Diversi da prima Un libro sul dopo Covid-19 a cura di Valentina Calzavara e Daniele Ferrazza, prefazione di Dacia Maraini.

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Che ne sarà di noi, dell’Italia, dell’Europa dopo il lungo periodo di lockdown? Se lo sono chiesto gli autori Valentina Calzavara e Daniele Ferrazza che, a quattro mani, hanno scritto un libro per indagare sul futuro dell’Europa, delle relazioni interpersonali, della scienza e della ricerca, della spiritualità, della politica, del lavoro. Attraverso una serie di dialoghi, gli autori provano a intuire gli scenari che ci aspettano.

Qualcuno è tornato a parlare di ricostruzione come nell’Italia del dopoguerra. La pausa del virus ha innescato una transizione, fors’anche una frattura con il passato. Trascorso il tempo della sospensione, che ha messo a dura prova le nostre vite, le imprese e le comunità, come si può trasformare il domani in un’opportunità di crescita per tutti? Quale il ruolo dei giovani nel disegnarlo? E con quali strumenti?

Il libro Diversi da Prima, pubblicato da Helvetia Editrice per la collana di saggistica Nuovi Territori, coglie l’occasione di confrontarsi con alcuni dei protagonisti più innovativi e avanzati del nostro Paese, spesso voci critiche e fuori dal coro, capaci di indicare una prospettiva.

L’arcivescovo Vincenzo Paglia, il sindacalista eretico Marco Bentivogli, lo scrittore Paolo Cognetti, lo scienziato Silvio Garattini, l’olimpionica Sara Simeoni, l’europeista Silvia Costa, la sessuologa Alessandra Graziottin, l’autore Roberto Ferrucci, il re della televisione Pippo Baudo. Riflettendo insieme a loro di Ambiente, Religione, Lavoro, Scienza, Politica, Europa, Media, Amore, Sport e Letteratura ne esce una piccola bussola per fare rotta nel futuro. 

Nella presentazione di Dacia Maraini l’Elogio alla lentezza: “Secondo me è molto importante imparare qualcosa da questo disastro. Ci deve servire da lezione, prima di tutto per capire meglio le cose che davamo per scontate: l’importanza della libertà di movimento, la frequentazione degli amici, la presenza degli affetti, il rapporto con gli altri, il semplice gesto di stringersi una mano, di abbracciarsi, di baciarsi”. Con lo sguardo proteso al futuro, Dacia Maraini esorta a concedersi già oggi la padronanza del tempo: “Un momento di calma, di riflessione su quello che veramente conta nella vita, un momento di resa alla lentezza, alla meditazione, all’autoanalisi non ci starebbe male”.

Il libro Diversi da prima è ora disponibile in tutte le librerie d’Italia, è ordinabile online e in formato e-book.

Codice Isbn: 978-88-95215-78-5         Editore: Helvetia Editrice/collana Nuovi Territori

Valentina Calzavara: Nata a Padova nel 1987, giornalista professionista, scrive per i quotidiani veneti del Gruppo GEDI in particolare La Tribuna di Treviso. Per Grazia (Mondadori) ha documentato il Nicaragua. I suoi servizi sono stati pubblicati da diverse testate cartacee e online tra le quali: La Repubblica, La Stampa, Il Giornale, Gli Occhi della Guerra-Inside Over. Nel 2017 ha vinto il “Premio internazionale di giornalismo Cristiana Matano” a Lampedusa.

Daniele Ferrazza: Nato ad Asolo nel 1968, giornalista professionista, è capocronista alla Nuova Venezia. Ha collaborato con Affari & Finanza di Repubblica e il Venerdì. È stato assessore alla cultura e sindaco di Asolo. Ha pubblicato, su Nordesteuropa.it, una serie di reportage sulle principali arterie delle Venezie, da cui è nato il libro Statale undici: le strade che hanno fatto il Nordest (Marsilio). Nel 2013 ha vinto la targa del Presidente della Repubblica al “Premio cronista dell’anno”.

