Alla Scala il Don Pasquale di Donizetti

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Italian Chief conductor of the Gewandhausorchester Riccardo Chailly during italian tv show on Rai 3: 'Che tempo che fa' on the occasion of an interview with the Italian Television Presenter Fabio Fazio, Milan, 9 April 2017. ANSA/ FLAVIO LOSCALZO

Vedranno una Roma in bianco e nero, quella dei film anni ’50/’60, perfino l’Aurelia del ‘Sorpasso’, gli spettatori che si recheranno alla Scala martedì 3 aprile per assistere alla prima del ‘Don Pasquale’ di Gaetano Donizetti, nel nuovo allestimento diretto da Riccardo Chailly con la regia di Davide Livermore e una compagnia di canto con Ambrogio Maestri, Rosa Feola, René Barbera, Mattia Olivieri e Andrea Porta. Costumi di Gianluca Falaschi, luci di Nicolas Bovey, Video design D-Wok.
Un’opera voluta da Chailly, in scena per 9 recite, fino al 4 maggio. Un Don Pasquale che il direttore musicale scaligero propone in una versione integrale che non esita a definire “un Falstaff ante litteram”, rilevando come Verdi abbia studiato il personaggio principale dell’opera di Donizetti per modellare il suo protagonista. “Non è un caso – spiega Chailly – se le tre note finali dell’opera verdiana sono le stesse del terzo atto dell’opera di Donizetti, quando Don Pasquale scopre l’intrigo ai suoi danni”.

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