Grande partecipazione alla seconda edizione del Crema Wine Festival: oltre duemila persone nel centro storico, 34 cantine e più di 150 vini in degustazione. La manifestazione, promossa dai giovani della Libera Associazione Artigiani con il Gruppo Giovani Soci della BCC Caravaggio e Cremasco, ha messo al centro nuove generazioni, qualità, territorio e solidarietà.
Oltre duemila presenze, in larga parte giovani, 34 cantine italiane e internazionali e più di 150 vini presentati al pubblico. Sono i numeri della seconda edizione del Crema Wine Festival, che sabato 6 giugno ha animato il centro storico della città confermandosi un appuntamento capace di unire cultura del vino, convivialità e valorizzazione del territorio.
La manifestazione è stata promossa dai giovani della Libera Associazione Artigiani, in sinergia con il Gruppo Giovani Soci della BCC Caravaggio e Cremasco, main sponsor dell’evento.
Una collaborazione che ha dato alla manifestazione un’identità precisa: non soltanto degustazioni, ma uno spazio nel quale mettere in relazione imprese, giovani, associazioni, istituzioni e comunità locale.
Crema Wine Festival, 34 cantine e oltre 150 vini
Protagoniste della giornata sono state 34 cantine provenienti da diverse regioni italiane e dall’estero, che hanno portato a Crema oltre 150 etichette.
Una proposta ampia, espressione di una viticoltura che guarda sempre più alla qualità, alla sostenibilità e all’identità dei territori.
Particolarmente significativa la presenza di aziende guidate da giovani imprenditori, interpreti di un settore vitivinicolo che sta attraversando una fase di evoluzione culturale e imprenditoriale.
Il vino di qualità diventa così non soltanto un prodotto, ma anche uno strumento per raccontare territori, tradizioni e competenze e per creare occasioni di incontro e condivisione.
È una nuova generazione di imprenditori del vino che guarda anche alle aree meno conosciute, contribuendo a trasformarle in esperienze capaci di combinare cultura, tradizione, innovazione e attrattività territoriale.
I giovani al centro dell’organizzazione
Uno degli elementi caratterizzanti della seconda edizione è stato proprio il protagonismo delle nuove generazioni.
Alla riuscita dell’evento ha contribuito anche Live District, gruppo di giovani professionisti specializzati nell’organizzazione di eventi. La componente musicale, con la presenza di DJ durante la parte serale, ha accompagnato il Festival creando un clima di festa e partecipazione nel centro cittadino.
Una formula che sembra aver intercettato soprattutto il pubblico più giovane, componente rilevante delle oltre duemila presenze registrate durante la manifestazione.
BCC Caravaggio e Cremasco, spazio a formazione e solidarietà
Particolare attenzione anche allo stand della BCC Caravaggio e Cremasco, che ha ospitato studenti e insegnanti della Scuola Casearia di Pandino.
I ragazzi hanno proposto al pubblico degustazioni dei formaggi realizzati nel laboratorio didattico nel quale svolgono la propria esperienza formativa, creando un collegamento diretto tra scuola, competenze, produzioni locali e mondo del lavoro.
Tra le iniziative che hanno suscitato maggiore curiosità anche quella della pittrice Alessia Mastandrea, che ha utilizzato il vino per dipingere un grande planisfero terrestre.
Nell’opera sono stati evidenziati i Paesi nei quali la BCC sostiene progetti di cooperazione internazionale: un’immagine pensata per richiamare simbolicamente il valore di una “globalizzazione della solidarietà”.
Giorgio Merigo: «Importante credere nelle nuove generazioni»
Il presidente della BCC Caravaggio e Cremasco, Giorgio Merigo, ha evidenziato il valore relazionale della manifestazione e il ruolo assunto dai giovani nella sua realizzazione.
«Manifestazioni come questa confermano quanto sia importante credere nelle nuove generazioni, coinvolgendole concretamente e affidando loro responsabilità, spazi di partecipazione e opportunità di crescita. I giovani, se motivati e sostenuti, sanno esprimere entusiasmo, capacità organizzativa e grande attenzione alla qualità delle relazioni».
Un messaggio che va oltre il successo numerico dell’evento e pone l’accento sulla capacità del territorio di creare occasioni nelle quali i giovani possano assumere responsabilità dirette e costruire nuove reti professionali e sociali.
Bressanelli: decisiva la collaborazione tra associazioni, istituzioni e volontari
Soddisfazione anche da parte del presidente della Libera Associazione Artigiani, Marco Bressanelli, che ha sottolineato l’importanza della collaborazione tra associazioni, istituzioni e volontari.
Al centro, ancora una volta, il lavoro organizzativo svolto dai giovani della Libera Associazione Artigiani e dal Gruppo Giovani Soci della BCC.
Il Festival ha infatti costruito la propria forza attraverso una rete di soggetti diversi, facendo della collaborazione uno degli elementi distintivi della manifestazione.
Le istituzioni presenti all’inaugurazione
Numerosa la rappresentanza istituzionale intervenuta all’apertura dell’evento.
Tra i presenti l’onorevole Silvana Comaroli, il presidente della Provincia di Cremona Roberto Mariani, i consiglieri regionali Riccardo Vitari e Matteo Piloni, il comandante provinciale dell’Arma dei Carabinieri, colonnello Paolo Sambataro, e il comandante della Compagnia di Crema, capitano Armando Laviola.
Presenti inoltre il presidente della Libera Associazione Artigiani Marco Bressanelli con il direttore Renato Marangoni, e per la BCC Caravaggio e Cremasco il presidente Giorgio Merigo, il vicepresidente Quinto Ginelli e il direttore generale Achille Ferri.
La manifestazione ha ricevuto anche il sostegno del Comune di Crema, della Provincia di Cremona e di O.N.A.V. Cremona.
Un Festival che mette in rete vino, imprese e nuove generazioni
Il dato delle oltre duemila presenze rappresenta il risultato più immediato della seconda edizione, ma il Crema Wine Festival ha mostrato soprattutto la capacità di costruire una rete attorno al territorio.
Cantine, artigiani, banca di territorio, giovani soci, studenti, professionisti e istituzioni hanno contribuito a una manifestazione nella quale il vino diventa anche occasione di relazione, promozione delle eccellenze e partecipazione delle nuove generazioni.
Un modello che rafforza il legame tra economia locale e comunità e che assegna ai giovani non un ruolo semplicemente simbolico, ma una responsabilità concreta nell’organizzazione e nello sviluppo delle iniziative territoriali.
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