 

Per info. www.edizionihelvetia.it

Diversi da prima: un breve riassunto delle conversazioni sul dopo-Covid:

 

Ad aprire la serie dei colloqui-intervista con gli autori, lo scrittore Paolo Cognetti (premio Strega) che indaga la sua “vocazione minoritaria” nel guardare l’inverso e quindi a Ovest. Durante il Covid la natura ha riconquistato lo spazio della città, nasceranno nuove architetture. Lo scrittore immagina megalopoli ben progettate, capaci di ridurre i consumi individuali e i rifiuti di un’umanità che arriverà a contare 10 miliardi di abitanti sul pianeta entro il 2050.

Lo scienziato Silvio Garattini, presidente dell’Istituto di Ricerche Farmacologiche Mario Negri di Milano, prescrive una cura da cavallo al “paziente Italia” e lancia la ricetta di una sanità pubblica integrata con una sanità privata no profit, guardando al fine della “universalità ed equità” della salute e dell’accesso alla cura. Presupposto fondamentale del progresso e quindi del benessere della popolazione, non potrà che essere la ricerca scientifica.

È nella metafora del calabrone, capace di volare sfidando le leggi della fisica, che si ritrova l’ultima intervista di Marco Bentivogli da segretario generale della Federazione dei Metalmeccanici della Cisl, un tempo erano le tute blu. Nella sua visione di fabbrica del futuro intravede la necessità di cambiare l’armamentario degli strumenti produttivi del nostro Paese eleggendo il lavoro come “epicentro” di “tre grandi trasformazioni epocali dettate dalla tecnologia, dai cambiamenti climatici e dalla demografia”.

In tv sono tornate le giraffe, Pippo Baudo, epigono di quella scuola di conduttori che sapeva destreggiarsi tra intrattenimento e comicità, profondo conoscitore dei media e padre del mezzo televisivo, prova a immaginare i palinsesti senza la “benzina” del pubblico, il selfie (quale moderno autografo) a distanza con il proprio idolo. Baudo riflette sul cambio di paradigma nella fruizione della cultura non senza timore per un mondo dello spettacolo precario per natura.

Monsignor Vincenzo Paglia, presidente della Pontificia Accademia per la Vita, rievoca l’immagine di Papa Francesco in una piazza San Pietro deserta e sottolinea il valore della “fraternità-il prendersi cura- quale nuova frontiera della Chiesa di domani” chiamata a farsi prossima al prossimo e impegnata nella elaborazione della sofferenza e dei lutti che la pandemia ha trascinato con sé.

Pettorale numero 92, Sara Simeoni, saltatrice in alto e primatista mondiale, intravede nel periodo post-pandemico un’occasione per riequilibrare lo sport attraverso una migliore distribuzione delle sponsorizzazioni fino ad oggi appannaggio quasi esclusivo del calcio, un maggiore riconoscimento del professionismo e l’avvio di un massiccio programma di rilancio dell’attività fisica nelle scuole come base della salute delle nuove generazioni.

Silvia Costa, già europarlamentare e oggi Commissario straordinario del Governo per il recupero dell’ex carcere borbonico sull’isola di Ventotene, tratteggia la sua “lezione del limite”, rileva l’illusorietà del sovranismo, invoca per l’Italia politiche di workfare che sostengano le famiglie e l’occupazione, e affida ai giovani “euroimpazienti” il compito di ridare slancio all’Europa e all’originario patto di solidarietà.

Torneranno i baci? Alessandra Graziottin, direttore del centro di Ginecologia e Sessuologia Medica dell’H. San Raffaele di Milano, suggerisce alla impossibilità del bacio e dell’abbraccio, nonché alla diffidenza o alla sfrontatezza del contatto che la paura del contagio può generare, una terza via: fatta di dolcezza, attenzione verso l’altro, empatia, una sorta di “bagno di dolci parole” capaci di accorciare le distanze.

Allo scrittore Roberto Ferrucci, il compito di trovare le parole che la Letteratura adopererà nel dopo, per calarsi nell’attualità e volare con la fantasia. Un dialogo sul ruolo degli intellettuali, sulla libertà e sul potere salvifico della cultura e della conoscenza. Il tutto sullo sfondo di una Venezia che ha l’opportunità di cambiare il suo modello turistico trovando nuove formule per salvare la sua bellezza.

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