisi di mercato – spiega il Presidente Rota – nel corso del 2021 il costo medio della razione alimentare dei nostri bovini è aumentato di oltre il 50%. Se aggiungiamo l’impennata delle bollette elettriche, si capisce come sia necessario arrivare già dall’inizio del 2022 ad accordi pluriennali che fissino il prezzo del latte alla stalla a non meno di 45 centesimi al litro, considerate anche le quotazioni del latte spot che negli ultimi mesi sono state costanti intorno ai 48 centesimi, contro una remunerazione media alla stalla inferiore ai 40”.

 

Tra Milano, Lodi e Monza Brianza – precisa la Coldiretti interprovinciale – si producono circa 900 mila tonnellate di oro bianco all’anno, che fanno della zootecnia da latte un settore strategico nell’economia del territorio. “Chiediamo che Regione Lombardia – dice Alessandro Rota – convochi il tavolo latte permanente per trovare la modalità per sostenere il reddito degli allevamenti in questa fase difficile, tenendo anche conto dell’aumento dei costi energetici che sta colpendo l’intera filiera”.

 

“Nel momento in cui ringraziamo il ministro delle Politiche agricole Stefano Patuanelli per la proroga delle misure per l’agricoltura 4.0 e per la spinta data allo sviluppo tecnologico del settore – conclude il Presidente della Coldiretti di Milano, Lodi e Monza Brianza – non possiamo non sottolineare che da quando il MIPAAF ha annunciato il raggiungimento dell’accordo sul prezzo del latte sono passati già due mesi nei quali il protocollo è rimasto totalmente disatteso. La pazienza ha un limite. Il mondo agricolo ha assorbito l’urto dell’aumento dei costi, ma bisogna arrivare immediatamente ad un’equa remunerazione delle produzioni: è un’urgenza che riguarda tutti, dal campo alla tavola”.

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