Secondo le stime citate da Bloomberg e UBS, la spesa in conto capitale per l’intelligenza artificiale potrebbe salire dai 488 miliardi di dollari del 2025 a 1.200 miliardi nel 2027. A Milano il confronto su banche, wealth management e fiducia dei clienti.
Gli investimenti globali in conto capitale nell’intelligenza artificiale sono stimati a 900 miliardi di dollari nel 2026, dopo i 488 miliardi del 2025. Per il 2027 la previsione arriva a 1.200 miliardi. Le stime di Bloomberg e UBS, aggiornate ad agosto 2026, descrivono la portata della trasformazione in corso, che coinvolge anche il settore bancario.
Secondo una ricerca Ipsos Doxa, il 62% degli italiani ritiene che prodotti e servizi basati sull’intelligenza artificiale cambieranno profondamente la propria vita nei prossimi tre-cinque anni. Per le banche la sfida è capire come tradurre questa evoluzione in maggiore produttività, servizi più efficaci e relazioni di fiducia con i clienti.
Questi temi sono stati al centro della 19ª edizione di Forum Banca, ideata e organizzata da iKN Italy, che si è svolta il 6 ottobre al Superstudio Più di Milano. La giornata ha riunito esponenti del settore bancario e finanziario per discutere di innovazione, consulenza, gestione patrimoniale e trasformazione digitale.
AI e mercati, tra investimenti e nuove pressioni finanziarie
Ad aprire i lavori è stato Matteo Ramenghi, Chief Investment Officer di UBS WM Italy, con un’analisi delle forze che orientano crescita e mercati. Gli investimenti in intelligenza artificiale, semiconduttori e data center sostengono l’attività economica. Allo stesso tempo, l’aumento del debito pubblico e della domanda di capitali esercita pressioni sul mercato obbligazionario, mentre le tensioni geopolitiche influenzano petrolio, inflazione e rendimenti.
Nell’analisi presentata a Forum Banca, le valutazioni azionarie sono state definite impegnative ma non estreme, sostenute da una crescita degli utili che coinvolge un numero più ampio di settori.
Banche e intelligenza artificiale: il valore della supervisione umana
La plenaria di apertura ha affrontato il rapporto tra automazione e competenze umane. Nel confronto, moderato da Sebastiano Barisoni, vicedirettore esecutivo di Radio 24 – Il Sole 24 Ore, è emersa la necessità di stabilire quali attività possano essere delegate agli algoritmi e quali richiedano il giudizio delle persone.
Alla tavola rotonda hanno partecipato Alessandro Barardi, Chief AI Officer di UniCredit; Marco Ditta, Group Head Data & Artificial Intelligence Officer di Intesa Sanpaolo; Adolfo Pellegrino, Chief Innovation Officer di Banco BPM Group; e Andrea Tessera, Managing Director – Direzione Digital Banking di Banca Sella, insieme ai contributi di Cedacri e CAST.
Il confronto ha toccato il ruolo dell’AI nel supporto ai consulenti, la responsabilità delle decisioni e la formazione delle nuove generazioni. Per governare il cambiamento, sono state indicate come essenziali la conoscenza dei processi aziendali, le competenze tecniche e la capacità di valutare criticamente le informazioni.
Il tema della produttività è stato approfondito da Stefano Chiarlone, Head of Finance Italy di UniCredit; Alessandro Decio, amministratore delegato di IBL Banca; e Roberto Nicastro, presidente e cofondatore di Banca AideXa, con la partecipazione di Namirial, Euronovate Group e Stripe. Qualità dei dati, revisione dei processi e misurazione dei risultati sono stati indicati come passaggi necessari per trasformare gli investimenti tecnologici in valore.
Wealth management, l’AI a supporto della consulenza
Il wealth management è stato al centro della sessione plenaria “La battaglia per il cliente private nell’era delle piattaforme e come creare valore nel wealth management con l’AI”, moderata da Pier Emilio Gadda, direttore e fondatore di The Signal Media.
