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Manuel Binda a Málaga: la mostra “Specchi distorti: oltre il velo” esplora identità e cultura pop

Dal 9 al 19 ottobre il Colegio de los Médicos de Málaga ospita l’esposizione dell’artista e ricercatore indipendente. Organizzata e curata da Raffaella Solfanelli per MUSA MÁLAGA, la mostra intreccia pittura, mitologia e riflessione contemporanea.

L’identità, le maschere sociali e il rapporto tra ciò che mostriamo e ciò che custodiamo diventano materia artistica nella mostra “Specchi distorti: oltre il velo” di Manuel Binda, in programma a Málaga dal 9 al 19 ottobre 2026.

L’inaugurazione si terrà venerdì 9 ottobre, dalle 19:30 alle 22:00, presso il Colegio de los Médicos de Málaga, in Calle Curtidores 1. L’evento, organizzato e curato da Raffaella Solfanelli per MUSA MÁLAGA, presenta per la prima volta nella città spagnola questo progetto espositivo dell’artista.

Manuel Binda: dal tatuaggio alla pittura

Artista e ricercatore indipendente, Manuel Binda sviluppa un percorso creativo che nasce nel mondo del tatuaggio e approda alla pittura. La sua ricerca combina influenze della street art e della pop art con un linguaggio simbolico dedicato alla complessità dell’esperienza individuale.

Dopo diverse partecipazioni a mostre ed eventi tra il 2024 e il 2026, Binda porta a Málaga una produzione recente e introspettiva. Al centro del suo lavoro si colloca la relazione tra interiorità e immaginario collettivo: personaggi della cultura pop e figure mitologiche diventano strumenti per interrogare fragilità, desideri e meccanismi di difesa.

“Specchi distorti: oltre il velo”: il percorso della mostra

Il progetto indaga l’identità come costruzione instabile, attraversata da trasformazioni e contraddizioni. Il percorso adotta come riferimento simbolico la sequenza numerica 3-6-9, richiamata dall’artista in relazione a Nikola Tesla.

L’esposizione si articola in tre nuclei:

  • Nove opere dedicate all’introspezione e alla genesi dell’io.
  • Sei opere sull’influenza delle strutture collettive e della cultura di massa.
  • Tre trittici della “Zona Muta”, che chiudono il percorso affrontando l’irrisolto e la dimensione dello spettro.

Questa struttura accompagna il visitatore dalla ricerca personale al confronto con i condizionamenti sociali, fino alle questioni che rimangono aperte e sfuggono a una definizione definitiva.

La maschera tra protezione e distanza da sé

Uno dei temi centrali della mostra è la tensione tra essenza e apparenza. Attraverso il dialogo tra figurazione e astrazione, Binda esplora ciò che viene esibito e ciò che resta nascosto.

Nel nucleo “Tra luci e ombre”, luce e oscurità sono interpretate come forze complementari della crescita personale. La maschera diventa invece protagonista di “Il volto nascosto” e “Alter-Ego”: protegge la vulnerabilità, ma può anche creare distanza da sé stessi.

L’alter ego viene così osservato come possibile risposta al dolore non elaborato, una difesa che permette di affrontare il mondo e, allo stesso tempo, può rendere più difficile riconoscere la propria interiorità.

Da Catwoman a Cenerentola: la cultura pop incontra la fragilità

In “Cenere e artigli sotto la pelle”, l’immaginario fiabesco entra in relazione con il trauma e la vulnerabilità. Catwoman e Cenerentola sono rilette come figure attraverso cui rappresentare differenti strategie di sopravvivenza.

Anche Peter Pan, nel percorso di “L’equilibrio perduto”, assume una connotazione inquieta e seduttiva, mettendo in discussione l’idea di innocenza originaria.

Con “Armatura dell’io”, la riflessione si sposta sulle difese emotive costruite per trovare un equilibrio tra bisogno di protezione e apertura agli altri. I riferimenti popolari diventano così parte di un’indagine sulle contraddizioni dell’identità.

Prometeo, Icaro e Narciso: i miti riletti nel presente

La mitologia classica attraversa l’esposizione e dialoga con i codici della cultura contemporanea. Nei percorsi “Conosci te stesso”, “Appartenenza” e “Rumore”, figure come Prometeo e Icaro vengono reinterpretate in chiave pop.

L’errore emerge come passaggio necessario verso la consapevolezza, mentre la ricerca affronta la resistenza culturale dei margini e il confine tra empatia e autodistruzione.

In “In Vanitas”, il mito di Narciso offre uno strumento per osservare le trappole della vanità contemporanea. “Distopia moderna” amplia invece lo sguardo sul rapporto con la tecnologia e con le strutture sociali, interrogando il rischio di un progressivo indebolimento del pensiero critico.

Un invito a guardare oltre le apparenze

“Specchi distorti: oltre il velo” propone un confronto con le immagini e i modelli attraverso cui definiamo noi stessi. Il dialogo tra miti, icone popolari e simboli invita a riconoscere le finzioni predefinite e a interrogare il loro peso nella vita individuale e collettiva.

La mostra di Manuel Binda a Málaga costruisce così un percorso in cui la pittura diventa occasione di introspezione: uno spazio per osservare le proprie contraddizioni e mettere in discussione le forme attraverso cui l’identità prende corpo.

Informazioni sulla mostra

  • Titolo: Specchi distorti: oltre il velo
  • Artista: Manuel Binda
  • Organizzazione e cura: Raffaella Solfanelli per MUSA MÁLAGA
  • Inaugurazione: venerdì 9 ottobre 2026, dalle 19:30 alle 22:00
  • Periodo espositivo: dal 9 al 19 ottobre 2026
  • Sede: Colegio de los Médicos de Málaga
  • Indirizzo: Calle Curtidores 1, Málaga