In My Place e Ladies Body Show, due spettacoli al Teatro Litta, regia di Silvia Gribaudi.

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Dal 15 al 18 novembre presso il Teatro Litta di Milano saranno in scena due spettacoli della compagnia teatrale Qui e Ora con la regia di Silvia Gribaudi.

Due lavori che hanno in comune un’attenzione alla narrazione del corpo nella società di oggi e un’acutezza ironica dello sguardo. La regia è della coreografa e regista di fama internazionale Silvia Gribaudi, che fa muovere sulla scena Francesca Albanese, Silvia Baldini e Laura Valli, della Compagnia Qui e Ora, anche produttrice e ideatrice dei due spettacoli.

Al centro di entrambi i lavori è il corpo, indagato attraverso il cortocircuito tra la sua immagine artefatta e la realtà incoerente della quotidianità.

 

In My Place si guarda all’intimità del corpo come casa e in Ladies Body Show gli stessi corpi vengono mostrati e esposti all’interno di un gioco che impone un giudizio e una scelta.

Gli spettacoli creano un dialogo attivo con il pubblico dando spazio e tempo per riflettere su come viviamo il nostro corpo e su come scegliamo cosa guardare.

I tre corpi in scena esistono e combattono per dichiarare di essere così come sono.

L’ironia e l’umorismo sono la chiave con cui entrambi i lavori provocano una relazione empatica tra performer e pubblico, costruendo un ritmo drammaturgico e coreografico che destruttura gli stereotipi. Silvia Gribaudi

MTM Teatro Litta –  dal 15 al 16 novembre 2022

MY PLACE – il corpo e la casa

ricerca materiali Francesca Albanese, Silvia Baldini, Silvia Gribaudi, Laura Valli

con Francesca Albanese, Silvia Baldini e Laura Valli

regia Silvia Gribaudi

 

assistente alla regia Roberto Riseri

disegno luci Silvia Gribaudi e Domenico Cicchetti

technical care Paolo Tizianel

foto Michela Di Savino

 

un progetto di Qui e Ora Residenza Teatrale

 

In scena tre corpi nudi – o meglio in biancheria intima – volutamente messi in evidenza: masse corporee vive e non censurate, vere e ben diverse da quelle che ancora oggi siamo abituati a vedere in mostra sui giornali, su internet, in televisione. Tre donne non più giovani ma non ancora vecchie, certamente non perfette.

 

Ma belle. Perché autentiche. E disposte, in uno show surreale, ad offrirsi al pubblico per quello che sono, corpi senza casa né spazio, sfrattate dal proprio io, lanciate a inseguire, divorare e moltiplicare le proprie ombre. Con passo leggero e sguardo ironico e tragicomico sul femminile. Il corpo – casa è l’immaginario intorno a cui si sviluppa il lavoro di scena, da quel luogo le attrici partono per svelare momenti di fragilità e di bellezza, per restituire spaccati di intimità, per disvelare un posto segreto, un luogo fisico o uno spazio dentro di noi, comunque territorio della visione.

 

Poche parole, quadri visivi, corpi in movimento.

Un racconto fisico che va a indagare i luoghi dell’intimo.

 

Ci sono corpi che sono case, che sono strade, che sono danze e poi c’è un posto, il mio posto o meglio My Place. Tre donne in mutande e reggiseno. Il corpo e la casa. Il contenuto e il contenitore. Io, tu e lo spazio attorno. Tre corpi-rifugio che risplendono di normalità, corpi appesantiti dagli anni, alleggeriti dalla bellezza del gesto delle mani e dei piedi e delle scarpe. Smascherato il corpo, My Place ci chiede di rallentare la corsa. Da vedere, a qualsiasi costo. Gabriella Ballarini, Q CODE MAG

 

Albanese, Baldini e Valli si inseriscono come ulteriori edifici – di carne e sogni – nello skyline della città. In una drammaturgia che alterna sequenze di puro movimento a frammenti in prosa, nei quali sono declinati gli infiniti e personali significati attribuibili al concetto di my place, le donne conquistano quella fiducia che le può portare a giocare con il pubblico, a lasciarsi cadere tra le braccia di sconosciuti spettatori. Le file di sedie, le quinte nere, i rettangoli di luce sagomata si tramutano così in un’abitazione accogliente: e vecchie parole – moglie, madre, casa, donna – acquisiscono una nuova, necessaria semantica. Alessandro Iachino, Teatro & Critica

