Riforma fiscale, i commercialisti chiedono chiarezza.

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Si è svolto ieri, all’Hotel Melià di Milano, il convegno “Quale Riforma fiscale? Dalla Legge Delega alla trincea. Opinioni a confronto. I tecnici incontrano la politica”, organizzato dal Centro Studi ODCEC di Milano. Il convegno è stato trasmesso, in contemporanea, via streaming sulla Piattaforma MTeams.
«È un appuntamento volto a favorire un dialogo costruttivo tra i tecnici e la politica su alcuni aspetti del disegno di Legge Delega sulla riforma fiscale», dichiara Marcella Caradonna Presidente dei Commercialisti Milano
«Siamo infatti prossimi a un riordino del nostro ordinamento tributario ed è sentita l’esigenza di un quadro di riferimento con regole certe a vantaggio sia dello Stato sia dei contribuenti, tenendo in debito conto gli aspetti applicativi delle norme al fine di semplificare la compliance fiscale».
«L’attuale sistema fiscale è troppo complesso, confuso e, conseguentemente, di difficile interpretazione, che non rende il nostro Paese competitivo e nemmeno attrattivo per gli investitori esteri», prosegue Alessandro Savorana, Coordinatore del Centro Studi di ODCEC Milano, «Un sistema estremamente stratificato e articolato per tematiche, che impone un costante impegno di aggiornamento tecnico, e spesso si traduce in una “rincorsa” affannata, visto il profluvio di leggi, regolamenti e documenti di prassi che vengono emanati, generando incertezze che gravavo sull’operatività sia quotidiana sia prospettica, e che si riflettono a specchio nei giudizi di merito e di legittimità». All’evento ha partecipato anche Alessandro Spada, Presidente di Assolombarda che dichiara: «Il Governo ha indicato fra i suoi obiettivi, concordati con l’Unione Europea nell’ambito del PNRR, la riforma del fisco. Una missione di altissimo valore, il nodo che prima di ogni altro definisce il rapporto tra imprese e Stato. In questa direzione, quel che noi ci attendiamo sono leggi stabili nel tempo. Si tratta di una questione di metodo: continuare a lavorare con leggi che cambiano di anno in anno e valgono fino alla successiva Legge di Bilancio è la difficoltà maggiore che abbiamo, in tutte le attività. Da un punto di vista sostanziale, invece, sono almeno due le istanze che portiamo all’attenzione dei decisori pubblici. Innanzitutto, sarebbe opportuno ampliare le possibilità di utilizzo delle perdite fiscali introducendo il meccanismo del ‘carry back’ come già avviene in Francia, Germania, Olanda e Regno Unito e che anche l’Europa sollecita. E poi è fondamentale la revisione dei limiti attualmente vigenti in tema di deducibilità degli interessi passivi e consentirne la piena rilevanza tributaria per le società non facenti parte di gruppi. Semplificazione, chiarezza e certezza sono gli assi portanti sui cui è necessario lavorare in squadra per avere un fisco capace di essere leva reale di crescita e sviluppo delle imprese e della società», ha concluso Alessandro Spada.
«Serve dunque un nuovo “fisco” per ridare slancio alle imprese, ai professionisti e ai cittadini, attrarre e sostenere investimenti e occupazione, che faccia perno sulla certezza del diritto, ma altresì improntato al riconoscimento di un principio di parità dei diritti tra Stato e contribuenti», conclude Marcella Caradonna.
L’incontro, suddiviso in due tavole rotonde, moderate dalla Dott.ssa Maria Carla De Cesari, è stato denso di approfondimenti per la presenza tra i relatori della Senatrice Donatella Conzatti, dell’Onorevole Alberto Gusmeroli, di Guido Marzorati – Direttore Settore Fisco e diritto d’Impresa Assolombarda, del Dott. Marco Piazza – Centro Studi Odcec Milano, del Dott. Giacomo Ricotti – Head of Tax Department Banca d’Italia, di Dario Deotto – Studio Deotto, Lovecchio & Partners, di Livia Salvini – Professore Ordinario di Diritto Tributario Luiss Guido Carli University, del Senatore Andrea de Bertoldi e del Senatore Emiliano Fenu.