D2U sigla il progetto della sede milanese di Cargeas: l’ “headquarter” diventa “hubquarter” in un’ottica smart working a lungo termine.

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Il progetto di riqualificazione del layout interno della sede milanese di Cargeas è stato affidato già nel 2019 allo studio D2U (Design to Users), società di architettura milanese fondata nel 2003 da Jacopo della Fontana e Corrado Caruso, per ottimizzare la densità abitativa e permettere il progressivo inserimento di politiche di smart working in azienda.

Il progetto ha proposto un’innovativa funzionalità e flessibilità degli spazi oltre che una migliore distribuzione e regolazione dei parametri di comfort ambientale, con l’aiuto di FM Divisione Impianti. I lavori nell’edificio, che si sviluppa su tre piani per una superficie complessiva di circa 2.700 mq per 240 posti di lavoro, sono stati realizzati tra dicembre 2019 e marzo 2020 lavorando fuori orario e nei weekend in modo da non interrompere l’operatività dell’azienda.

 

Corrado Caruso, fondatore di D2U: “In questo caso la pandemia Covid 19 ha rappresentato un acceleratore per un cambiamento già in programma. Il progetto originario doveva infatti solo indirizzare gli spazi verso un futuro concetto di “smart working light” pensato per circa un 20% della popolazione, quando, nella primavera 2020 a lavori quasi terminati, è esplosa la pandemia Covid 19: l’azienda si è trasferita praticamente a lavorare da remoto con un piano di rientro al 50% che è stato ulteriormente modificato dalla seconda ondata dell’autunno 2020. Con il futuro, e sperato, rientro nel 2021 in una “nuova normalità”, l’azienda potrà gestire con appropriati strumenti tecnologici ed organizzativi spazi già pronti ad accogliere lo staff in un “hubquarter” in uno spazio cioè che favorisca le interrelazioni tra le persone che verranno in sede e chi proseguirà il lavoro da remoto”.

 

Davide Aiello, Responsabile Servizi Generali e Acquisti di Cargeas:Siamo estremamente soddisfatti del risultato del progetto con D2U: lo spazio è lo stesso, ma è diventato molto di più, e meglio organizzato. Effettivamente, avevamo un problema di “rumore di fondo” negli open space, le sale riunioni non erano mai abbastanza, non c’era spazio per lavorare da soli o in piccoli team. Il progetto ha risolto tutte queste esigenze di ottimizzazione e D2U ci ha guidati nella fase di definizione degli obiettivi dimostrandosi un ottimo partner nell’indirizzarci verso soluzioni gradevoli e funzionali. Due gli elementi che colpiscono, uno di carattere organizzativo, in quanto gli spazi sono stati rinnovati extra-orario lavorativo, mentre 240 persone continuavano a recarsi giornalmente in azienda, e il secondo più emozionale, dato che trascorriamo in azienda molte ore della nostra giornata, un po’ come in casa nostra. Quando rendiamo più bella e più moderna la nostra casa, troviamo anche nuova energia e nuova voglia di abitarla e viverla al meglio. E questo è il nostro augurio per il rientro in ufficio post-pandemia!”

Il progetto di ri-pianificazione degli spazi e di interior design è partito quindi con una campagna di “workpattern survey” durata due settimane continuative per verificare come lo spazio di lavoro, di riunione e di supporto venisse utilizzato ora per ora dallo staff e per aiutare quindi il management Cargeas a prendere decisioni strategiche alla luce di dati scientifici misurabili.

I risultati della survey sono stati molto interessanti ed hanno evidenziato il bisogno di una razionalizzazione d’uso dello spazio con una minore densità abitativa, di un trattamento acustico nell’open space unitamente alla necessità di più numerosi e diversificati spazi di riunione formali ed informali che il layout esistente non riusciva a soddisfare efficientemente.

Il progetto di D2U si è concentrato quindi sulla riduzione dimensionale degli uffici chiusi dei manager, eccessivamente profondi, che sono stati dotati di nuovi tavoli quadrati per poter lavorare e riunirsi in spazi più contenuti. Lo spazio recuperato è stato quindi destinato a favore di uno scenario variegato di spazi di supporto condivisi: huddles, facetoface, phonebooth e informal meeting da 2-3-4 persone distribuiti lungo le aree di circolazione con nuove pareti vetrate ed arredi selezionati ad hoc.

La creazione inoltre di una nuova “smart canteen” al piano seminterrato dove consumare i pasti e continuare le riunioni con i colleghi in un ambiente rilassante e collaborativo ha permesso di spostare dalle aree ufficio alle ampie lift lobby di piano del corpo scala principale tutte le aree break, guadagnando così ulteriore spazio di lavoro, ottenendo una minore densità abitativa ed un maggior senso di privacy negli open-space grazie anche all’introduzione di pannelli ad alto assorbimento acustico tra i posti di lavoro.

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