MTM Teatro Litta –  dal 17 al 18 novembre 2022

LADIES BODY SHOW

ricerca materiali Francesca Albanese, Silvia Baldini, Silvia Gribaudi, Laura Valli
con Francesca Albanese, Silvia Baldini, Laura Valli
regia Silvia Gribaudi, Matteo Maffesanti
collaborazione drammaturgica Marta Dalla Via

luci Paolo Tizianel
produzione Qui e Ora Residenza Teatrale e Zebra

in collaborazione con Festival Teatri di Vetro, Teatro del Lido di Ostia, Festival Il giardino delle Esperidi, Cross Festival con il sostegno del MIC
spettacolo selezionato per NEXT2020 – Laboratorio delle idee per la produzione e la distribuzione dello spettacolo dal vivo – progetto di Regione Lombardia e Fondazione Cariplo

 

Il corpo e la consapevolezza di come scegliamo sono al centro di questa performance dall’ironia dissacrante, che invita a un esercizio di ribaltamento della prospettiva. Corpo come carne, guardato, massacrato, giudicato, abbandonato, ricostruito, accettato o allontanato.

Una carne, quella dell’essere umano, sempre sotto un giudizio pesante, capace di limitare o esaltare. Ma come selezioniamo le cose e le persone che ci circondano? Quanto siamo influenzati dalle immagini? Dagli stereotipi? Quanto vale un corpo? Possiamo attuare una nostra personale rivoluzione.

Le stralunate e strabuzzanti Silvia Baldini, Francesca Albanese e Laura Valli ci inondano del loro entusiasmo. Iniettano la loro energia nel caustico “Ladies Body Show”, spettacolo intelligente con la regia di un’altra matta e mattatrice della scena, quella Silvia Gribaudi fresca di Premio Hystrio capace di dare a ogni corpo la propria voce, a ogni centimetro di tessuto adiposo la propria forza drammaturgica. “Ladies Body Show” con le sue domande tormentone su bellezza e femminilità, arte e creatività, potere e denaro, è una zaffata d’umorismo applicato ai linguaggi del corpo.
Vincenzo Sardelli, KLP

 

Una sorta di passerella di moda, o meglio di modi e luoghi comuni, in cui il peso di un giudizio precostituito, e talora alienante fino alla dissociazione irresolubile tra successo e fallimento (sociale), si dissolve man mano nella risata liberatoria che è una riflessione comunque profonda su quello che siamo. Maria Dolores Pesce, dramma.it


Attraverso l’involucro si stabilisce spesso successo e fallimento di un’azione, una richiesta, un atto d’amore, un’impresa. E noi che giudichiamo, chi siamo? Merce e consumatori insieme in un sistema neoliberista che valuta attraverso la confezione e con modalità esclusivamente quantificanti il successo di un prodotto indipendentemente dalla sua reale qualità intrinseca.(…) Esporsi senza paura allo sguardo può parere un atto sconsiderato, esibizionista, ma si può anche dimostrare un gesto di coraggio pur nella coscienza che non si sfugge a un sistema cannibalistico in cui anche la ribellione diventa spettacolo. Enrico Pastore, Il Pickwick

Qui e Ora è una compagnia di produzione costituita da artiste provenienti da esperienze diverse ma accomunate da una stessa visione poetica. Lavora su drammaturgia autografa e ama confrontarsi e collaborare con altri artisti e artiste per dare vita alle proprie opere, in un meticciamento di linguaggi e visioni. Nasce nel 2007 sul territorio della provincia di Bergamo con il progetto Être – Esperienze Teatrali di Residenza, opera in ambito nazionale e internazionale con produzione di spettacoli, organizzazione di rassegne, curatela di laboratori. Qui e Ora è teatro che parla del presente, che prova a costruire immaginari collettivi e dare forza alle contraddizioni con uno sguardo ironico. www.quieoraresidenzateatrale.it

Silvia Gribaudi, coreografa italiana attiva nelle arti performative. Dal 2004 focalizza la propria ricerca artistica sull’impatto sociale del corpo, mettendo al centro del linguaggio coreografico la comicità e la relazione tra spettatore e performer. Premio Giovane Danza D’Autore con A corpo libero (2009), finalista Premio UBU come migliore spettacolo di danza e finalista Premio Rete Critica con R.OSA (2017), Premio CollaborAction#4 2018-2019, finalista Premio Rete Critica 2019, Premio DANZA&DANZA 2019 come miglior produzione Italiana con Graces e Premio Hystrio Corpo a Corpo 2021