Inaugurazione installazione Cash Cash Money Money allo IULM.

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Viene inaugurata oggi in IULM Exhibition Hall (IULM 6, via Carlo Bo, 7 a Milano) l’installazione Cash Cash Money Money – L’arte nel denaro e il denaro nell’arte, ideata e curata da Sergio Pappalettera con lo Studio Prodesign e con la collaborazione di alcuni studenti del Corso di Laurea triennale in Arti, Spettacolo, Eventi culturali e del Corso di Laurea magistrale in Televisione, Cinema e New Media dell’Università IULM.

In occasione della Giornata Mondiale del Risparmio (31 ottobre) e per celebrare World of the Year 2019 IULM, Denaro, voluta dal Rettore Gianni Canova, fino al 13 dicembre sarà visibile gratuitamente l’installazione che trasforma IULM Exhibition Hall in una cattedrale dedicata a una figura invisibile, il denaro.

“Alla IULM – dichiara il Rettore, professor Gianni Canova – gli studenti coniugano il sapere appreso in aula con il saper fare messo in pratica, come in questa occasione. L’installazione è stata un’esperienza formativa per gli studenti dell’Ateneo che hanno affiancato Sergio Pappalettera nell’ideazione e nell’allestimento di Cash Cash Money Money”.

“Il denaro – prosegue il Rettore – da sempre illude, eccita, turba, inganna: esattamente come gli spettacoli di illusioni ottiche fantasmagoriche prodotte con la lanterna magica a partire dal Settecento. L’installazione dà corpo e sostanza proprio alla natura fantasmatica del denaro, alla sua caleidoscopica fluidità, al suo essere in perenne e spesso anche caotico movimento”.

 

L’Art director Sergio Pappalettera ha creato un’installazione artistica che ha una dimensione immersiva ed è intrisa della più alta essenza pop: accende la fantasia dentro l’eco meccanico delle televendite, nel tintinnio delle monete, nella reiterazione dei numeri al lotto e nel fracasso dei battitori d’aste, ma anche nelle voci delle più grandi personalità del cinema.

 

“Ho ricreato un luogo sacro per raccontare il denaro come un simbolo astratto ed enfatizzare il potere simbolico che emana – dichiara Sergio Pappalettera – Il suo valore scaturisce da un atto di fiducia nei confronti del segno: è un patto che nasce tra la società e per essa. Ho immaginato un luogo sacro che diventa dissacrante e che mostra gli aspetti più divertenti e spettacolari del denaro. In questo racconto è stato fondamentale il percorso fatto insieme agli studenti dell’Università IULM che hanno collaborato con me e il mio team nella costruzione di questa storia. Abbiamo condiviso con loro lo spirito e il concetto della mostra. Sono parte del progetto e registi dei video presenti in Exhibition Hall”.

 

Luminarie segnano il perimetro delle navate e un grande led centrale rappresenta l’abside della cattedrale e il punto di fuga dello spazio: con l’installazione Cash Cash Money Money si consacra uno spazio all’arte nel denaro e al denaro nell’arte.

La spiritualità e le religioni sono state per secoli propulsori fondamentali dello sviluppo culturale e artistico delle società. Il luogo di culto è qui riproposto come luogo di cultura, mettendo in evidenza il rapporto di volontà, desiderio e fiducia che instaura il denaro con gli agenti della società.

La maggior parte del denaro in circolazione non esiste realmente: rappresenta il 9,6 per cento del prodotto interno lordo mondiale. L’attuale situazione internazionale ci racconta del denaro contante e del progressivo passaggio a quello elettronico. Il suo divenire immateriale però non lede il senso di fiducia nel suo convenzionale valore. La fede nel denaro persiste pur essendo esso stesso, per la maggior parte, intangibile e invisibile.

Il denaro è rappresentato nella Storia dell’Arte, da Bruegel a Caravaggio; nel cinema, da Wall Street a Diabolik; nei volantini delle offerte speciali e dei prezzi stracciati.

 

L’installazione Cash Cash Money Money è una messa in scena popolare, barocca, colma di luce nel buio, suoni, colori fino alla personificazione e mercificazione abusiva dei suoi titoli (azionari) più importanti.

 

“Per una banca fare bene il proprio mestiere significa orientare le attività verso iniziative sostenibili e di restituzione al territorio da realizzare anche in collaborazione e partnership con altri attori sociali. Rientra quindi nell’impegno di Banco BPM la valorizzazione di iniziative che riguardino la solidarietà, la salute, lo sport e la cultura, anche di tipo finanziario. Per questo motivo la Banca realizza una serie di eventi formativi, tra cui interventi nelle scuole, per accrescere il livello di conoscenza degli elementi fondamentali dell’economia e della finanza, come il denaro nei suoi usi e nelle varie forme – afferma Matteo Cidda, Responsabile Comunicazione di Banco BPM, che ha partecipato alla realizzazione dell’installazione – Abbiamo quindi accolto con entusiasmo la possibilità di collaborare con l’Università IULM per la realizzazione della mostra Cash Cash Money Money, capace di collocare in una dimensione artistica e creativa quello che, comunemente, rappresenta per tutti e non solo per le banche, un vissuto quotidiano: il denaro. L’arte, in tutte le sue forme ed espressioni, costituisce infatti una delle più potenti e accessibili forme di comunicazione, in grado di coinvolgere in maniera immediata ogni singola persona e attrarre al contempo un vasto pubblico”.

 

“Arte e denaro sono sempre stati in stretta relazione – spiega il professor Leonardo Capano, docente di Iconografia e iconologia e di Turismo e patrimonio artistico alla IULM, nonché consulente storico per l’allestimento di Cash Cash Money Money – Fin dall’epoca greco-romana, il denaro è presente in una quantità di temi e soggetti, sia dipinti che scolpiti, ed è sempre servito a produrre opere d’arte. A partire dalla fine del XX secolo, il denaro ha progressivamente assunto il ruolo di solido – se non unico – fondamento del valore artistico, tanto che i milioni di euro, sterline o dollari pagati per un’opera sono l’aspetto che oggi fa più notizia. Arte e denaro si coniugano, inoltre, sulle facciate di banconote e monete: il patrimonio artistico ha costituito un repertorio imprescindibile cui ogni paese ha attinto per rappresentare se stesso attraverso il proprio denaro, che non è inteso solo come un mezzo che regola l’economia, ma anche come un elemento di comunicazione e scambio culturale. Monete e banconote possono essere considerate una sorta di biglietto da visita di una nazione: in Italia le banconote da centomila lire erano dedicate alle opere di Caravaggio, le cinquanta a quelle di Bernini, le ventimila a quelle di Tiziano e così via. Oggi, gli euro coniati in Italia offrono un campionario significativo di monumenti e opere d’arte: da Castel del Monte sul centesimo alla Mole Antonelliana sui due centesimi. Una scelta di immagini eloquente che, oltre a sottolineare la continuità con la tradizione iconografica pre-euro, rimarca la forte identità storico-artistica e culturale del nostro Paese. Le monete cambiano, le opere d’arte restano”, conclude Capano.

 

Orari di visita: dal lunedì al venerdì 9.30-18.00 fino al 13 dicembre 2019 (venerdì 1° novembre chiuso).

 

L’Università IULM ringrazia:

Banco BPM

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e inoltre Pellegrini spa

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