Festival IL TEATRO SULL’ACQUA ARONA 3-8 settembre 2019 Rendere possibile l’inaspettato Direzione artistica Dacia Maraini.

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Arona, città di teatro sul lago Maggiore, si prepara ad accogliere la IX edizione del festival “Il Teatro sull’Acqua”, diretto da Dacia Maraini, in programma dal 3 all’8 settembre, un evento che si colloca ormai tra i più interessanti nel panorama dei festival culturali italiani. Il Tema di questa nuova edizione è la Poesia.
“Sarà un grande concerto disperso per la città, i cui suoni si rifletteranno sull’acqua del lago, per tornare verso terra arricchite di echi profonde”. Dacia Maraini

L’UNICITÀ DI QUESTO FESTIVAL
Qui nel 2011 ad Arona, tredicimila abitanti, un lungo litorale che si affaccia sul lago Maggiore, sponda piemontese, terra natale di San Carlo Borromeo, da un’idea di Dacia Maraini e Luca Petruzzelli è nato il festival di teatro che utilizza l’acqua come palcoscenico e come edificio teatrale l’antico porto di Arona, una sorta di anfiteatro naturale, con la rampa di alaggio trasformata in platea e l’acqua quieta del lago in palcoscenico. (A scanso di equivoci dettati dall’immaginario comune il palco de Il teatro sull’acqua è l’acqua in senso stretto, non è una piattaforma galleggiante). Cosi accade che la graticcia di questo palco sia sul fondo del lago (una rete di zavorre, contrappesi, catene e cime), che ai sub venga chiesto di improvvisarsi macchinisti teatrali (nuot-attori) oppure ai rematori locali di creare delle coreografie sull’acqua con le loro barche come dei veri e propri danzatori (rem-attori). Circa 150 volontari, dai 15 ai 99 anni, ogni anno si attivano per portare a termine questa impresa. La stessa città si trasforma in un teatro diffuso. Il porto diventa un palco e una platea, la piazza del porto si trasforma in foyer, le stanza dell’hotel Florida in camerini, le sale del Municipio in sale prove, la casa di una giovane volontaria in sartoria, alcuni amici del festival in taxisti, alcune case in B&B per gli artisti, il vigile, il fabbro, il postino e tanti altri in comparse o addirittura figurazioni speciali, un ristorante in refettorio gratuito per gli artisti (e gratuito non è un refuso).

ARONA, CITTÀ DI “NATIVI TEATRALI”
Nell’era dell’innovazione tecnologica, dei nativi digitali, ad Arona si è deciso di investire proprio da quel 2011, in un progetto sociale e culturale chiamato NATIVI TEATRALI, di cui il Festival è la punta dell’iceberg.
Un progetto culturale strettamente connesso all’identità e alla storia della città, che ha consentito di creare un percorso culturale che accompagna questa comunità nel proprio percorso di crescita.
Il percorso è semplice: i nuovi nati in Arona all’età di tre anni iniziano a frequentare le stagioni teatrali insieme alle famiglie e ai propri insegnanti usufruendo di un’offerta culturale composta da una decina di spettacoli per giovani e giovanissimi, sino all’età di circa 14 anni. Poi, si diventa volontari del Festival con l’Alternanza Scuola-Lavoro e se proprio ti piace questa cosa che si chiama Teatro puoi diventare socio del festival che è la punta dell’iceberg di questo progetto culturale, e trasformarti in un vero e proprio operatore culturale e addirittura imparare un mestiere: direttore di scena, aiuto regista, addetto alla logistica, all’ospitalità. C’è bisogno di tante braccia e tante menti per portar avanti questo progetto, ogni anno. Oppure ci si trasforma in spettatori delle nuove edizioni del festival per poi magari allontanarsi un po’ da questo mondo perche si fa famiglia, arriva il lavoro, il tempo è poco. Ma guadagnata l’indipendenza economica e avendo una casa, qui si usa cimentarsi come “Direttore Artistico per una notte” aprendola alle performance della stagione TeatroXcasa, spettacoli teatrali pensati per entrare nel salotto di casa tua. E poi? Si ricomincia ogni anno, con le nuove generazioni di “nativi teatrali”.

 

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