Alberto Lionello Martini, Head of Wealth Management di Banca Mediolanum; Renato Miraglia, Head of Wealth Management & Private Banking Italy di UniCredit; e Gianluca Serafini, condirettore generale di Fideuram – Intesa Sanpaolo Private Banking, hanno discusso dell’intelligenza artificiale come strumento di supporto per il banker.
La tecnologia può contribuire a costruire una consulenza più vicina ai bisogni, agli obiettivi e alle diverse fasi della vita dell’investitore. Il tempo liberato da alcune attività operative può così essere dedicato alla relazione con il cliente e alla gestione delle esigenze patrimoniali più complesse.
Il percorso Personalized Wealth Management for High-net-worth ha ampliato il confronto con Paolo Tenderini, Chief Group Wealth Management & Private Banking di Banca Finint; Antonio Di Feo, Head of IT Financial Services, Wealth Management and BankInsurance di Crédit Agricole Group Solutions; e Marco Zaffaroni, COO – Direzione Centrale Operations di Mediobanca Premier. Tra gli argomenti affrontati, la possibilità di estendere la capacità di servizio mantenendo qualità ed esclusività della relazione professionale.
Pagamenti, cybersecurity e servizi digitali
I diversi percorsi di Forum Banca hanno approfondito anche le applicazioni dell’AI nei processi operativi e di controllo, nella gestione dei crediti deteriorati e nella personalizzazione del digital banking. Spazio inoltre alla cybersecurity, alla resilienza alle minacce quantistiche, ai pagamenti, all’euro digitale, all’identità digitale, all’antiriciclaggio, alla compliance e alla gestione del rischio.
Sul Banking Innovation Stage, esperienze internazionali hanno esteso il dibattito all’accesso digitale ai private market, all’impiego dell’AI nel reporting ESG e alla prevenzione delle frodi.
Fiducia dei clienti: solo il 7% seguirebbe un consiglio finanziario dell’AI
Nel corso dell’evento Christian Jan Jaures Setti, Head of Enterprise di Trustpilot, ha presentato una ricerca realizzata da RWB – Research Without Barriers su 1.011 adulti italiani.
Dallo studio emerge che il 13% utilizza strumenti di intelligenza artificiale per informarsi su banche e risparmio. Il 33% si rivolge a un consulente finanziario, mentre il 24% consulta le recensioni online.
Di fronte a un servizio finanziario o a un consulente suggerito dall’AI, il 30% degli intervistati leggerebbe le recensioni e il 29% cercherebbe conferme sul sito della banca. Soltanto il 7% si fiderebbe direttamente del consiglio ricevuto. La reputazione e la verifica delle informazioni restano quindi elementi centrali anche nei nuovi percorsi digitali di scelta.
Ipsos Doxa: per il 62% degli italiani l’AI cambierà la vita
La plenaria conclusiva, con Simone Pizzoglio e Serena Bergonzi di Ipsos Doxa, ha approfondito la percezione dell’intelligenza artificiale. Il 46% degli italiani dichiara che prodotti e servizi basati sull’AI hanno già cambiato profondamente la propria vita negli ultimi tre-cinque anni, contro il 54% del campione internazionale.
Guardando al futuro, la quota sale al 62% in Italia e al 66% a livello internazionale. Per rafforzare la fiducia nell’intelligenza artificiale, la ricerca individua tre priorità: comunicare benefici concreti, preservare la connessione umana e permettere agli utenti di scegliere come viene utilizzata la tecnologia.
Forum Banca, appuntamento a Milano nel 2027
«Da questa edizione emerge una sfida concreta: trasformare le possibilità offerte dall’intelligenza artificiale in servizi migliori, valorizzando le competenze delle persone e la fiducia dei clienti», dichiara Francesca Cattoglio, owner di iKN Italy. «Forum Banca continuerà a offrire uno spazio di confronto su queste scelte, coinvolgendo chi guida il cambiamento nel settore. L’appuntamento è al 2027 con la ventesima edizione, un traguardo che vogliamo costruire insieme alla nostra community».










































