Al centro della discussione le norme che permettono di trasportare d’urgenza un animale ferito e alle ambulanze veterinarie di usare sirena e lampeggiante. Il MIT: il decreto del 2012 resta in vigore. L’associazione chiede comunque di scriverlo nel nuovo testo prima del voto finale.
Chi trova un cane investito sul ciglio della strada e lo carica in auto per portarlo di corsa dal veterinario potrà ancora farlo con le stesse tutele previste per chi soccorre una persona? È la domanda al centro del confronto, nei giorni scorsi, tra la LAV e il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti sulla riforma del Codice della Strada, il cui schema è all’esame del Parlamento.
L’allarme della LAV
La Lega Anti Vivisezione ha analizzato lo schema di riforma approvato dal Governo e trasmesso alle Camere, segnalando che il nuovo articolo 35 non riprende una parte dell’attuale articolo 177 del Codice, quella che regola la circolazione dei veicoli in stato di necessità anche quando a bordo c’è un animale in gravi condizioni. Una tutela introdotta nel 2010 e resa operativa da un decreto attuativo del 2012.
L’associazione ha sollevato anche un secondo punto: tra i soggetti autorizzati a usare sirena e lampeggiante sulle ambulanze per animali non risulterebbero indicati i veterinari liberi professionisti, mentre restano quelli degli enti pubblici e delle associazioni. Un errore, ha scritto la LAV, «speriamo solo materiale».
In un video pubblicato su Instagram, il presidente della LAV Gianluca Felicetti si è rivolto direttamente al ministro Matteo Salvini, chiedendo che, al di là della smentita, il testo venga modificato prima del voto finale per garantire nero su bianco ciò che è in vigore dal 2010.
La risposta del Ministero
Il MIT ha replicato con una nota il 27 ottobre. Secondo il Ministero, nel nuovo Codice non è prevista alcuna cancellazione dello stato di necessità per il soccorso degli animali, né delle disposizioni sull’uso di sirene e lampeggianti da parte delle ambulanze veterinarie autorizzate. La materia, spiega la nota, è disciplinata dal decreto ministeriale n. 217 del 9 ottobre 2012, che resta valido ed efficace anche con il nuovo Codice, come stabilito dall’articolo 289, comma 2, dello schema all’esame del Parlamento.
Il decreto, prosegue il Ministero, continua a disciplinare il trasporto d’urgenza degli animali in gravi condizioni di salute, anche quando effettuato da privati, e l’impiego dei dispositivi di emergenza da parte delle ambulanze veterinarie autorizzate, comprese quelle delle strutture private, nei casi e alle condizioni previste. La mancata riproduzione di alcune disposizioni nel nuovo testo, secondo il MIT, risponde a un’esigenza di semplificazione normativa e non comporta l’eliminazione delle tutele.
Lo stesso messaggio è stato rilanciato sui profili social del Ministero, con una serie di grafiche intitolata «Soccorso animali: nessuna tutela cancellata». Vi si legge che chi trasporta feriti o ammalati gravi con la propria auto può usare il clacson anche dove è vietato, nei casi di necessità, «senza distinzioni per gli amici animali», e che ambulanze veterinarie e veicoli di protezione animale, anche delle strutture private, possono usare sirena e lampeggiante blu quando trasportano animali in stato di necessità.
Cosa prevede oggi la norma
Il percorso era iniziato nell’estate del 2010, quando la riforma del Codice della Strada introdusse l’obbligo di fermarsi in caso di incidente con un animale ed equiparò il trasporto urgente di un animale ferito a quello di una persona. Il decreto attuativo, il n. 217 del 2012, è stato pubblicato in Gazzetta Ufficiale nel dicembre di quell’anno. Fissa tra l’altro le caratteristiche delle autoambulanze veterinarie, prevede che lo stato di necessità dell’intervento possa essere certificato da un veterinario anche successivamente, e indica le condizioni che lo giustificano, tra cui traumi gravi, ferite aperte, emorragie e convulsioni.
Cosa cambia per chi soccorre un animale
Allo stato attuale, sulla base della posizione ufficiale del Ministero, nulla cambia: le regole del 2012 restano in vigore. Resta però aperta la questione sollevata dalla LAV, cioè se sia sufficiente il rinvio al vecchio decreto o se le tutele debbano essere scritte esplicitamente nel nuovo Codice, e se i veterinari liberi professionisti debbano essere inseriti tra gli autorizzati a usare sirena e lampeggiante. La risposta arriverà dal testo definitivo della riforma, ancora in discussione in Parlamento.
Per chi si trova a soccorrere un animale ferito, i consigli restano quelli di sempre: mettere in sicurezza la propria persona e il luogo dell’incidente, chiamare i soccorsi o raggiungere il più vicino ambulatorio o ospedale veterinario, preferibilmente avvisando per telefono, e chiedere al veterinario la certificazione delle condizioni dell’animale.
a cura di fidoefelix.com, il magazine dedicato al mondo animale











































